La stella del nuoto italiano Federica Pellegrini, tra allenamenti intensi e concentrazione ai massimi livelli, non ha timori per il presente prossimo. La nuotatrice è pronta per le Olimpiadi a Rio de Janeiro ed ai microfoni televisivi, fa un bilancio a due mesi dai Giochi brasiliani: “Il bilancio annuale lo fa la gara che conta però arrivarci dopo delle gare che sono andate bene in inverno ti dà grande sicurezza. Sono soddisfatta perché pur non essendo specialista di vasca corta è andata bene sia agli Assoluti che agli Europei. Mi alleno per arrivare alle Olimpiadi a lottare su tempi di grandissimo livello, che non sono quelli che abbiamo visto a Kazan. Bisogna migliorarsi molto, in cuor mio spero di farlo, poi vedremo lì come andrà. Cosa faremo io e Magnini dopo Rio? L’Olimpiade segna per noi un punto fondamentale della nostra vita perché dopo decideremo se andare avanti o se fermarci e dedicarci ad altro. Dopo Rio si snoccioleranno molte cose ma per il momento non è successo niente”. La grinta e la voglia di fare il massimo ci sono, ma per il futuro ancora aleggiano dubbi. Non si può perdere tempo però. Quindi via al lavoro duro, alle vagonate di chilometri, alle estenuanti fatiche e alla apparizione nei 200m al Settecolli a fine giugno. «A ogni gara mi stupisce. Se continua così, ai Giochi ci possiamo divertire», racconta il suo allenatore Matteo Giunta.

Ha percepito una Federica carica, soprattutto dal punto di vista mentale: «Lei ha bisogno del confronto per testarsi e trovare la cattiveria agonistica. Deve ingarellarsi, altrimenti da sola non si esprime al meglio». Per la motivazione necesseria le servono dunque le avversarie temibili. Come la Heemskerk stroncata al tocco di 4 centesimi o come la Sjostrom. «Anche se l’assenza della svedese è stata negativa perché poteva darci un riscontro in più», sostiene sempre l’allenatore. Ad ogni modo la leggenda azzurra fa sempre paura ancora prima di mettere piede in vasca e a Rio, il talento, il carisma, la convinzione, la sicurezza saranno solo alcune delle caratteristiche che le rivali dovranno provare a combattere. Il tutto si definirà quindi in Brasile. Ma quello che più conta è che la situazione è sotto controllo come conclude Giunta: «Finora tutto sta andando per il verso giusto. Di sicuro Federica non ha ancora raggiunto i suoi limiti».

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