“Ed oggi come allora difendo la città”. Questo è uno dei versi di “Un giorno all’improvviso”, coro riadattato dai tifosi del Napoli per sostenere la propria squadra e mostrare ancor di più il grande amore che li lega alla città partenopea. E Paolo Cannavaro, ex capitano azzurro, nel post partita di ieri sera tra Sassuolo e Napoli si è diretto sotto la Curva B del suo vecchio stadio e, insieme a quelli che sono ancora i suoi tifosi, si è fatto portavoce dei valori partenopei ed ha manifestato tutto il suo infinito sentimento verso quelle tinte e quella città che ancora gli danno tanto; tramutando il San Paolo in un teatro dell’opera e vestendo i panni del direttore d’orchestra intonando insieme agli ultras quella che una volta era una canzone dei Righeira.

Mazzo di rose azzurre in mano, felpa targata Napoli indosso quasi a nascondere con vergogna e al contempo rispetto la maglia neroverde e a mostrare quello che davvero è il colore della propria pelle. Riuscire a far dimenticare un deludente risultato (1-1 ndr) a chi è legato in maniera intrinseca al proprio club non è da tutti, ma Cannavaro ci è riuscito. Lui che ha alzato il primo trofeo del Napoli, la Coppa Italia del 2011, dopo l’era di Maradona; lui che è stato mandato via senza troppe spiegazioni ma che non ha mai puntato il dito verso la propria squadra del cuore, dell’anima, dei sogni. Le immagini di un giocatore che canta sotto la curva sono ancora vive, macchiate di sangue e delusione, nella mente dei tifosi partenopei; si trattava di Gonzalo Higuain, “quello lì” come viene ora chiamato a tra i vicoli della città campana, che ha prima corteggiato e poi abbandonato chi lo aveva innalzato a monumento cittadino. Paolo Cannavaro, però, non è argentino, è “napulitano” e non tradisce; cantare sotto la curva è un’azione profonda, un intimo abbraccio tra due amanti che non osano lasciarsi. Lo fa perché viene da lì, perché Napoli è la sua famiglia e alla famiglia non si voltano mai le spalle. A fine partita il giocatore ha poi commentato: “Per me questo resterà un momento indimenticabile”. E Paolo potrà stare tranquillo, perché nessuno dimenticherà mai il valore del suo gesto.

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