Questa edizione in corso degli Us Open verrà sicuramente ricordata per le assenze illustri. Djokovic, Murray, Wawrinka, Nishikori, Raonic sono solo alcuni dei nomi che mancano sul tabellone maschile di Flushing Meadows, tutti colpiti da infortuni che li hanno costretti al forfait. Per fortuna in campo femminile le cose vanno meglio, visto che l’unica assenza di un certo peso è quella più che giustificata di Serena Williams, alle prese con la sua gravidanza. Eppure, scorrendo tra i nomi in tabellone, salta all’occhio anche la mancanza di un’altra celebre tennista, un’ex-numero 1 al mondo seguita da migliaia di fan, che dopo essere sprofondata oltre la duecentesima posizione del ranking stava pian piano risalendo la china, avvicinandosi sempre più al suo abituale livello di gioco. Stiamo parlando proprio di lei, di Vika Azarenka.

Qual è il motivo della sua assenza?

 

Il motivo tocca un tema molto delicato. Lo ha spiegato lei stessa, giorni fa, in un post su Facebook indirizzato a tutti i suoi tifosi:

Tutti i miei incredibili fan e amici che mi hanno sostenuto durante la mia carriera meritano di sapere perché potrei non giocare gli US Open quest’anno. Il giorno in cui mio figlio Leo è nato, a dicembre dello scorso anno, è stato di gran lunga il più bello della mia vita. Ora apprezzo con un’ottica diversa il modo in cui le nuove mamme e i nuovi papà gestiscono le tante responsabilità nel creare una famiglia. Tuttavia, come la maggior parte delle donne che lavorano, malgrado il mio amore incondizionato verso mio figlio, sto affrontando una situazione difficile che potrebbe impedirmi di tornare a lavorare subito. A marzo in Bielorussia, col supporto della mia famiglia, ho iniziato a lavorare con l’obiettivo di ritornare nel circuito per competere ad alto livello a partire dal 31 luglio. Sono stata in grado di tornare presto, a metà giugno a Maiorca, prima di Wimbledon. Poco dopo, il padre di Leo e io ci siamo separati e abbiamo lavorato per risolvere alcune faccende legali. Per come stanno le cose ora, l’unico modo che mi consentirebbe di giocare gli US Open quest’anno è lasciare Leo in California, cosa che non voglio fare. Alternarsi tra l’avere un bambino e una carriera non è facile per nessun genitore, ma è una sfida che voglio affrontare. Sostengo le mamme e i papà che continuano a lavorare, non vorrei mai che nessuno si trovasse nella situazione di dover scegliere tra l’avere un figlio o lavorare. Spero che la situazione si risolva presto in modo da poter tornare a competere. Rimango ottimista sul fatto che nei prossimi giorni io e il padre di Leo possiamo fare dei passi nella giusta direzione per lavorare effettivamente come squadra e arrivare a trovare un accordo che permetta a tutti noi tre di viaggiare e a me di competere, ma – cosa più importante – assicurare a Leo una presenza costante da parte dei suoi genitori“.

Nel parlare di “alcune faccende legali”, la bielorussa si riferisce alla causa tra lei e l’ex-compagno Billy McKeague, giovane promessa di hockey a livello universitario e ora insegnante di golf in un resort delle Hawaii – dove si sono conosciuti -. Le motivazioni della contesa ruotano attorno all’affidamento del piccolo Leo. A quanto pare le fasi iniziali dello scontro giuridico avrebbero dato ragione a McKeague, il che costringerebbe la Azarenka a non poter viaggiare con suo figlio al di fuori dei confini californiani. Al momento del post su Facebook la neomamma era ancora fiduciosa di poter trovare un accordo con l’ex-fidanzato, ma poi il tutto sarebbe sfumato.

Una vicenda tanto contorta quanto spiacevole, di cui si erano viste le prime avvisaglie già i primi di agosto. Infatti, dopo la positiva partecipazione a Wimbledon – in cui era felicemente accompagnata sia dall’ex-partner che dal figlioletto -, ci si aspettava che Vika esplodesse sul cemento americano. Poi però era arrivato il forfait a Stanford, a causa di un misterioso virus. Nel frattempo, erano emerse le prime indiscrezioni sulla separazione con McKeague. In seguito si erano anche aggiunti i ritiri alla Rogers Cup e a Cincinnati, senza una chiara spiegazione.

Le prime notizie sulla battaglia giuridica tra i due sono poi apparse sul quotidiano israeliano Yediot Acharonot. Questo perché la Azarenka, ritrovatasi in una causa legale tanto complessa quanto per lei cruciale, aveva deciso di rivolgersi all’avvocato israeliano Zeev Welner, esperto di fama mondiale in questioni di questo genere. E probabilmente, in terra israeliana, ci sarebbe stata una fuga di notizie, che avrebbe reso la vicenda di dominio pubblico e costretto la bielorussa a intervenire direttamente sui social.

Al momento gli sviluppi della vicenda non sono ancora ben delineati. Nuove sedute giuridiche sono previste tra settembre e ottobre, il che costringerà l’ex-numero 1 al mondo a saltare altri tornei. E’ inoltre trapelato che il legale dell’Azarenka sarebbe pronto a chiedere a McKeague un risarcimento di oltre 10 milioni di dollari.

 E’ davvero un peccato non poter nuovamente ammirare in campo una tennista tanto talentuosa quanto esuberante come Vika. Ma è ancora più triste constatare come un evento tanto felice come la nascita di un figlio si sia tramutato in una guerra giudiziaria senza esclusione di colpi. Una guerra che, più che finalizzata al bene del piccolo Leo, lascia in bocca il sapore della ripicca.

 E stando alle ultime voci di corridoio, sembra proprio che la rottura tra la bielorussa e il suo ex dipendesse dal tennis, con annesso stile di vita nomade. “O il bambino o il tennis”, sarebbe stato questo l’aut aut che avrebbe poi innescato prima la separazione e poi la causa legale.

 Ovviamente, si parla di indiscrezioni e non c’è nulla di confermato. Resta però l’amarezza di una vicenda in cui tutti ne escono sconfitti: il piccolo Leo, la madre, il padre e, sullo sfondo, tutti gli amanti del bel tennis.

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