Il Regno Unito è sicuramente uno dei Paesi tra i principali campionati di calcio continentali a aver sviluppato un interessante movimento di associazioni e gruppi di tifosi che propongono un maggiore coinvolgimento dei supporters nei processi decisionali dei club e delle istituzioni sportive. Con quasi 20 anni di esperienza diretta sono molti gli spunti e le iniziative che hanno dato un valore aggiunto al calcio. Dai primi collettivi comparsi nel corso degli anni ’90 come gruppi sporadici, nati per il salvataggio di club in dissesto economico attraverso organizzazioni democratiche e aperte, con il Northampton Town tra i primi a promuovere l’intervento dei tifosi, le realtà si sono evolute e moltiplicate lungo tutta la piramide del calcio inglese.

L’impatto e i risultati migliori si sono registrati nelle leghe inferiori, i club della Championship e, sopratutto, della Premier League, grazie al fiume di soldi delle TV e al grande impatto mediatico mondiale della massima serie inglese, restano più distanti dalle potenzialità delle iniziative dei tifosi e dal possibile coinvolgimento nel capitale sociale per ovvi motivi economici, oltre ad essere appetiti dai più grandi gruppi commerciali e finanziari. La massima divisione inglese è il campionato più ricco al Mondo, le risorse economiche affluite a partire degli anni ’90 hanno consentito lo sviluppo societario(stadi di proprietà, merchandising, ecc..) di diverse realtà che ora occupano stabilmente le prime posizioni a livello mondiale per introiti generati, come Manchester United, Arsenal Chelsea, Liverpool ecc.. Soldi che poi però, non necessariamente e soprattutto a livello di Nazionale, non si sono tradotti in successi sul campo ma hanno concretamente introdotto fattori distorsivi tra i campionati locali e spesso violato tradizioni ed eredità storiche.

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L’aumento del potere contrattuale della massima divisione le ha consentito di esercitare un forte potere d’influenza su tutto il settore, con effetti nel calcio giovanile e in quello dilettantistico che hanno ricevuto una minima parte delle risorse affluite nel sistema, lasciando molti problemi, sopratutto in termini di sostenibilità, nelle divisioni inferiori. Sono decine i casi di società finite in dissesto finanziario negli ultimi anni, situazioni che spesso hanno fatto palesare anche i limiti dei meccanismi di controllo e verifica delle istituzioni sportive nei processi di acquisizione(Fit & Proper test), casi che spesso hanno coinvolto operazioni di soggetti stranieri e che hanno lasciato sulla strada vittime illustri.

Nonostante le evidenti barriere economiche all’entrata, e le difficoltà nell’interfacciarsi con società particolarmente complesse e grandi, anche tutti i club della Premier League hanno un’associazione di tifosi riconosciuta, con l’ultimo gruppo nato su iniziativa dei supporters del West Ham United FC. Con un’attività costante sul territorio hanno saputo ritagliarsi spazi importanti e in molti casi sono diventate punto di riferimento per i tifosi locali, sviluppando un percorso di dialogo con le rispettive società per portare richieste di miglioramento e proposte per politiche più orientate al coinvolgimento pubblico ad un livello superiore. Manchester United Supporters Trust, Arsenal Supporters’ Trust, Tottenham Hotspur Supporters’ Trust e lo Spirit Of Shankly – Liverpool Supporters’ Union, tra le realtà più attive nel panorama inglese in questi ultimi anni, si sono ritrovate in prima linea unite in campagne di sensibilizzazione su temi specifici che hanno raggiunto spesso risultati evidenti.

I gruppi attivi sono oltre 100, circa 40 i club di proprietà dei tifosi, tra i più rilevanti e famosi tra le categorie del calcio professionistico inglese il Portsmouth FC, il FC United of Manchester e l’AFC Wimbledon, solo per citarne alcuni. Numeri che hanno permesso la realizzazione di un intenso e partecipato percorso comune, canalizzato e coordinato da Supporters Direct UK(SD UK), caratterizzato dal reciproco sostegno, che ha consentito di tracciare la strada per la promozione ed il supporto di campagne condivise su temi di rilevanza trasversale. L’unione d’intenti ha posto le basi per la creazione di un movimento d’opinione omogeneo e focalizzato sulla risoluzione delle principali problematiche riguardanti i tifosi, facendo emergere le principali contraddizioni nella governance dei club inglesi, e del calcio professionistico in generale, presentando soluzioni alternative, frutto di percorsi condivisi con tutti gli attori in gioco.

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Uno degli sviluppi più interessanti degli ultimi anni è sicuramente la partecipazione di SD UK e della FSF, con il contributo di numerosi Supporters’ Trust e Community Club locali, nell’ambito dei lavori del ‘The Supporter Ownership and Engagement Expert Group’ , che dal 2014 opera per esplorare le possibilità e valutare come sia possibile intervenire per favorire un maggiore coinvolgimento dei tifosi nella governance dei club. Le attività si sono concretizzate con una serie di raccomandazioni rivolte ai principali attori del settore, sia per regolare ed incentivare le relazioni tra club e associazioni di tifosi(Fan Engagement), sia per fornire un quadro di nuove norme per disciplinare le possibilità ed eventuali strumenti di incentivo per le società che si aprono, per volontà o necessità, alla partecipazione popolare.

Dal lato del Fan Engagement sono state presentate misure per spingere alla riforma delle strutture di governance delle leghe, invitando a maggiori relazioni con le rappresentative, e con l’introduzione di un ‘dialogo strutturato’, articolato su diversi livelli, con l’obbiettivo di ampliare i punti di vista sui molteplici aspetti del settore, introducendo forme di contatto costante tra club, rappresentative dei tifosi e stakeholders. Nel concreto i club hanno attivato soluzioni di incontro diretto come ad esempio i Fans Forum(già usati sporadicamente nel passato) che prevedono una serie di incontri periodici tra lo staff della società, in molti casi con il Supporters Liaison Officer, per la risoluzione delle problematiche comuni, utili a favorire consultazioni aperte più ampie su questioni chiave. Le leghe parallelamente hanno attivato canali simili con incontri periodici ufficiali, la novità di questa stagione 2016/17, che hanno già dato qualche risultato con la partenza di un tavolo di confronto, favorito dalla Premier League, tra le emittenti di Sky e le rappresentative per limitare l’impatto dei cambi di orario dei match, e con la Sports Ground Safety Authority sul tema delle safe standing area.

Dal lato normativo l’intero impianto delle proposte presentate volge verso criteri di promozione della sostenibilità e della good governance, le linee guida definite nel corso di questi anni di attività hanno attraversato principalmente due aspetti: favorire e incentivare i meccanismi della ‘rescue culture’(cultura del salvataggio) con l’introduzione di nuove procedure che coinvolgano in via prioritaria il tessuto regionale tenendo in considerazione come interlocutore autorevole l’associazione locale, purchè rispetti i principi comuni di democraticità e trasparenza. Introducendo obblighi di comunicazione pubblica, e verso le istituzioni sportive, a carico dei proprietari dei club per i movimenti societari che coinvolgono quote rilevanti. Al vaglio anche proposte per quote minime obbligatorie da destinare ai Supporters Trust e periodi di esclusiva, ‘right to buy’, accordati ai gruppi in caso di manifesta volontà di cessione della società, o di specifici asset di interesse per la comunità locale(stadio, strutture di allenamento). Obbligo di consultazione pubblica per la modifica delle denominazioni sociali e per il cambio di marchi e stemmi storici.

Il secondo aspetto riguarda invece forme di tutela ed incentivo ai club professionistici e non che hanno come azionisti di riferimento le associazioni di tifosi, con la proposta di sgravi fiscali e dell’introduzione di una specifica struttura associativa, Community Owned Sports Club, con tratti definiti e chiari, nel riconoscimento dell’impatto positivo apportato alla comunità di riferimento. Il percorso di cooperazione si è articolato con meeting dedicati ai diversi aspetti d’intervento e hanno coinvolto associazioni e club di tutte le categorie del calcio inglese, per approfondire il Report finale del 2016 e l’aggiornamento di Febbraio 2017.