Il grande inganno dei Bonus di Benvenuto: quando il “regalo” è utile solo ai Bookmaker

Il grande inganno dei Bonus di Benvenuto: quando il “regalo” è utile solo ai Bookmaker

Sono messi in grandissima mostra, scritti grandi e con colori sgargianti, sono i bonus dei bookmakers attui ad invogliarci a iscriverci e puntare sulle loro piattaforme. In piccolo invece, molto in piccolo, talmente in piccolo che ci vuole o un monitor 60 pollici o una lente d’ingrandimento, troviamo scritto in un color grigio tristezza i “termini e condizioni” di questi bonus ed è proprio qui che scopriamo le cose più interessanti.

IL BONUS E LA FORMULA DO UT DES

Iniziamo con l’importo del bonus “fino a 100€ per te”. 100 euro di bonus ma per sbloccarlo ci vogliono altrettanti soldi. Ma questo è solo la punta dell’iceberg. Perché alcuni bookmakers sbloccano il bonus solo dopo aver giocato interamente il versamento iniziale. Quindi verso 100 e devo giocare 100 per avere i 100 di bonus. Non solo perché i problemi veri, la trappola, arriva dopo, una volta che il bonus è stato effettivamente accreditato.

LA TRAPPOLA DEL PRELIEVO CONDIZIONATO

Per prelevare bisogna giocare l’importo versato più quello bonus per un numero di volte prestabilito. Di solito più il bonus è alto e più il numero di volte in cui bisogna scommettere il tutto sale. Si va dalle 3 volte, passando alle 6, fino addirittura alle 8 volte. A questo punto il lettore/scommettitore potrebbe pensare: “Ok, nessun problema, mi gioco tutto su una partita live a 1.01 così sono sicuro che la prendo e dopo il numero di volte stabilito dal bookmaker posso prelevare”. Seeee, ti piacerebbe. I bookmakers sono aziende internazionali e non hanno mica “l’anello al naso e la sveglia al collo”. Se vuoi prelevare devi puntare in singola su una partita con quota minima di 1.5, alcuni bookmakers alzano l’asticella a quota 2. In multipla, invece, almeno una partita deve avere una quota pari o superiore a 1.5. Il vantaggio matematico in singola di un bookmaker italiano si aggira dal 5 al 10%, percentuale che lievita vertiginosamente nel momento che aumentiamo il numero di eventi. Facile quindi capire che giocare versamento + bonus per un numero considerevole di volte a quota minimo 1.5 sia il modo migliore, dal punto di vista matematico, di regalare i soldi alle agenzie di scommesse. Al mondo nessuno regala niente, specialmente i soldi, figuriamoci un’azienda internazionale. Il bonus di benvenuto è quindi una pubblicità, ai limiti dell’inganno e della truffa, atta ad intrappolarci il patrimonio, facendoci credere che quei soldi siano effettivamente nostri, per farcelo perdere piano piano.

LO SCIACALLAGGIO SUI BISOGNI PRIMARI DELLE PERSONE:

E’ come se fosse tutto un grande effetto domino: la crisi, la disoccupazione e la povertà portano alla disperazione, quando si è disperati non ci resta che sperare, e noi speriamo che la bolletta di due euro si tramuti in una vincita di 1000. Il problema è questo non avviene quasi mai e così i bookmakers si arricchiscono sempre di più investendo in altri tipi di giochi “invitanti” ma soprattutto in tanta tanta pubblicità che ormai è ovunque e a tutte le ore, formando un circolo vizioso indistruttibile. D’altronde una volta un saggio disse: “Il bookmaker è un borseggiatore che ti lascia fare tutto da solo”.

 

Dario Fo: il Premio Nobel che amava il calcio “vecchie maniere” e odiava i potenti del pallone

Dario Fo: il Premio Nobel che amava il calcio “vecchie maniere” e odiava i potenti del pallone

E’ passato un anno esatto della morte del premio nobel per la letteratura Dario Fo. Dopo giorni di ricovero all’ospedale Sacco di Milano, l’istrionico drammaturgo salutava il mondo, lasciando una traccia indelebile nel panorama artistico nazionale ed internazionale. Un uomo senza peli sulla lingua, in prima fila nelle battaglie contro i poteri forti. Logiche di potere che nel tempo hanno coinvolto tutti i livelli della società compreso lo sport, in particolare il calcio.

Dario Fo, che in un’intervista aveva dichiarato di aver praticato da dilettante il nuoto di fondo e la corsa di montagna, evidenziò il cambiamento radicale che l’universo sportivo ha vissuto nel corso del tempo, passando da una logica popolare verso una visione solo legata al business e al successo a tutti i costi. Lo sport come specchio di una collettività che stava perdendo la dignità e l’allontanamento dei valori di comunità che il popolo italiano, e non solo, stava vivendo e che, tragicamente, vive quotidianamente. “Quando ero giovane io, accadeva che fare dei viaggi, andare in un’altra città al seguito della tua squadra del cuore era costoso ed un privilegio che si concedeva ai gruppi di supporters ufficiali dell’équipe. Ora ci sono questi “faccendieri” che organizzano trasferte e chiamano chi vogliono loro, approfittando dei soldi che circolano in quantità maggiore nelle casse delle squadre. Questo mutamento radicale di sistema ha provocato la creazione di un clima più acuto, più esacerbato, aggressivo. Lo sport ora è diventato un affare da gestire, come in una lotta tra multinazionali, con conseguente perdita di valori, quelli genuini che nutrivano le discipline. Quello spirito della correttezza sportiva che caratterizzava i tempi miei non c’è più o c’è sempre meno: mi riferisco al motto del “Vinca il migliore”, non un modo di dire puro e semplice, piuttosto un sentire vero, profondo, che albergava nell’animo dei giocatori e degli atleti“. Accuse forti che risultano essere tremendamente profetiche visti i tempi moderni e la direzione che lo sport sta prendendo giorno dopo giorno, anche in tema di demonizzazione a tutti costi dei tifosi:Quando perdi le relazioni con il prossimo, perdi la dignità, la generosità verso il tuo compagno, verso il collega e il “diverso” diventa il tuo principale nemico, da aggredire, da mortificare“.

Forte e diretto come sempre, si scagliò contro il razzismo e i “poveri” del calcio: “I giocatori che vengono dall’Africa nei grandi club italiani sono pagati meno. E’ una guerra di poveri contro i ricchi. Diverso è per il Rugby, uno splendido sport non ancora macchiato dalle grandi logiche del guadagno e del potere. Tutto il contrario del football americano, che vive la sua giornata di gloria con la finale di Super Bowl“. Sempre il business al centro della critica e la guerra contro quei Presidenti di calcio spinti solo da mire affaristiche. Ed è stato proprio il calcio moderno ad allontanarlo dalla passione per il pallone, in particolare per la sua Inter di cui era tifoso: “Ero tifoso dell’Inter di Meazza, ma ho smesso di seguire da vicino questo sport quando sono iniziate le manfrine e lo si usava per fare politica. Certe cose non mi piacciono. Adesso mi appassiono soprattutto per la Nazionale che spero torni ad essere vincente come nel 2006“. Così diceva nel 2014 quando Thohir era a capo della squadra nerazzurra da poco più di un anno. E anche per il magnate indonesiano, l’artista varesino non lesinò bordate che, anche in questo caso, risultarono essere in linea con quanto sarebbe accaduto in tempi non sospetti con il passaggio di proprietà al gruppo cinese Suning: “Pensate che si senta a casa a Milano? Che abbia dentro lo spirito milanese? Oppure credete che sia venuto qua perché considera l’Inter un affare? Purtroppo non c’è più la dimensione greca dello sport, la voglia di confrontarsi che avevano tutte le Polis. Gli anni sono passati e i valori sono diversi“.

Ma non risparmiò neanche il Milan e la città in generale:”Lo sport è lo specchio della società e in questo caso della città. Io fingo di non interessarmene ma in realtà il calcio un po’ lo seguo e non posso non accorgermi che si sono perse la chiarezza, la pulizia e l’esempio che Milano ha dato per anni. Sfoglio i giornali e leggo solo di ‘business’, di ‘progetti’, di giocatori da comprare e vendere come se il mondo del pallone fosse diventato il mercato degli Obej Obej. Prima le due società milanesi non erano così“.

Dedicò anche un libro ad un pugile sinti, raccontando la storia di Johann Trollmann, deportato nei campi di concentramento nazisti.

Un personaggio scomodo che ha sempre detto quello che pensava, giusto o sbagliato che fosse, e che, per quel che concerne lo sport, aveva centrato in pieno le dinamiche che lo stanno lentamente portando al collasso.

Roma Sport Experience: nella Capitale un weekend che ha fatto il pieno di Sport e Passione

Roma Sport Experience: nella Capitale un weekend che ha fatto il pieno di Sport e Passione

Un trionfo. 5000 ingressi in tre giorni. Il weekend di Roma Sport Experience, l’evento organizzato da O.P.E.S. – Organizzazione per l’Educazione allo Sport – è andato oltre ogni rosea aspettativa. Migliaia di partecipanti entusiasti, per una tre giorni che ha regalato momenti indimenticabili. Dalla gioia degli studenti – che hanno allietato la cerimonia d’apertura del venerdì – sino al sudore e all’impegno degli “eroici” partecipanti della WAS Obstacle Race, vero motore di una iniziativa che ha avvicinato i cittadini alla scoperta degli sport meno praticati. Quelli che, per capirci, finiscono in prima pagina ed emozionano gli italiani solo in occasione delle Olimpiadi.

I numeri dell’evento e il palinsesto

Il successo di questa iniziativa si basa sull’aver messo in piedi un programma ricco e variegato: un progetto che ha risposto alle esigenze di tutti i portatori di interessi del mondo dello sport.  Roma Sport Experience ha alternato attività sportive aperte a tutti (fornendo così a spettatori, sportivi e curiosi l’occasione di avvicinarsi a discipline che non conoscevano) ad appuntamenti formativi per i professionisti del settore, esibizioni e vere e proprie competizioni. Un successo testimoniato dai numeri: 5000 ingressi, 24 attività sportive, 10 Federazioni e Discipline Sportive Associate, 50 tra esponenti del mondo dello sport e relatori.

Roma Sport Experience: una sfida vinta

Pienamente soddisfatto il presidente di OPES Marco Perissa: “Un’esperienza straordinaria. Portare lo sport insieme al CONI e alle Federazioni in un parco divertimenti è stata una scommessa coraggiosa, ma vinta. La miglior dimostrazione è la risposta del pubblico. Stiamo già lavorando alle prossime due edizioni, che si terranno ancora a Cinecittà World. L’obiettivo è quello di creare un appuntamento fisso per il mondo dello sport nella Capitale”.

Lo sport nella Capitale è Roma Sport Experience. 6, 7 e 8 Ottobre

Lo sport nella Capitale è Roma Sport Experience. 6, 7 e 8 Ottobre

Per allenarsi, imparare, crescere e divertirsi. Per atleti professionisti, per gruppi e per famiglie.

Tre giorni di sport e tanto divertimento. Sarà questo e molto di più Roma Sport Experience, l’evento sportivo della Capitale, che si svolgerà il 6,7 e 8 Ottobre presso il parco divertimenti di Cinecittà World. Un’occasione imperdibile per chi vuole vivere lo sport a 360°, sotto tutte le sfaccettature. Per tre giorni Cinecittà World diventerà l’isola dello sport a Roma: dalla “Obstacle Race” ai giochi virtuali, dalla Kickboxing alla danza, Roma Sport Experience offre a tutti un’occasione per immergersi in tre giorni di sport. Al Roma Sport  Experience avrai la possibilità di correre nell’arena di “Ben Hur”, di provare tante discipline come il Baseball, il Padel, tennis da tavolo oppure provare ad buttarti in acqua e metterti alla prova con immersioni e tanto altro ancora seguito, sempre, da istruttori qualificati ed atleti  professionisti. Non ci sarà, però, solo lo sport “giocato”: Roma Sport Experience sarà l’occasione per un momento di riflessione su tutto il movimento sportivo italiano e romano. Tanti convegni e momenti di confronto sulle tematiche più importanti e più attuali dello sport italiano e non solo.

Quindi perché rimanere a casa?

Per partecipare basta acquistare un tagliando sul sito www.romasportexperience.com. Ecco il listino dei prezzi:

  • 19 euro: Solo ingresso alla manifestazione
  • 25 euro: Ingresso + BYC Training™ , programma di allenamento urbano nato per condividere la passione per lo sport e spingersi oltre il proprio limite insieme a tantissimi sportivi
  • Pacchetto Smart 130 euro: ingresso di 2 persone all’evento Roma Sport Experience in uno dei 3 giorni dell’evento + 2 ingressi Zoomarine; pernottamento per una notte e prima colazione; Card Sconto del 10% presso gli esercizi commerciali di Castel Romano Outlet.
  • Pacchetto CLUB TICKET 190 euro : 3 ingressi (2 adulti+1 bambino) all’evento Roma Sport Experience in uno dei 3 giorni dell’evento + 3 ingressi Zoomarine; pernottamento per una notte e prima colazione; Card Sconto del 10% presso gli esercizi commerciali di Castel Romano Outlet.
  • Pacchetto Family Ticket 245 euro: 4 ingressi (2 adulti+2 bambino) all’evento Roma Sport Experience in uno dei 3 giorni dell’evento + 4 ingressi Zoomarine; pernottamento per una notte e prima colazione; Card Sconto del 10% presso gli esercizi commerciali di Castel Romano Outlet.
  • Gran Gala di Kickboxing 30 euro: Ingresso + la partecipazione da spettatore al Gran Gala serale di Kickboxing del 7 Ottobre.
  • Ben Hur – Campestre 6 km 15 euro: ingresso + Partecipazione alla Corsa Campestre del 7 Ottobre
  • E-Sports Fifa Cinecittà World 15 Euro: Ingresso + Partecipazione al torneo di Fifa 2017 su Playstation 4.

 

Tutti gli eventi ed i pacchetti acquistabili sono disponibili su:  https://opes.runningexperience.it/negozio/

 

 

Se il Calcio è il miglior psicologo per le donne

Se il Calcio è il miglior psicologo per le donne

E’ sorprendentemente il calcio sia lo sport che più di ogni altro aiuta ad aumentare l’autostima delle ragazze in età adolescenziale.

A sostenerlo, non un sondaggio di quart’ordine bensì una ricerca commissionata addirittura dalla Uefa.

Lo studio ha coinvolto in totale 4.128 ragazze, di età superiore ai 13 anni, nei seguenti paesi: Spagna, Danimarca, Inghilterra, Germania, Polonia e Turchia.

L’80% delle intervistate ha affermato che praticare il calcio le ha fatte sentire più fiduciose nei propri mezzi; un numero più alto rispetto al 74% di coloro che si dedicano altri sport.

Il 55% delle adolescenti, invece, ha dichiarato di aver superato il concetto di scarsa autostima grazie al gioco del calcio; anche in questo caso, una cifra maggiore in confronto al 51% delle ragazze che sono impegnate in altri sport.

In merito alla vicenda, la consigliera Uefa Nadine Kessler ha dichiarato: “Questo studio dimostra con chiarezza che le ragazze che giocano a calcio hanno maggiore fiducia in se stesse rispetto a coloro che non lo fanno.”

“Credo di non riuscire a sottolineare a sufficienza con queste poche parole quanto sia importante e significativa la crescita del calcio femminile nel mondo europeo. Sono certa che possiamo una volta per tutte cambiare la percezione del calcio come sport prettamente maschile e renderlo, invece, appetibile ed accessibile anche per adolescenti di sesso femminile.”

“Se riusciremo a raggiungere questo obiettivo, saremo sulla strada giusta per rendere il calcio lo sport numero uno per le ragazze in Europa”.

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