“Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova. E mi imbarcai su cargo battente bandiera liberiana…”. Vi ricordate Manuel Fantoni? Protagonista di quel piccolo grande capolavoro cinematografico di Carlo Verdone, dal titolo ‘Borotalco’.

Che bel film, quello, così fresco e genuino. Borotalco non sente il trascorrere del tempo. Forse perché i temi che affronta sono ancora maledettamente attuali.

Già. Basti pensare a quel simpaticissimo cazzaro di Manuel Fantoni. Un personaggio adorabile, ma in fin dei conti tristemente negativo. Non tanto per le bugie, nè per la sua strafottenza. Ma per quel senso di estrema insicurezza che lo spinse a trasformarsi in qualcun altro.

Succedeva più di trent’anni fa in Borotalco, accade ora, tutti i giorni, nella nostra era 2.0. Lo ha raccontato la scrittrice Chiara Lelli, nel suo nuovo libro ‘Non avrai altro dio all’infuori di te. Siamo tutti Manuel Fantoni’.

Un saggio che parla di mitomania, ma anche di una società che ormai ha smarrito persino la dignità. A spiegarlo, stavolta, è il ‘padre’ di Manuel, il nostro Carlo Verdone.

Il messaggio che dà la società è questo – ha commentato l’attore romano a Repubblica Tv, in riferimento alla presentazione del libro di Chiara Lelli chi non ha personalità copia quella di un altro. Così diventa facilmente un grande cazzaro. Ruba l’anima ad altri, anche se il mentitore viene scoperto presto”.

Quanti mitomani ha incontrato Verdone nella sua carriera? Tanti, a suo dire. E lo hanno ispirato parecchio sul set: “Io non li ho mai contraddetti, per me loro sono oro colato. Ho fatto i film sui mitomani: Gallo Cedrone, Un Sacco Bello, Al lupo al lupo e Borotalco. In quest’ultimo c’è proprio Manuel Fantoni. Un personaggio estremamente debole e fragile”.

I Social network diventano una preziosa vetrina per i Manuel Fantoni dei giorni nostri e nascondono un lato oscuro: “Tutti diventano critici, dinamitardi etc. Quei pochi che dicono qualcosa di sensato vengono lapidati. C’è tanta aggressività, c’è molta cattiveria e troppa violenza”.

Dunque i pacati ci sono, ma in minoranza.

Per il resto siamo tutti Manuel Fantoni.

 

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