I petrodollari alla conquista dell‘Europa calcistica. Gli Emirati Arabi, da anni, finanziano il calcio europeo con carte di credito a plafond illimitato. A giovarsene, più degli altri, Manchester City e PSG. Sin qui la storia è nota. C’è anche dell’altro, però… 

Anche l’ultima frontiera del calcio giovanile  proviene dal  Qatar. Si chiama Aspire. Una società fondata nel 2005 per volontà dello  Sceicco Jasim Al Thani. Una “accademia del calcio”. I ragazzi, dell’età media di circa 12 anni, sono selezionati in età scolare in Africa a in Asia previo superamento di diverse prove tecnico fisiche. Quindi sono affidati a un team staff di fisiologi, preparatori atletici, allenatori e psicologi. I prescelti destinati al calcio sono obbligati a far parte della “scuderia Aspire”, che ne detiene lo sfruttamento dei diritti di immagine.

Una volta cresciuti, i migliori  (quasi tutti under 20 e comunque di fascia di età fra il 2001 e il 2005) vengono mandati a giocare nelle società amiche europee o testati in amichevole con i pari età dei top club europei. Gli altri restano a giocare nella QFA (Qatar Football Association).

La prima scelta Aspire è la Kas Eupen. Milita nel campionato belga di Tweede Classe, equivalente della nostra serie B. Ha la precedenza perchè quasi tutti i ragazzi hanno dimestichezza col francese. Fra l’altro, Aspire sfrutta anche la legge locale: dopo 3 anni di residenza nel paese mitteleuropeo si può richiedere la cittadinanza belga.  Ciò significa che i calciatori asiatici diciottenni possono essere “riciclati” e trasformati in atleti dal passaporto comunitario. Quindi cedibili senza problemi nei mercati più appetibili del vecchio continente.

Le altre due basi sono in Austria e Spagna. Aspire possiede le quote del Lask Linz, club austriaco di seconda divisione: l’accordo prevede che la fondazione apra delle accademie anche in Austria. In Spagna, dove i club minori sono acquisibili con spese da saldo, Aspire ha rilevato la maggioranza del Leonesa, squadra di Lega Pro, accollandosi il debito da 1,7 milioni. Una cifra, per i ricchi qatarioti, paragonabile una multa ridotta per divieto di sosta.

Investimenti mirati, per un obiettivo lontano sei anni. Qatar 2022. Le accademie nascono e inculcano la cultura professionistica. Non è solo un gioco, ma un investimento mirato: fra qualche anno, il Qatar (che ha un bacino di utenza limitato, appena un milione di abitanti) avrà una nazionale con giocatori  naturalizzati provenienti da tutto il globo e con una esperienza in campionati molto più competitivi rispetto a quelli asiatici. Un salto di qualità, nell’attesa che accada qualcosa di grande.

La sensazione è che prima o poi, nel firmamento calcistico, brillerà una stella proveniente dalla “Aspire”. In Italia, per ora, vi sono stati due “prodotti” targati Aspire: M’Poku ora al Chievo dopo una stagione al Cagliari e Lestienne, che dopo  l’esperienza al Genoa, ora gioca per il PSV.

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