“L’Atp dovrebbe chiedere premi più alti. Quando giochiamo noi c’è molta più gente sulle tribune e questo è uno dei motivi per cui forse dovremmo essere pagati di più rispetto alle donne”.

Parola di Novak Djokovic. Il serbo non le manda di certo a dire e apre uno scenario a cui nel tennis non si era mai assistito prima d’ora e cioè la rivalità tra uomini e donne per quanto riguarda i premi dei tornei. Certamente il numero uno del circuito ci è andato molto più leggero rispetto a Raymond Moore, direttore di Indian Wells, che aveva detto: Il tennis femminile vive alle spalle di quello maschile. Le donne dovrebbero inginocchiarsi e ringraziare Federer e Nadal per quello che hanno dato al tennis” salvo poi chiedere scusa poche ore più tardi quando era arrivata la pronta risposta di Serena Williams: “Non credo che nessuna donna, non solo le tenniste, dovrebbe inginocchiarsi mai ai piedi di un uomo per ringraziarlo”. A distanza di giorni anche Nole ha fatto un parziale passo indietro.

La polemica, però, lascia ad appassionati e addetti ai lavori un quesito ben preciso: fanno bene gli uomini a lamentarsi di questa eccessiva uguaglianza? Le dichiarazioni del tennista serbo hanno una base fondata o sono solo delirio di onnipotenza? Se andiamo ad analizzare i dati dei tornei dello Slam, quello che salta agli occhi è che, nonostante le cifre dei biglietti per gli incontri maschili siano più alte rispetto a quelle femminili, proprio perché richiamano maggiore attenzione di pubblico e sponsor, il premio finale resta uguale sia per l’Atp che per la Wta.

WIMBLEDON:

 Un biglietto per la finale maschile dello scorso anno costava 160 sterline contro le 133 della partita decisiva delle donne. Una differenza importante se rapportata poi alla capienza del campo centrale che è di 15.000 posti, ovviamente tutti rigorosamente occupati in occasione delle finali. Con un semplice calcolo matematico si osserva che il botteghino maschile, a fine partita, ha fatturato ben 405.000 sterline in più rispetto a quello femminile. Nonostante questo, l’ammontare del premio finale sia per il torneo femminile che per quello maschile è stato di 1,8 milioni di sterline, quasi 2,4 milioni di euro.

ROLAND GARROS:

In Francia il premio finale per entrambe i tornei nella scorsa annata è stato fissato a 1,8 milioni di euro (il più “povero” tra i quattro tornei dello Slam) a fronte della differenza, in questo caso minima, del costo del biglietto tra le due finali. Per quella maschile si dovevano sborsare 99 euro mentre per quella femminile 94. Calcolando che il campo centrale dei French Open conta 14.480 spettatori, in questo caso la differenza è di soli 72.400 euro.

AUSTRALIAN OPEN:

Il gap di introiti tra uomini e donne aumenta sensibilmente all’Australian Open. Nello slam giocatosi nella terra dei canguri a Gennaio del 2016, il prezzo più basso per un biglietto della finale maschile era di 336 euro contro i 200 di quella femminile. Il campo della finale, il Rod Laver Arena, capienza 14.820 posti, porta la differenza di incassi ad una cifra incredibile di 2.015.520 euro . Anche qui il premio per il vincitore, sia maschile che femminile, rimane lo stesso: 2.2 mln di euro.

U.S. OPEN:

La differenza è ancora più grande nell’ultimo Slam della stagione, gli US Open. Il prezzo del biglietto minimo per la finale maschile era di 275 euro, di quella femminile 175 euro. Un divario nettissimo che considerando i 22mila posti dell’Arthur Ashe Stadium, fanno schizzare il differenziale 2.200.000 euro.  Anche qui nessuna disparità di trattamento in fatto di premi, sia la nostra Flavia Pennetta sia Novak Djokovic si sono portati a casa lo stesso sostanzioso premio da tre milioni di euro.

Nonostante in ambiti pubblici ed istituzionali la parità di trattamento tra i sessi sia un dovere, nello sport, o meglio nello sport business, dove si da per assodato l’equazione introiti = premi, è impossibile non notare una una differenza del genere in termini di numeri. Quindi le parole di Djokovic, per quanto sgradevoli e forse strumentalizzate, hanno un fondamento logico e numerico.

FOTO: www.ubertopic.com

Close