Nel calcio inglese, attualmente, ci sono oltre 2.000 calciatori professionisti. Nessuno di loro, a quanto pare, tuttavia, è omosessuale.

Un caso piuttosto strano, a livello semplicemente statistico, e che ha fatto discutere più volte nel corso degli ultimi mesi sulle pagine dei principali quotidiani oltre la Manica.

Il problema è uno e chiaro: gli atleti del mondo del calcio (ovviamente non solo quello inglese) hanno paura di confessare il proprio orientamento sessuale poiché non si sentono abbastanza ‘al sicuro’ e al riparo da critiche ed umiliazioni vergognose.

Proprio dalla terra della Regina Elisabetta, comunque, arriva una squadra decisamente particolare in tal senso. Perché? E’ presto detto.

Dalla prossima stagione calcistica, nelle serie minori inglesi, sui campi di calcio troveremo anche i The London Titans, un gruppo di ragazzi strettamente legati al tema delle discriminazioni contro le persone appartenenti alle categorie LGBT.

Vengono da Londra e confessano di “credere fermamente che il meraviglioso mondo del calcio debba accogliere qualunque ragazzo o ragazza, senza discriminazione per l’orientamento sessuale. Abbiamo deciso di creare questa società per fornire un ambiente sano a chiunque desideri giocare a calcio e non voglia avere paura di essere giudicato per la propria sessualità, età, razza, religione o capacità”.

“Il nostro credo è molto semplice e può essere riassunto in tre parole: competitività, divertimento, uguaglianza”.

Di questo club sui generis, si è occupata persino la BBC, mediante un documentario trasmesso in radio. (link documentario https://youtu.be/5ToEOTEC1K4).

Per quanto concerne la vera e propria ‘offerta sportiva’, i ‘titani di Londra’ propongono diverse opportunità: arruolarsi nel club di calcio a 11 affiliato alla FA; entrare a far parte della squadra di calcio a 5: infine, semplicemente recarsi al centro di allenamento per condividere allenamenti settimanali con altri ragazzi.

Che sia l’inizio di una nuova era nel rapporto tra calcio ed omosessualità?

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