Il mestiere dell’attaccante non è cosa da poco: c’è chi passa senza lasciare traccia mentre c’è chi, con gli anni, fa imprimere il proprio ricordo nella storia del calcio italiano. In questo finale di campionato hanno “appeso le scarpe al chiodo” due veri bomber, diversi nelle loro caratteristiche ma tanto uguali nella capacità di saper segnare. Forse per le loro qualità hanno vinto poco, però hanno realizzato tanti gol. Ovunque abbiano giocato la loro impronta ed il loro ricordo l’hanno lasciato. Soprattutto nei tifosi che amano particolarmente chi riesce a donare quelle forti emozioni che si provano quando un giocatore della propria squadra del cuore “gonfia la rete”. Proviamo a ripercorrere la loro storia, con un semplice interrogativo: tra le attuali leve della serie A, c’è qualche giocatore italiano che può o potrà ripercorrere le loro tracce?

Antonio “Totò” Di Natale è nato a Napoli il 13 ottobre del 1977. La sua carriera, oltre a brevi parentesi nelle squadre dell’Iperzola, Varese e Viareggio, l’ha passata in due principali società: Empoli ed Udinese. Nell’Empoli (primo anno nel 1996-1997 poi c’è ritornato nel 1999 sino al 2004) ha collezionato tra campionato e coppe nazionali 178 presenze e 55 gol. Nell’Udinese (dal 2004 al 2016) tra campionato coppe nazionali e continentali, 446 presenze e 227 gol. In totale, in tutta la sua carriera, ha collezionato 686 presenze e 300 gol. Un bottino che l’ha fatto diventare uno dei più grandi giocatori e goleador della storia del calcio italiano.

Luca Toni è nato il 26 maggio 1977. Nella sua carriera ha militato in molte società italiane ed estere. Partito da Modena, dove ha svolto le giovanili, è passato da Empoli, ha giocato nella Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al-Nasr, e Verona. Le società dove ha lasciato maggiormente “il segno” sono state Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco e Verona. In questi anni ha collezionato la maggior parte delle presenze e dei gol. Con i rosanero ben 83 presenze e 51 gol tra campionato e coppa Italia. Con i viola 99 presenze e 57 gol. Con i tedeschi del Bayern 90 presenze e 58 gol mentre nell’Hellas Verona 100 presenze e 51 gol. Tutte queste presenze e tutti questi gol lo portano a concludere la carriera (8 maggio 2016) con 659 presenze e 306 gol.

Oltre a presenze e gol nella sua carriera ci sono stati parecchi trofei: un campionato di serie B vinto con il Palermo nella stagione 2003-2004, una coppa di Lega tedesca nel 2007, un campionato tedesco nella stagione 2007-2008 oltre ad essere stato capocannoniere in serie B nel 2003-2004 con 30 gol, capocannoniere nel 2005-2006 con 31 gol e nel 2014-2015 con l’Hellas Verona con 22 reti a pari merito con Icardi. Anche il Germania si è consacrato capocannoniere nel 2007-2008 con 24 gol e nello stesso anno è stato anche capocannoniere della coppa Uefa con 10 gol. Per coronare tutto ciò ha avuto la fortuna e l’onore di laurearsi campione del mondo nel 2006 con la nazionale italiana (con la maglia azzurra ha collezionato 47 presenze e 16 gol).

Due bomber che sicuramente mancheranno al calcio italiano. Chi li sostituirà? Scorrendo la classifica capocannonieri della serie A della stagione appena terminata, di giocatori italiani a spiccare e dare speranza è solo Leonardo Pavoletti che nel Genoa ha totalizzato 14 gol. 28 anni e una crescita importante da un’anno all’altro. L’età è dalla sua parte e il potenziale c’è. Se riuscirà a convincere Conte a portarlo all’Europeo sarà un’ulteriore passo in avanti. Oltre a lui, troviamo Massimo Maccarone e Eder. Maccarone, classe 1979 ha dimostrato che la serie A gli appartiene e che il suo contributo è ancora capace di darlo, nonostante i 36 anni. Eder dopo essere passato all’Inter ha avuto un calo drastico. Da trascinatore dei blucerchiati a meteora nella squadra di Mancini. La Sampdoria con la sua cessione è scivolata sempre più in basso, perdendo l’unico vero bomber in squadra. L’inter, con l’acquisto dell’italo-brasiliano ha aggiunto alla rosa una copia del bomber sampdoriano. Con i nerazzuri solo un gol in 15 presenze totali. Può essere lui il futuro? Forse la sua stagione ha rispecchiato il brutto andamento della squadra di Mancini ma sicuramente per stare ed affermarsi in una grande squadra dovrà fare di più.

Guardando anche in serie B, gioventù che fa ben sperare c’è: sicuramente impressionano i numeri di Gianluca Lapadula. L’attaccante del Pescara ha totalizzato 27 reti in 40 presenze. Ha 26 anni e se riuscirà a confermarsi e a fare altrettanto in serie A potrà lasciare il segno. Dietro di lui, Francesco Caputo (28 anni) che ha totalizzato 17 reti nella Virtus Entella, Simone Andrea Ganz (22 anni) del Como e il croato Ante Budmir (24 anni) del Crotone hanno totalizzato 16 reti.

Il passo dalla serie B alla serie A è vertiginoso. Segnare molto in B non equivale a fare altrettanto in serie A però questi giovani hanno grandi doti che con il tempo possono garantire il salto nella massima serie, provando a imitare se non raggiungere e superare i numeri di Lucone Toni e Totò Di Natale.

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