Lo Stadio della Roma è un argomento che non riposa neanche il sabato. Arriva oggi infatti l’intenzione da parte della Sopraintendenza delle Belle Arti di avviare un procedimento per vincolare la zona di Tor di Vallea causa del suo riferimento con la storia dell’arte (architettura), della scienza, della tecnica e dell’industria di questo Paese”. Queste le motivazioni rilasciate da Margherita Eichber, sopraintendente e architetto. I punti fondamentali sono due: salvaguardare il valore storico dell’Ippodromo e la sua visuale. Nello specifico il valore storico si riassume nella tribuna costruita da Lafuente, considerata un unicum architettonico ( inserito anche nelle guide turistiche) ma anche il “sedime della pista”, in poche parole la sabbia che all’epoca costituiva il la superficie su cui si gareggiava. Per quel che attiene la visuale invece si vuole salvare la possibilità che i cittadini possano usufruire del panorama storico dell’impianto. In più si sottolinea come non debbano essere “alterate le condizioni di inserimento nel contesto agrario attuale”. Ma lo stato attuale di quelle zone è, innegabilmente, lasciato all’estremo degrado e non si capisce quale contesto storico e agrario possa avere.

Per adesso siamo ancora all’inizio del procedimento amministrativo che avrà durata di 120 giorni al termine dei quali potrà essere imposto il vincolo e, quindi, far naufragare l’intero progetto per impossibilità di costruire sopra una zona, per l’appunto, “vincolata”. Le perplessità relative a questa richiesta sono collegate al fatto che le criticità evidenziate potevano essere portate all’attenzione ai tempi della Conferenza dei Servizi preliminare del 2014, durante la quale, però, la Sopraintendenza non fece nessuna menzione al riguardo. Ora la Roma ha 30 giorni per presentare una memoria difensiva  in cui potrà essere sottolineato questo aspetto.

Attendiamo ulteriori sviluppi

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