Senza peccare di superbia in verità non siamo sorpresi, conoscevamo la forza e la solidità di questa squadra ed eravamo sicuri ci avrebbe messo il cuore facendo così tanta strada”. A svelare il retroscena è Rosa Sembronio, direttore marketing di Erreà Sport, sponsor tecnico dell’Islanda, vera rivelazione a Euro 2016. L’azienda nata ventotto anni fa a San Polo di Torrile dall’amore della famiglia Gandolfi per il calcio e per il mondo dello Sport oggi è il valore aggiunto della Nazionale di Lagerback, che dopo aver regolato l’Inghilterra sogna l’impresa con la Francia.

Siamo indubbiamente molto orgogliosi e felici di quanto sta dimostrando la nazionale Islandese, è sicuramente un grande onore per noi essere al loro fianco, per la prima volta nella loro storia, in una vetrina prestigiosa come quella di un Campionato Europeo” ammette la Sembronio, che spiega come l’azienda sta accogliendo l’impennata alle vendite delle maglie: “In realtà non abbiamo conteggiato un numero ufficiale di richieste né avevamo fatto precise previsioni prima dell’inizio dell’Europeo. Stiamo tenendo volutamente un profilo contenuto, non ci piace farci trascinare da facili entusiasmi ma rispondere con fatti concreti volta per volta, passo dopo passo”. 

Il motivo è legato a una policy aziendale: “Essendo uno dei nostri punti di forza la velocità di produzione e il servizio al cliente, stiamo rispondendo settimana dopo settimana, con grande celerità, a tutte le richieste che stanno arrivando da tifosi e appassionati. Tireremo più avanti le somme. Per il momento preferiamo concentrare tutte le forze nel soddisfare le richieste on e off line dei nostri clienti in ogni parte del mondo”. E se fosse in semifinale fosse Italia-Islanda?Da azienda italiana tiferemmo con il cuore diviso a metà ma si tratterebbe di un bellissimo e auspicato dilemma – conclude, spiegando come l’apprezzamento del made in Italy all’estero sia “sinonimo di qualità ed eccellenza”.

A raccontare l’origine della partnership tra il marchio italiano e la Nazionale islandese è l’Export Manager, Fabrizio Taddei, che svela un altro retroscena curioso avvenuto in tempi non sospetti: “La partnership che ci lega all’Islanda non è certo nata nell’ultima ora ma è una collaborazione di lunga data – ha sottolineato – cementata in questi 14 anni da un rapporto di grande fiducia e stima reciproca. I loro successi non sono una sorpresa per chi come noi ha creduto fin dall’inizio nella serietà, professionalità e organizzazione di questa squadra e di questa piccola-gigantesca realtà”.

E così anche questo piccolo grande Leicester parla per un pezzo italiano, con umiltà e grande voglia di fare. E, forse, non è proprio casuale.

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