È iniziato il percorso che, se rispetterà attese e promesse, restituirà Campo Testaccio ai romani. Nella giornata di ieri, giovedì 22 dicembre, si è svolta la riunione del Consiglio del Primo Municipio romano, alla quale ha preso parte anche l’assessore capitolino allo sport Daniele Frongia. La seduta si è svolta all’interno della biblioteca “Enzo Tortora”, centro culturale del comunale con vista sull’area in questione. All’ordine del giorno un solo punto: riqualificare il campo dell’AS Roma. Di fronte a numerosi cittadini e associazioni, il Consiglio ha approvato all’unanimità una mozione che ben rappresenta le prospettive urgenti e quelle più a lungo termine.

L’urgenza è data dalle pessime condizioni di igiene e sicurezza di tutta l’area, dovute al degrado che ormai regna scandalosamente nell’area che fu la casa dell’indimenticabile Roma testaccina. Il terreno dove un tempo sorgeva il celebre stadio in legno, e più recentemente l’unico campo di calcio pubblico del centro di Roma, è ormai una giungla incolta e poco rassicurante per l’asilo nido e le due scuole che vi si trovano accanto. La chiusura della materna “Biocca” per le incursioni dei topi è stato solo l’ultimo degli episodi, dopo che un anno fa aveva fatto capolino persino un serpente. La prima richiesta che la presidente del Municipio Sabrina Alfonsi ha fatto al Comune è dunque quella di emettere urgentemente un’ordinanza per la bonifica dell’area. Richiesta che, nelle parole dell’assessore Frongia, verrà soddisfatta il prima possibile.

Ma la bonifica è solo il primo passo. Per salvare Campo Testaccio occorre anche dirimere alcune questioni burocratiche. «Al momento non è classificato come campo sportivo, ma come parcheggio», ha dichiarato Frongia. «Spingeremo presso avvocatura e ragioneria affinché venga espunto dal Piano Urbano Parcheggi. Poi potrà tornare ad essere classificato come campo sportivo con una delibera dell’Assemblea Capitolina».

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Al di là di questo primo ostacolo, apparentemente facile da scavalcare, i consiglieri municipali chiedono che venga attivato un tavolo che veda le istituzioni, le associazioni interessate e i cittadini progettare insieme il futuro dell’area, che verrà con tutta probabilità messa a bando. La presidente Alfonsi non ha precluso alcuna possibilità: «Il progetto potrebbe essere finanziato interamente dal Comune così come dal privato, o anche da entrambi insieme. Ci sono realtà come l’AS Roma o il CONI che potrebbero essere interessate a partecipare».

L’assessore Frongia ha confermato la disponibilità da parte del Comune ad ascoltare le istanze del territorio, anche se è presto per poter parlare dettagliatamente del futuro dell’area. Ciò che è stato confermato da tutte le forze politiche è che la destinazione d’uso rimarrà quella di campo di calcio. Sul resto, dalla capienza degli spalti all’eventuale realizzazione di uno spazio espositivo che renda onore alla storia del luogo, la partita è ancora tutta da giocarsi.

Frongia ha inoltre sottolineato che solo dopo la classificazione dell’area come campo sportivo si potrà procedere contro l’occupazione senza titolo da parte del privato. Il terreno è infatti ancora rivendicato dal Consorzio Romano Parcheggi, l’impresa che aveva vinto la concessione per realizzare un parcheggio interrato, poi definitivamente revocata l’anno scorso con le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato. «La ditta – ha spiegato l’assessore – è tenuta inoltre a risarcire il Comune per una cifra che, solo per ciò che riguarda il livellamento della buca e il ripristino del campo di gioco, ammonta a un milione e trecentomila euro. Parliamo di un’azione civile che va da uno a tre anni, ma ciò non significa che non faremo nulla fino a quel giorno, perché è un percorso che va in parallelo».

Proprio per questo, tra le richieste presentate dai consiglieri nella mozione, vi è quella di impegnare nel bilancio di Roma Capitale i fondi destinati al livellamento della buca e al ripristino del campo di calcio, da recuperare successivamente presso il privato. Ma per Frongia «non si può ancora fare, perché l’area non rientra ancora tra gli impianti sportivi comunali».

«Direi di rivederci presto, convocando il tavolo pubblico e per iniziare a parlare del futuro dell’area. Ma ancora prima sarà fatta l’ordinanza per la bonifica» ha concluso il rappresentante del Campidoglio.

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Riassumendo, gli step per il recupero di Campo Testaccio sono questi: bonifica urgente dell’area; espunzione dal Piano Urbano Parcheggi e poi classificazione come campo sportivo. Nel frattempo, un tavolo partecipato permetterà di discutere del suo futuro e di farsi trovare pronti con le proposte quando sarà il momento di mettere a bando l’area. Il percorso non è semplice, ma il clima di collaborazione tra i diversi schieramenti politici e tra le due istituzioni fa ben sperare. Che Campo Testaccio abbia messo d’accordo tutti? Al momento sembrerebbe di sì, ma parleranno solo i fatti. Ormai il Primo Municipio e il Comune di Roma si sono esposti e dovranno rendere conto ai cittadini del futuro di quell’area.

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