L’Ars Amatoria è un’opera giovanile d’amore di Publio Ovidio Nasone. In tre libri il poeta latino annoverato tra i maggiori elegiaci scrive le tecniche di seduzione, conquista e mantenimento di una storia d’amore. Qui Ovidio consiglia alle donne di non innamorarsi, ma di prendere l’amore come un gioco. Chissà cosa ne penseranno i tifosi che più di venti secoli dopo, per amore della propria passione hanno costruito una nuova realtà sportiva in onore di Ovidio, che con quei tifosi condivide la città natale. Oggi non c’è molto da stupirsi se alla domanda qual è la prima squadra di Sulmona? qualcuno rispondesse l’ASD Ovidiana, e non il Sulmona Calcio. «Idee, Valori, la rinascita di questi colori» è il motto con cui i fondatori dell’associazione dilettantistica Ovidiana hanno portato avanti la fondazione di una nuova creatura, risalente al 22 agosto 2014. Quella fu la loro dichiarazione d’amore, la loro Ars Amatoria. Stanchi delle promesse mai mantenute da una società che disastrosa è quasi dir poco, il collettivo organizzato dei tifosi di Sulmona si radunò per dare vita ad una nuova esperienza dal basso. A novembre 2014 sulle pagine del Fatto Quotidiano, Lorenzo Vendemiale già scriveva di come la nuova realtà portasse allo stadio più tifosi della squadra ufficiale della città. E stiamo parlando di una squadra che milita in Terza Categoria, il gradino più basso di tutti, ma poco importa: «il calcio deve appartenere ai suoi tifosi: noi ci siamo solo ripresi la nostra passione!».

A poco più di due anni di distanza, l’Ovidiana cresce, e rende omaggio al suo poeta che entra di diritto nel nuovo logo della squadra. Il restyling arriva in occasione del bimillenario della morte del sommo Ovidio. 43 a.C. – 17 a.C.: sono passati 2000 anni dalla scomparsa di una persona che è patrimonio culturale della cittadina abruzzese.

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Ma se c’è fermento per il nuovo logo, presentato a mezzo social, l’attenzione va anche rivolta al campo, dove l’Ovidiana è nelle posizioni di vertice: terzo posto, quattro gare da recuperare causa neve, ed un progetto ambizioso da lanciare entro quest’anno: la Scuola Calcio Popolare, per i più piccoli e per trasmettere i valori del calcio dal basso. Un’iniziativa simile aveva già trovato respiro a Brindisi, dove l’associazione Per Brindisi varava le scuole calcio gratuite per far ripartire il calcio brindisino.

Questo bel periodo non nasce a caso, ma è frutto di un lungo lavoro di distaccamento dalle logiche che hanno affossato il Sulmona Calcio (che dal 2005 al 2011 cambiò anche denominazione in San Nicola Sulmona). È il 2013, il Sulmona è tornato in Serie D, e si preannuncia una lotta per tornare tra i professionisti, vissuti solo nell’immediato Secondo Dopoguerra. Più di mezzo secolo fa. Non succederà niente: l’ex parlamentare di Forza Italia Maurizio Scelli dichiara di voler cedere la società, un gruppo di azionisti da Roma si fa avanti ma arriva la fumata nera e il passaggio di quote salta. Ne consegue un caos societario che si ripercuote sulla stagione, conclusa con la retrocessione in Eccellenza, seguita l’anno dopo dallo scivolone in Promozione. E pensare che i primi anni Duemila fuorono ancora peggio, vissuti tra la Prima Categoria, il fallimento nel 2008, la mancata attività dal 2009 al 2011 e la parentesi San Nicola Sulmona. A questo punto, con la squadra retrocessa in Eccellenza durante la primavera del 2014, i tifosi scendono in campo, non trovano un interlocutore valido nella proprietà quando si tratta di salvare le sorti della squadra, e così danno il via ad un’attività indipendente, proprio come l’HCV Filatoio 2440 di cui abbiamo scritto pochi giorni fa. Il Sulmona Calcio è andato avanti, è diventato Pro Sulmona e milita in promozione. Ma la passione in città ha ormai un altro nome, oltre che stessi colori: Ovidiana. La formula del socio-sostenitore, il bacino di giocatore interamente proveniente dalla Valle Peligna (anche nota come Conca di Sulmona), una fidelizzazione nel nome della tradizione storica che il poeta latino dà alla città, e del futuro da vivere con trasparenza e autentica passione.

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Nel giro di due anni, i risultati parlano di grandi passi avanti sul campo, e di un progetto imminente dedicato alle giovani generazioni. Un anno fa l’Ovidiana ha anche dovuto fronteggiare una serie di problematiche legate all’impiantistica: la squadra si era ritrovata senza un campo su cui disputare le partite, una situazione protrattasi fino a luglio dell’anno scorso. La nuova avventura va però avanti, oggi i supporter dell’Ovidiana sono circa 600 e sostengono la squadra con un tifo incessante, il calcio sostenibile avviato da quelli che erano i vecchi ultras del Sulmona Calcio si è dimostrata sinora una partita vinta. Chissà, se ci fosse stato il calcio durante la sua epoca, magari Ovidio avrebbe scritto un poemetto, un’elegia per la squadra in suo nome.

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