I fantasmi non esistono! Ci hanno sempre ripetuto da bambini. E se così non fosse? Immaginate che vi si avvicini una ragazza diafana ed ossuta, dal collo bianco e lungo, i capelli scuri e luminosi che incorniciano il viso quando china la testa in avanti, le scarpe di pelle color crema – minuscole, forse numero 35 – e vi sussurri incessantemente all’orecchio: «Dov’è la mia collana? Dov’è la mia collana?» E immaginate adesso che la ragazza in questione possiate vederla solo voi. Legittimo il dubbio: ma è una ragazza-allucinazione o una ragazza-fantasma?

Ecco, questa è la trama stringata deLa ragazza fantasma”, uno dei migliori romanzi dell’ormai consacrata scrittrice Sophie Kinsella, già nota al pubblico per la riuscitissima saga di “I love shopping” da cui è stato tratto il film omonimo. Come da copione, ecco uscire dalla penna della Kinsella l’ennesima ragazza sfigata in amore: Lara, ventisette anni, allegra, semplice, solare, con una catastrofica situazione sentimentale, un’attività che non decolla e una famiglia che la considera un po’ picchiata. A complicarle la vita ci pensa il fantasma della sua prozia morta a centocinque anni, una ragazza bellissima, diafana, vestita come una diva anni venti, che le chiede insistentemente di trovare una collana di perle. Iniziano così le disavventure di Lisa costretta a soddisfare i capricci di un fantasma alla ricerca di una collana che sembra svanita nel nulla. Scritto con l’inconfondibile stile della Kinsella, sempre divertente ed elegante, il romanzo si distingue per la sua originalità. La trama è molto particolare e accurata, l’intreccio dei personaggi è appassionante e anche commovente. Lara è una nuova eroina, che porta avanti la saga delle Bridget Jones sfortunate, impacciate, insoddisfatte, troppo spesso intrappolate in situazioni ridicole. Una serie di figuracce, illusioni, colpi di scena che si risolvono in un romanzo rosa femminile, divertente, fedele ad una traccia narrativa ormai consolidata, ma piena di piccoli colpi di scena dall’immancabile comicità.

I personaggi appaiono tracciati con maggiore spessore rispetto ai libri precedenti e le situazioni sono tragicomiche e romantiche al tempo stesso. Anche le parti più cupe del romanzo, sono accompagnate da una sottile vena romantica, capace di stimolare l’empatia di moltissime lettrici e di rendere la lettura fluida e leggera. La prima parte scorre un po’ lenta ma poi diventa così scorrevole che non ci si accorge che si è arrivati alla fine. Il linguaggio è concreto, colloquiale, pieno di discorsi diretti, strutturati in modo da creare un crescendo di ilarità. Il contrasto tra pensieri e dialoghi strappa più di una risata mentre i dialoghi tra la ragazza fantasma e Lara sono una vera chicca, si sviluppano tra doppi sensi, incomprensioni e complicità. «Avevo 23 anni nel 1927..().. «Per il mio compleanno abbiamo fatto un pigiama party, bevuto gin fizz tutta la sera e ballato finchè gli uccelli hanno cominciato a cantare… Oh quanto mi mancano i pigiama party…().. Tu fai molti pigiama party?».

«Una notte di sesso occasionale vale come pigiama party? Non credo che i nostri tempi siano proprio la stessa cosa…»

 

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