La notizia incredibile che arriva dallo Scottish Sun riguarda i delicati rapporti tra gli scozzesi, più o meno ma ci arriveremo, e gli israeliani. Praticamente da quest’anno tifare Celtic in Israele è ritenuto essere un pericolo per la sicurezza nazionale.

I dissidi tra la nazione con la Stella di David nella bandiera ed il popolo biancoverde di Glasgow hanno radici agli incontri tra il Celtic e le squadre di Tel Aviv nelle competizioni europee e si sono inaspriti questa estate a causa del preliminare di Champions League tra Celtic ed Hapoel Beer’Sheva in cui i tifosi scozzesi hanno manifestato apertamente il loro appoggio incondizionato alla causa palestinese con bandiere e punti informativi. Chiedevano al Uefa anche l’allontanamento delle squadre israeliane non solo perché non presenti nei confini continentali, ma perché accusavano lo Stato Medio Orientale di pratiche poco pulite nei confronti del popolo palestinese. Il tutto si è risolto con 8mila sterline di multa che il UEFA ha commissionato al Celtic e le minacce dell’organizzazione di eliminare la squadra scozzese nel caso in cui i propri tifosi non l’avessero smessa con queste manifestazioni.

Ma torniamo a noi. Il caso riguarda un irlandese questa volta, Eoin Wilson che è un giornalista ed attivista a favore dei diritti dei palestinesi che su Twitter ha fatto vedere la lettera che gli è stata recapitata: espulsione dal Paese per 10 anni per ragioni di sicurezza ed ordine pubblico.

Wilson fu arrestato in Israele per le manifestazioni ma ha spiegato che durante l’interrogatorio gli è stato chiesto più volte se fosse tifoso dei Celtic Glasgow: “Sono stato sorpreso quando mi hanno chiesto se fossi un tifoso del Celtic. Da adesso tifare Celtic è sinonimo di solidarietà alla lotta palestinese?“.

Solidarietà dalla stampa anglosassone di tutto il mondo e pessima figura da parte dello stato che ha dato i natali a David Grossman.

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