La notizia è di quelle che mettono i brividi solo a pensarci. Una vicenda che sa molto di Hollywood ma che, a quanto pare, sia del tutto veritiera. Stanno rimbalzando da ore, infatti, le dichiarazioni di Neto, difensore della Chapecoense, miracolosamente sopravvissuto al disastro aereo che si è portato via la maggior parte della squadra brasiliana. Uscito dal coma qualche giorno fa, il calciatore è stato tenuto all’oscuro della tragedia, così come consigliato dagli psicologi, ma dalle prime ore del suo risveglio aveva insistentemente chiesto a più riprese il risultato finale della partita che assegnava la Copa Sudamericana contro i colombiani dell’Atletico Nacional.

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Non potendo più nascondere la verità, a fronte anche delle escoriazioni e ferite sul corpo del giocatore che lo avevano insospettito, Carlos Mendonca, il medico dell’ospedale ha deciso di raccontargli l’accaduto. Una seduta durata circa 2 ore in cui il calciatore è venuto a sapere di aver perso una larga fetta dei suoi compagni, per un totale di 71 vittime compresi i civili e l’equipaggio, in un incidente la cui dinamica deve essere ancora chiarita del tutto.

Il peso sulla famiglia stava diventando troppo forte, principalmente sulla moglie. Neto le faceva domande e lei non poteva parlare, e questo generava una tensione troppo grande. Quindi abbiamo deciso di dirglielo e ora lui è molto triste. Ma è un ragazzo forte, e si riprenderà“. Queste le parole del dottore, intervenuto ai microfoni di SportTv.

Mendonca in conferenza stampa ha poi aggiunto un dettaglio terrificante sull’incontro con Neto. Il centrale brasiliano avrebbe fatto, secondo le dichiarazioni del medico, il giorno prima della partenza, un sogno premonitore nel quale il calciatore si trovava all’interno di un aereo che stava precipitando. Un incubo così vivido che aveva portato il giocatore a raccontare tutto alla moglie e, in un primo momento, a desistere dalla partenza. Cosa che poi non è accaduta. “Probabilmente, quando potrà, ve lo dirà lo stesso Neto. Adesso non fa che ripensarci, perché l’incubo è diventato realtà“.

Nel frattempo, la Chapecoense è stata incredibilmente multata e penalizzata in classifica per non essersi presentata nell’ultima giornata del Brasilerao contro l’Atletico Mineiro. L’unico conforto, ma solo nei fatti, la consegna della Copa Sudamericana alla squadra brasiliana da parte della sua contendente Atletico Nacional che ha voluto omaggiare la compagine dello stato di Santa Catarina rinunciando al trofeo e scrivendo indelebilmente i nomi delle giovani vittime nella storia dello sport mondiale.

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