Il terremoto non si può prevedere. Ma dobbiamo conoscerlo, saperlo affrontare in ogni momento e in ogni dove. Viviamo in un Paese ad alto rischio sismico e questo è il motivo per cui da un po’ di anni il Dipartimento Nazionale di Protezione civile, insieme ad Anpas, Ingv e ReLuis, propone ogni anno la campagna di comunicazione “Io non rischio”, che punta a far conoscere alla popolazione le buone pratiche di protezione civile. Lo scorso 15 e 16 ottobre sono scesi in piazza ben 7 mila volontari in tutta Italia, i contenuti sono comunque scaricabili in ogni momento sul sito www.iononrischio.it

La campagna, oltre al terremoto, fa conoscere anche gli altri rischi ai quali esposto il nostro territorio nazionale, dunque quello del maremoto e quello dell’alluvione. Il terremoto, come detto, non si può prevedere, ma sapere cosa fare durante e dopo una scossa può certamente limitare i danni ed evitare di farsi avvolgere dal pericoloso numero uno in questi casi: il panico.

Gli eventi sportivi sono per ovvi motivi tra i più esposti al rischio di panico in caso di emergenza, la grande concentrazione di persone impreparate ad affrontare il momento e questo amplifica inevitabilmente gli eventuali problemi causati.

Emblematica la differenza di reazione al terremoto durante due eventi sportivi: il primo in Italia, durante la partita di pallavolo serie D femminile a Tolentino in provincia di Macerata. Il secondo in America, California, in un match di Baseball. Dai filmati si evince chiaramente come le giocatrici italiane siano prese dal panico, fuggendo all’impazzata. Negli Stati Uniti, il pubblico così come gli atleti in campo, aspettano che la scossa finisca per poi ricominciare a giocare in totale tranquillità. Addirittura con applauso a condire il tutto.

Problematica delle infrastrutture antisismiche a parte (l’Italia è molto indietro rispetto ad altre parti del mondo che hanno adeguato la propria quotidianità ai rischi del territorio), bisogna continuare a sensibilizzare alla cultura della protezione civile e far aumentare nella popolazione la consapevolezza dei rischi del territorio al fine di limitare conseguenze amplificate in caso di emergenza. E in questo senso lo Sport può essere un ottimo strumento per veicolare le buone pratiche di comportamento da far conoscere. Roba da #IoGiocoPulito, insomma.

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