“Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”.

Una strategia psicologica estrema che punta sul terrore della fine.

Una strategia verbale che punta sulla paura di non poter più tornare indietro.

Una strategia che in realtà sembrerebbe spronare di più gli atleti.

È la “Terror Management Theory”, nuovo metodo studiato per ottenere i giusti risultati sportivi.

Dalle ricerche del Dipartimento di Psicologia dell’Università dell’Arizona è emerso che, con questo approccio che si appoggia sul pensiero spesso della morte vera e propria, in realtà si va ad aumentare di gran lunga l’autostima del giocatore, puntando proprio sulla non ripetibilità del match, sulla sua caratteristica dell’essere unico.

“Gioca questa partita come se fosse l’ultima”, una frase dunque che se sentita numerose volte dentro uno spogliatoio può smuovere qualcosa dentro l’atleta giù di tono facendolo risorgere dalle oscurità che la mente può diffondere.

Sempre dalle ricerche del Dipartimento è stato confermato che un allenatore in grado di utilizzare questa strategia verbale ottiene molti più risultati rispetto ad un altro allenatore che usa una tecnica più classica.

Ci si domanda pertanto se non sia questa la giusta strada da seguire per il raggiungimento dei massimi risultati sportivi e per la massima espressione dei singoli atleti. Le ricerche sono più che positive. Ora non spetta altro che ai nostri allenatori capire quanto la “Terror Management Theory” sia utile.

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