“Se non tagliamo drasticamente le spese nei prossimi due anni rischiamo di uscire di strada”. Queste le parole della governatrice di Tokyo Yuriko Koike sulla situazione che la capitale nipponica dovrà affrontare nei prossimi anni in vista dell’organizzazione delle Olimpiadi del 2020. Un allarme lanciato poco più di un mese fa che mostrava le difficoltà relative specificatamente al contenimento dei costi sul budget previsto per i lavori necessari alla manifestazione a cinque cerchi.

La paura che aveva il Movimento 5 Stelle nella candidatura di Roma 2024 sembra essere già realtà nel Paese del Sol Levante: secondo le stime i fondi stanziati di 7 miliardi e 300 mila dollari potrebbero essere frantumati da una spesa necessaria che sforerebbe i 30 miliardi. I maggiori esborsi sarebbero relativi alla costruzione dello Stadio Olimpico, il cui progetto è stato disegnato dall’architetta recentemente scomparsa Zaha Hadid, che prevede un costo di 2 miliardi e mezzo. Per correre ai ripari si è pensato ad una soluzione alternativa, rivedendo il progetto, che consentirebbe un risparmio di un miliardo. Sempre sul fronte costi, se da una parte il villaggio olimpico verrà finanziato interamente da investimenti privati che rientrerebbero grazie all’affitto futuro dell’area, dall’altra esistono lavori imprescindibili che riguardano la costruzione degli impianti, nello specifico quelli delle gare di canottaggio, canoa, nuoto e pallavolo. Per questo si è pensato di riutilizzare strutture già esistenti e spostare alcune competizioni a nord del Giappone con la conseguente difficoltà sugli spostamenti degli atleti. Altra voce che pesa sul bilancio è quella dei “costi invisibili” come trasporti, sicurezza, energia, tecnologia e quella sulla prevenzione dai fenomeni ambientali e climatici come i terremoti, frequentissimi nell’arcipelago giapponese e il caldo che dovrà essere affrontato durante i Giochi.

Per far fronte a queste difficoltà, è stata organizzata una commissione incaricata alla spending review, unica via percorribile per la stabilità economica della città di Tokyo e del Giappone in generale. Su questo punto, Yuriko Koike ha le idee molto chiare: “Mettiamoci una mano sulla coscienza, non siamo onnipotenti e non possiamo spendere 30 miliardi di dollari. Il Giappone non ce li ha!“. Staremo a vedere come finirà. Quello che è certo è che il budget per quel che concerne le Olimpiadi, nel corso degli anni, è sempre più diventato un’opinione. E contenerlo nei limiti previsti rappresenta la sfida più ardua, quasi sempre persa, nell’organizzazione dei Giochi olimpici.

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