La procedura di vincolo aperta dalla Sopraintendente ai Beni Archeologici del Comune Margherita Eichberg, che potrebbe definitivamente bloccare il progetto per la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, non è nata per caso. Ma in seguito ad una richiesta ufficiale inviata per lettera dall’associazione ambientalista Italia Nostra. La stessa della quale è stato membro del comitato esecutivo anche l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. Il quale non a caso, fino a quando è rimasto in carica, è risultato il più strenuo oppositore del progetto per lo stadio di Tor di Valle. E adesso dopo l’uscita di Berdini, “dimissionato” in seguito alle polemiche con la sindaca Virginia Raggi, ci sta pensando Italia Nostra a portare avanti la crociata anti stadio. Facendo arrivare proprio sul tavolo di Margherita Eichberg (sorella di un dirigente della Polisportiva Lazio) una richiesta ufficiale per l’apposizione di un vincolo archeologico sull’Ippodromo di Tor di Valle. Un vincolo che come si legge nel documento ufficiale spedito dalla onlus, sarebbe da apporre “con somma urgenza”. Perché, come si legge sempre nella lettera, ci sarebbe da preservare sia “la rilevanza archeologica delle tribune” che “la pensilina” dell’ippodromo progettato nel 1959 dall’architetto LaFuente. Tribune, che come si legge sempre nella lettera di Italia Nostra, devono essere considerate “opere architettoniche di raffinata concezione”. Le quali, se al contrario fossero abbattute, aprirebbero un “vulnus per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico nella storia dell’architettura contemporanea”. Nonostante nel 2014, in sede di studio di fattibilità, la Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, “assunti i pareri endoprocedimentali della Sopraintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e della Sopraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma” espresse “parere di massima favorevole allo studio di fattibilità”. E l’unico parere preclusivo, come ha scritto anche l’ex Assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo sul suo profilo facebook, fu depositato da Roma Natura in merito allo svincolo con l’autostrada Roma-Fiumicino considerato “non compatibile con quanto previsto dal Piano della Riserva Naturale del “Parco dei Massimi”.

Parere che il Dipartimento urbanistica dell’assessorato allora diretto da Caudo, dopo aver interrotto l’esame del progetto, comunicò alla società proponente Eurnova Srl che “il 18 agosto del 2014 depositò l’integrazione allo studio con una nuova collocazione dello svincolo esterno alla Tenuta dei Massimi”. Poi, aggiunge Caudo, “non ci fu nessun altro parere negativo”. Concludendo che “se le ragioni addotte oggi per la procedura di vincolo fossero state poste allora sarebbero state prese in considerazione come il parere di Roma Natura”. Tra queste oggi, ci sarebbe  proprio la “valorizzazione del patrimonio artistico” che l’Ippodromo progettato da Lafuente rappresenterebbe. Una valorizzazione che al momento sarebbe solo nelle carte della Sopraintendenza visto lo stato di totale abbandono in cui versa da anni la struttura come d’altronde l’intera area di Tor di Valle. Se la Eichberg si è affrettata a dichiarare in un’intervista al Messaggero che “non ci siamo svegliati oggi” e che il “vincolo c’era già”, la mossa della Sopraintendenza è sembrato essere un tentativo estremo per cercare di bloccare definitivamente il progetto.

Esito che non sarebbe gradito soltanto agli ambientalisti di Italia Nostra ma anche ai grandi costruttori esclusi dal progetto. Su tutti, ci sarebbe proprio Francesco Gaetano Caltagirone, celebre costruttore ed editore del quotidiano Il Messaggero, che non a caso tra gli organi di stampa, è quello che si è sempre mostrato più critico nei confronti del progetto. Il quale, lo stesso Caltagirone, avrebbe voluto trasferire sui terreni di Tor Vergata, dove possiede le concessioni. Ma l’interessante è che nel 2008, come riporta il sito www.abitarearomanet, proprio al costruttore Francesco Gaetano Caltagirone venne conferito da Italia Nostra il titolo di socio onorario per “essersi battuto per il rispetto del piano regolatore emanato nel 2008” (conferimento smentito, nelle ultime ore, dalla stessa associazione). Contro il sistema delle “varianti urbanistiche”. Le quali, nonostante siano assolutamente consentite dalla legge, consentono di costruire in deroga al piano regolatore quando ad un progetto è riconosciuta la pubblica utilità. Come nel caso dello stadio della Roma che per essere realizzato avrebbe quindi bisogno che il Consiglio Comunale, oggi a maggioranza pentastellata, approvasse la necessaria variante al Piano Regolatore. Variante, contro la quale si è sempre battuto l’ex assessore Paolo Berdini. Che fino al 2008 è stato un esponente dell’associazione Italia Nostra, la stessa che oggi ha richiesto alla Sopraintendenza l’apposizione del vincolo. La stessa in cui il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone ricopre la carica di socio onorario. Ma queste, fino a prova contraria, non possono essere considerate diversamente da quello che sono: soltanto delle straordinarie coincidenze.

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