A via Filadelfia la ferita è sanata. Dove sorgeva l’impianto che fino al 1963 ospitò le partite del Torino, poi demolito negli anni ‘90, sorge ora il nuovo stadio, finalmente pronto per essere inaugurato. A più di 90 anni dalla partita inaugurale, quando nel 1926 i granata sconfissero per 4-0 i romani della Fortitudo, il vuoto torna a colmarsi.

Il nuovo “Fila” sarà la casa del Toro, un centro sportivo all’avanguardia dotato di due campi di calcio: uno ospiterà gli allenamenti della prima squadra e delle giovanili, mentre l’altro – un vero e proprio stadio da 4 mila posti – sarà la cornice delle partite della Primavera. La pancia della tribuna coperta ospiterà gli uffici del club e la foresteria per le giovanili, mentre su via Giordano Bruno è ancora da finanziare e costruire l’area museale, terzo e ultimo lotto del progetto.

L’inaugurazione durerà tutta la giornata del oggi, con il taglio del nastro alle 10 e visite fino alle 20 per cercare di non lasciare nessuno fuori. I soci che hanno contribuito acquistando un seggiolino potranno visitare l’impianto in esclusiva il giorno prima, assieme ai familiari delle vittime di Superga e alle istituzioni. Il 27 maggio, invece, tornerà a rotolare il pallone: il Filadelfia ospiterà un torneo quadrangolare tra le formazioni primavera di Toro, Pro Vercelli, Novara e Alessandria. Il costo dei biglietti andrà a finanziare il completamento dei lavori e la competizione sarà disputata in memoria del prete salesiano Don Aldo Rabino, figura di riferimento nel mondo granata e grande sostenitore della rinascita del Filadelfia, scomparso nell’estate 2015.

Nei mesi scorsi il clima di attesa è stato leggermente turbato da un episodio spiacevole: come testimoniato da un video, durante le prove dell’impianto audio è risuonato a tutto volume l’inno della Juventus. In seguito al comprensibile sollevamento dei tifosi granata, che chiedevano l’allontanamento dei responsabili, la ditta a capo dei lavori ha chiarito l’accaduto: “Il tecnico incaricato ha riprodotto tramite YouTube il file musicale contenente l’inno del Torino FC per effettuare la prova audio, inconsapevole che la playlist contenesse in coda all’inno granata quello di altre squadre”. Nessuno sgarbo da parte di un addetto ai lavori bianconero, ma un semplice e perdonabile errore umano, sembrerebbe.

Per quel che riguarda la realizzazione del museo, terzo e ultimo “lotto” da finanziare e costruire, Cesare Salvadori, presidente della Fondazione Stadio Filadelfia, ha recentemente fatto sapere che se ne riparlerà fra qualche anno, quando saranno stati raccolti i fondi per finanziarlo. Lo scorso 3 febbraio è stata inoltre raggiunta l’intesa tra il Torino FC e la Fondazione per l’utilizzo dell’impianto da parte del club: sebbene non siano state ancora pubblicate le cifre dell’accordo, è stato comunicato che gli importi corrisposti dalla società granata serviranno a completare le opere relative all’intero complesso.

1. curva vecchia

Una delle porzioni del vecchio impianto che verranno conservate. Il restauro è ancora da realizzare

Il club ha anche voluto e ottenuto l’installazione di un “sistema di occultamento”, cioè di un muro di pannelli che, se azionati, nasconderanno il campo alla vista di chi sta fuori. Il costo dell’opera si aggira attorno ai 900 mila euro e, secondo quanto sostenuto da La Stampa, tale richiesta ha ritardato anche alcuni lavori del secondo lotto, che il giorno dell’inaugurazione risulteranno non del tutto ultimati.

Poco cambierà, però, a chi visiterà l’impianto nei prossimi giorni. Infatti la parte più evidente e simbolica del secondo lotto è stata completata: i dodici “pennoni della memoria” sono stati issati e illuminano il piazzale antistante allo stadio.


2.piloni

Con una caparbietà che ha dell’eroico, la Fondazione Stadio Filadelfia, ente costituito dalle associazioni di tifosi e dalle istituzioni locali, ha saputo portare avanti un percorso ad ostacoli durato più di un decennio, da quando cioè i primi rappresentanti di associazioni e gruppi granata iniziarono a riunirsi per provare a ricostruire il Filadelfia. Oggi l’avanzamento dei lavori è a uno stato tale da poter inaugurare lo stadio, ormai finito in ogni sua parte, e tutto lascia pensare che nel giro di qualche anno si riuscirà a finanziare anche il resto dei lavori. Mancano ancora parte del secondo e tutto il terzo lotto, che comprendono la rifinitura del “Piazzale della memoria”, il restauro dei monconi delle vecchie curve, il completamento della foresteria e l’area museale. Per chi volesse contribuire, prosegue la campagna di raccolta fondi “Insieme per il Fila”. Ma intanto, Torino può già godersi il suo nuovo Stadio Filadelfia.

 

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