Questa sera alle ore 21 allo Stade des Lumieres, impianto nuovo di zecca destinato alle future partite casalinghe del Lione, si accenderanno i riflettori sulla prima semifinale di Euro 2016; a sfidarsi, il Portogallo ed il Galles, entrambe caratterizzate da stelle che vestono la camiseta blanca del Real Madrid, Cristiano Ronaldo da una parte e Gareth Bale dall’altra.

Le due squadre si incontreranno per la prima volta in una gara non amichevole. I precedenti raccontano di tre partite giocate sin qui tra le due selezioni, con i lusitani che hanno collezionato due vittorie al cospetto dell’unico successo dei Dragoni. Il Portogallo ha superato il Galles per 3-2 nel 1949, perdendo due anni dopo 2-1 a Cardiff. L’incontro più recente risale, invece, al 2000, quando il Portogallo allora guidato da Figo e Rui Costa si impose a Chaves per 3-0.

La selezione della penisola iberica giunge all’appuntamento in seguito ad un cammino piuttosto particolare, visto che Cristiano Ronaldo e compagni non hanno mai vinto sin qui ad Euro 2016 entro i novanta minuti regolamentari. Una statistica che ha dato adito a diverse critiche nei confronti della squadra allenata da Fernando Santos; eppure, i lusitani, dopo essere passati nel girone eliminatorio con soli tre punti all’attivo dovuti ad altrettanti pareggi, sono stati in grado di eliminare la Croazia, soltanto pochi giorni prima spumeggiante contro la Spagna di Del Bosque, e poi la Polonia di Lewandowski, da molti ritenuta una delle possibili sorprese del torneo grazie alla qualità a disposizione.

Perché tante polemiche, dunque? Si tratta pur sempre di una nazionale che a partire dal 1996 è sempre arrivata come minimo ai Quarti di Finale degli Europei, sfiorando la clamorosa vittoria in casa nel 2004 quando venne sconfitta soltanto in finale dalla favola greca di Rehaggel, e che è alla seconda semifinale consecutiva nella rassegna continentale. Secondo i critici, il problema principale riguarda la mancata capacità da parte di Fernando Santos di fornire un gioco spettacolare ad una squadra così piena di talento; tanto possesso palla, è vero, che spesso però si rivela fine a se stesso, con gli undici in campo che non di rado devono aggrapparsi alle giocate dei singoli (Cristiano Ronaldo su tutti). Ad ogni modo, non si giunge tra le migliori quattro selezioni europee per caso ed il Portogallo sembra poter essere in grado di raggiungere la seconda finale della propria storia se non altro per l’enorme qualità tecnica posseduta grazie a calciatori come (oltre al solito CR7) Nani, l’obiettivo di mezza Europa André Gomes, il baby fenomeno Renato Sanches, l’esperto Joao Moutinho, Joao Mario ed il nuovo terzino del Borussia Dortmund Raphael Guerreiro, solo per fare alcuni nomi.

L’elemento che può, tuttavia, spostare l’ago della bilancia dalla parte della sorprendente selezione gallese riguarda il fatto che Bale e compagni non hanno veramente nulla da perdere. I Dragoni, infatti, si presentano a questa sfida con la mente sgombra, la consapevolezza di aver già compiuto un miracolo e con la voglia matta di continuare a sbalordire il mondo. Se per quanto concerne Fernando Santos, poi, le critiche non sono state lesinate, in riferimento al modo di stare in campo della propria squadra, lo stesso non si può proprio dire per Chris Coleman, artefice di un lavoro straordinario che ha permesso ai suoi ragazzi di sconfiggere una delle principali favorite alla vittoria finale, il Belgio, grazie ad un’organizzazione collettiva semplicemente eccellente. Prima della manifestazione, il Galles era considerato Bale e poco più ma una volta ammirata in campo la selezione britannica si è capito che dietro c’era un lavoro tattico molto importante, in grado di azzerare il divario tecnico con le altre squadre.

La mancanza di esperienza dovuta al fatto che per il Galles si tratta della prima partecipazione alla Fase Finale di un Europeo non si è rivelata un problema, anzi; il desiderio di mostrare al proprio pubblico e agli addetti ai lavori di non essere la vittima sacrificale designata da molti prima dell’inizio di Euro 2016 è stata una delle molle che ha condotto Coleman ed i suoi a spingere ancor più forte sull’acceleratore, lottando su ogni pallone come la tradizione del calcio britannico vuole. Organizzazione e grinta: questo il cocktail vincente del Galles, che ora non vuole smettere di sognare ponendosi dei limiti.

Dal punto di vista tattico, invece, si dovrebbe assistere ad una sfida tra due squadre con moduli diversi, a meno che Coleman non decisa di mettersi a specchio con i propri avversari (difficile, comunque, che accada visti gli ottimi risultati conseguiti sino ad ora con un sistema di gioco collaudato).

Fernando Santos ha sempre puntato sin qui su due certezze: la difesa a quattro e la coppia d’attacco composta da Cristiano Ronaldo, a fungere da centravanti, e Nani, abile a svariare su tutto il fronte offensivo per dialogare con il compagno di reparto. A centrocampo, invece, il Portogallo ha spesso cambiato pelle, passando da una disposizione a quattro in linea ad un 3+1 con Joao Moutinho a svolgere il ruolo di trequartista fino all’1+3 con William Carvalho piazzato a fare da schermo ai centrali di difesa; quest’ultimo, tuttavia, non sarà della partita in quanto squalificato. Sembra il centrocampo, dunque, l’unico vero nodo da sciogliere per quanto riguarda la disposizione in campo dei lusitani; ci sono poi alcuni ballottaggi sulle fasce di difesa, con Eliseu e Soares in vantaggio su Guerreiro e Vieirinha, ed al centro del reparto arretrato, con Santos indeciso se puntare sull’eterno Ricardo Carvalho o sul roccioso Fonte.

Chris Coleman, dal canto suo, deve fare i conti con due assenze molto pesanti dovute a squalifiche; la prima riguarda l’altro pezzo da novanta, oltre a Bale, della nazionale gallese, il centrocampista dell’Arsenal Aaron Ramsey, mentre la seconda è quella del centrale difensivo Ben Davies, capace insieme ai compagni di reparto Williams e Chester di costituire una cerniera di grande efficacia. Sciolti i ballottaggi sui sostituti dei due squalificati, Coleman dovrebbe avere pochi dubbi, dal momento che sembra improbabile possa decidere di separarsi da quel 3-5-2 che sino a questo momento ha costituito le fortune dei Dragoni gallesi. Si punterà forte sulla stella Bale e sull’incredibile vena realizzativa dello svincolato di lusso di Euro 2016 Hal Robson-Kanu, autore di un gol pazzesco contro il Belgio di Wilmots.

Tutto è pronto: da una parte c’è il desiderio di Cristiano Ronaldo, troppo spesso accusato di non avere in nazionale lo stesso rendimento mostrato nei club, di riuscire a sollevare un trofeo col suo Portogallo dopo la grande beffa del 2004 quando era poco più di un ragazzino; dall’altra c’è il sogno di una nazione piccola ma orgogliosa, incredibilmente rimasta l’ultimo baluardo britannico ad Euro 2016, che non vuole svegliarsi per nulla al mondo e si aggrappa soprattutto alle falcate ed al sinistro di Bale. Una cosa è certa: comunque vada, in finale andrà una selezione senza trofei in bacheca. Nell’anno del Leicester, che sia un segno del destino?

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