Papa Francesco è da sempre grande appassionato di calcio. Famosa la sua “fede”, in questo caso sportiva con tanto di abbonamento, per il club argentino del San Lorenzo, compagine ricevuta in Vaticano sia nel 2014 in occasione della vittoria della compagine rossoblu in campionato, sia lo scorso settembre, alla vigilia del match di beneficenza con la Roma, il cui incasso fu devoluto alle vittime del terremoto in centro Italia. Proprio la ricostruzione delle zone colpite dal sisma è una priorità per il Pontefice che, infatti, ha organizzato per il 12 ottobre la seconda partita “Uniti per la pace”, durante la quale i campioni del calcio mondiale si sfideranno in un match dove verranno raccolti fondi per i paesi devastati dai crolli di fine agosto. Creare una cultura della pace e una giustizia sociale in particolare per bambini e giovani, ai quali spesso in molte parti del mondo sono negati diritti essenziali come istruzione e assistenza. Questi sono i punti fondamentali della manifestazione.

Su questa linea, l’incasso non sarà devoluto solo ai terremotati ma anche alle periferie italiane argentine e di Kinshasa attraverso i programmi sociali ed educativi della Fondazione Scholas Occurrentes, CSI, UNITALSI e AMLIB. Parteciperanno alla partita oltre che i giocatori di Roma e Lazio tra cui gli argentini Perotti, Biglia, Paredes, Iturbe e Cataldi e Murgia, intervenuti anche alla presentazione dell’evento, anche altre stelle del panorama calcistico mondiale. Alla lista dei partecipanti si aggiunge anche il neo quarantenne Francesco Totti che sfiderà niente meno che il numero dieci per eccellenza Diego Armando Maradona, grande amico ed estimatore di Papa Francesco.

A completare la kermesse di giocatori, altre leggende del football come Roberto Carlos, Crespo, Ronaldinho, Zambrotta, Capello e tanti altri. “È tempo di mostrare che siamo capaci di fare pace attraverso il gioco, e anche con l’arte“. Queste le parole di Francesco alla conferenza di presentazione. “La pace va costruita per esempi e i giocatori possono esserlo” questa la sintesi del pensiero del Papa e del Vaticano sul ruolo che gli sportivi possono avere come strumento per veicolare un messaggio di pace in un mondo afflitto quotidianamente da episodi di violenza e guerra.
Appuntamento quindi al 12 ottobre allo Stadio Olimpico (diretta tv su Rai 1 alle 21.15) per vedere e confermare, una volta per tutte, che il calcio non è solo stipendi d’oro e social network, ma un motore per smuovere le coscienze e rinfrancare gli animi.

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