Immaginate un giocatore di origini africane che brilli nel centrocampo dell’Udinese. Facile, no? Un tempo regnava la sostanza, alias Christian Obodo, poi presero campo la duttilità di Kwadwo Asamoah e la costanza di Emmanuel Agyemang-Badu, con quest’ultimo ancora pedina fondamentale della mediana bianconera. Quest’estate è arrivato però anche lui, l’uomo del momento, Seko Fofana, leggermente sottovoce nonostante un curriculum di tutto rispetto: Player of the Season con la seconda squadra del Manchester City, poi oltre 50 presenze in due stagioni europee, prima con la maglia del Fulham e poi con quella meno blasonata del Bastia in Ligue 1.

Adattarsi nella nuova e coloratissima Dacia Arena non è stato facile, tanto per il franco-ivoriano quanto per Beppe Iachini, allenatore con cui il talento ha cominciato la stagione senza riuscire a far breccia nei cuori delle ‘zebrette’.

Il 3-5-2 portato avanti dal mister marchigiano aveva un ruolo da playmaker proprio per Fofana, paragonato tanto a Vieira quanto a Yaya Touré per la doppia origine di cui è provvisto. Nonostante una posizione centrale nei piani del centrocampo bianconero, tutti si sono accorti della sua forza soprattutto con l’avvento di Gigi Delneri, capace di cucire su misura una posizione da mezzala per il classe 1995, che svaria, si inserisce e copre il campo in maniera esemplare, come evidenziato da questa grafica offerta da WyScout.com:

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Il manifesto del gioco ‘fofanesco’ potrebbe ritrovarsi nella rete con cui si è presentato ai seguaci della Serie A che ancora non si erano accorti di lui. Siamo al Renzo Barbera, piove a catinelle e un giocatore rosanero sbaglia un passaggio in uscita. Ne scaturisce una ripartenza, Fofana parte e rientra, sferrando un colpo che lascia senza parole l’incolpevole Posavec.

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Il trio a centrocampo dell’Udinese ha bisogno di un giocatore frizzante ma intelligente, con un pizzico di pepe in più e capace di sbucare spesso dalle retrovie; Fofana si è auto-candidato vincendo il premio in questione con ben 3 reti in sole 15 giornate di campionato.

Le puntuali pagelle del Messaggero Veneto dopo la sfida contro il Bologna hanno dato un ritratto decisamente migliore del mio proprio sul talento ibrido dei friulani, definendolo un “tuttocampista, capace di fare la mezzala destra e poi quasi il trequartista”.

Un po’ francese e un po’ ivoriano, un po’ mediano e a tratti trequartista, fondamentalmente mezzala, diviso tra i paragoni con Yaya Touré e quelli con Patrick Vieira.

Centrocampista al passo con i tempi ma più rapido degli avversari: insomma, Fofana is the way.

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