Ricomincio da capo è un film comico americano dei primi anni ‘90, dalla trama semplice ma che lascia spazio a profonde riflessioni sulla condizione umana.  Il protagonista è un petulante meteorologo televisivo, che si ritrova casualmente incastrato in un assurdo circolo temporale: tutte le mattine si sveglia ed è costretto a trascorrere una giornata identica alla precedente, gli eventi non mutano di una virgola, tutto scorre inesorabilmente nello stesso modo.

Ecco, questa è la condizione che i tifosi della Virtus Roma vivono ogni estate. Lo stesso film, le stesse situazioni, la stessa storia ogni sacrosanta estate.

Ne avevamo già ampiamente parlato delle roventi estati del basket capitolino, ogni anno contrassegnate dal rischio di fallimento per la società. Finchè lo scorso luglio il presidente Toti aveva deciso di abbandonare la Serie A, scegliendo di iscrivere la Virtus in A2. Un durissimo colpo per i tifosi virtussini. Ormai il fondo era stato toccato, cosa ci si poteva attendere di peggio quest’estate?

Eppure i detti sbagliano di rado, anche in questo caso non c’è limite al peggio. Perchè la Virtus Roma rischia seriamente di non poter prendere parte alla prossima stagione di A2. Motivo? Il 7 luglio era il termine ultimo entro cui doveva essere versata la tassa d’iscrizione al nuovo campionato 2016-2017, ma la società romana ha pagato in ritardo di un giorno.

Sembrerebbe un futile cavillo burocratico, ma a norma di legge, stando così i fatti, la Virtus non potrebbe essere iscritta al campionato. Per questo il caso è stato fin da subito affidato al Consiglio Federale, che dovrebbe pronunciarsi in merito entro sabato prossimo. Una decisione rapida della vicenda è fondamentale, visto che, in caso di esclusione della Virtus dall’A2, verrebbe ripescata Montegranaro.

La situazione appare davvero tragicomica. Sembra impossibile pensare che una società gloriosa come la Virtus sia incappata in un errore tanto banale quanto ipoteticamente fatale. Il tutto dopo che il 16 giugno al Palazzetto dello Sport erano stati presentati Simone Giofrè e Fabio Corbani, rispettivamente nuovo General Manager e nuovo allenatore della Virtus.

La passata stagione era stata tutt’altro che esaltante, culminata con il salvataggio in extremis nei Playout contro la Paffoni Omegna. Per questo l’arrivo di 2 volti nuovi sembravano il giusto inizio per voltare finalmente pagina. Ma, puntuale come ogni anno, è arrivata l’estate coi suoi consueti, insensati stravolgimenti.

In una situazione simile si era trovata lo scorso anno anche l’Azzurro Napoli. In piena estate il Consiglio Federale della Fip aveva deciso di escludere il club partenopeo dall’A2, visti i ritardi nei pagamenti e la difficilissima gestione societaria, tra scioperi dei dipendenti e continue problematiche interne. Tant’è che poi, nel marzo di quest’anno, l’Azzurro è stata estromessa anche dalla Serie B, a causa del mancato pagamento della quinta rata alla Fip per partecipare al campionato.

Ma, se nel caso dell’Azzurro Napoli era stata la mancanza di liquidità a provocare l’esclusione dall’A2, nel caso della Virtus a sconcertare è l’inconcepibile pressappochismo che ha portato ad una situazione così drammatica. E se anche la Virtus non verrà estromessa dal campionato, resta comunque incomprensibile la superficialità dimostrata.

In Ricomincio da capo il protagonista, alienato dalla ripetitività della sua esistenza, cade in depressione e tenta più volte il suicidio. E’ disperato. Ma poi, d’un tratto si desta, rivela tutto ad una sua collega, di cui è innamorato, e riesce ad uscire dall’incantesimo in cui era intrappolato. Può finalmente ricominciare da capo.

Quello che sta vivendo in questi anni la società capitolina non è molto lontano da un “suicidio sportivo”. Venir retrocessa in serie B sarebbe un colpo durissimo da digerire. Ma chissà se, prima o poi, anche la Virtus non riescirà a ricominciare da capo?

bannervirtusroma

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