I Sud Sound System e Amedeo Grieco raccontano Foggia vs Lecce, il derby delle Puglie che vale la serie B

I Sud Sound System e Amedeo Grieco raccontano Foggia vs Lecce, il derby delle Puglie che vale la serie B

Oggi  pomeriggio alle 14.45 si giocherà una gara importantissima per la Lega Pro, uno scontro al vertice tra le prime due classificate, Foggia e Lecce, che si svolgerà in una cornice di pubblico di livello europeo. Un derby tutto pugliese, tra due formazioni che già nella scorsa stagione andarono molto vicine alla promozione in Serie B incontrandosi nei play off.

Come vivono i tifosi pugliesi questo appuntamento? Lo abbiamo chiesto ai Sud Sound System, salentini tifossisimi del Lecce, e a un tifoso del Foggia, Amedeo Grieco che, insieme a Pio D’Antini, sbanca gli ascolti di Mediaset con “Emigratis”.

SUD SOUND SYSTEM

Oggi è il giorno di Foggia vs Lecce. Un derby importate che fa venire i brividi a guardare la classifica.

Quella di oggi è una buona occasione per riconfermarsi in vetta e sarebbe importante vincere per la questione scontri diretti.  Viviamo  la gara con grande attesa ma non bisogna farsi prendere dall’ansia di prestazione quest’anno abbiamo una squadra che sa imporsi e in difficoltà anche ribaltare i risultati.

Che gara vi aspettate? Come ve la immaginate?

Ci aspettiamo una gara intensa molto combattuta ma di sicuro all’insegna dello spettacolo. Ce lo aspettiamo da due squadre e da due tifoserie che hanno segnato momenti importanti della storia del calcio pugliese a livello nazionale!!!

AMEDEO GRIECO

Che aria si respira a Foggia? La città è in fermento?

Io sono arrivato a Foggia proprio ieri, in ogni bar in ogni strada si respira aria di derby. Insieme alla tensione c’è la consapevolezza di essere forti, di avere una squadra competitiva per vincere questa partita, siamo consapevoli dei nostri mezzi. Siamo la squadra più forte della categoria, anzi siamo i più completi perché forse il Lecce è il più forte in attacco ma noi siamo i più completi.

Domanda retorica, sarai allo stadio oggi?

Quando sono in Italia non salto una partita, quando sono a Milano prendo un volo A/R e scendo a vedere la partita. Quest’anno non ho saltato una gara. Essere allo stadio e lasciarmi trascinare dalla voglia di tifare e supportare la mia squadra è la mia unica scaramanzia. Certo a volte succedono cose spiacevoli. Ad esempio  noi, con Pio, non siamo potuti andare a fare un evento a Benevento perché l’anno scorso ci hanno ripreso mentre cantavamo un coro goliardico contro il Benevento e gli ultras hanno protestato. Il nostro era solo un gesto, ripeto, goliardico che nasce, vive e muore sul campo, ci mancherebbe andare contro una comunità.

Che gara ti aspetti, come te la immagini?

Mi aspetto una gara con pochi goal, una gara contratta all’inizio e decisa da qualche episodio di qualche fuori classe, io punto forte sul goal di Sarno. Questa è la gara che sogno.

La scorsa stagione Pietro Iemmello è stato uno dei pilastri del Foggia di De Zerbi, ora è in forza al Sassuolo ma ha mantenuto un legame speciale con la città. L’hai sentito di recente?

L’ho sentito l’altro ieri, ci sentiamo spesso. Lui è rimasto legatissimo alla città e alla squadra, ha lasciato qui un gruppo di amici. La settimana scorsa è venuto a Monopoli a vedere la partita del Foggia. Pensa tu che vita sociale ha Iemmello che ha usato il giorno libero con il Sassuolo per venire a vedere Monopoli vs Foggia.

Che augurio faresti per questa gara?

L’augurio è che vinca lo sport e che vinca la squadra più forte, che è quella prima in classifica, il Foggia. Seriamente il mio augurio è che il Foggia vada in B da prima classificata e che il Lecce salga con i play off perché sono piazze che non meritano la Lega Pro. Pensa che la settimana scorsa un ottavo di finale di Champions League, Monaco vs Manchester city, ha fatto 15mila spettatori oggi per Foggia vs Lecce ce ne saranno più di 20mila. Purtroppo a volte le piazze non hanno quello che si meriterebbero.

Piovve tanto che tuonò: L’ira di Malagò sulla Serie A

Piovve tanto che tuonò: L’ira di Malagò sulla Serie A

Ennesima fumata nera. La Lega Calcio è ancora senza una guida e rischia di non essere rappresentata alla prima riunione del consiglio FIGC del Tavecchio bis, fissata il prossimo 27 marzo. Anche l’ultima assemblea elettiva si è chiusa con un niente di fatto che ha irritato, e non poco, Giovanni Malagò. Il Presidente del Coni ha perso la pazienza e fissato l’ultimatum. Se la Lega non eleggerà Presidente e Commissari entro il 15 aprile, la soluzione sarà il commissariamento. Aleggia il commissario, dunque. Uno spettro che non spaventa i grandi club. Anzi, l’atteggiamento ostruzionistico delle “big” cela, neanche troppo velatamente, la scelta di un regno “ad interim” che apra le porte alla riforma dello statuto. In ballo, soldi e potere. Da spartirsi attraverso un progetto che vede alleate Juventus, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina, unite nell’obiettivo comune: creare una nuova “Governance”. Un “triumvirato” composto da un presidente di rappresentanza e due delegati: uno che curi lo sviluppo economico del prodotto e l’altro la gestione sportiva.

E l’articolo 19? Argomento scottante, che riguarda la ridistribuzione dei diritti Tv fra le “venti sorelle”. Meglio lasciarlo raffreddare, anche perchè meno si maneggia, più alte sono le possibilità che le “piccole” siano costrette a scendere a miti consigli e accontentarsi delle briciole. A conti fatti, dunque, le posizioni sono delineate. Sarà guerra di logoramento, a tutto vantaggio di chi deve attendere. La prossima data utile per l’elezione è il 22 marzo. E se la Lega non eleggerà il presidente (come è presumibile accada)? Chi sarà il commissario? Tutto lascia credere che la scelta cadrà su Michele Uva, attuale direttore generale della FIGC. Una soluzione che sta benissimo alle grandi. Uva è apprezzatissimo da Andrea Agnelli, ideatore e trascinatore della riforma dello statuto. E non dispiace anche al resto delle “big”, appoggiate da alcuni esponenti della media borghesia come Torino, Sampdoria e Sassuolo. Del resto, non esistono alternative a Maurizio Beretta. Nè si ha, a questo punto, alcun interesse alla ricerca di un nome nuovo. A meno di clamorosi colpi di scena in queste ultime settimane, il percorso sembra segnato. L’unica certezza è che il presidente uscente è all’angolo. Ha goduto per anni dell’appoggio di Claudio Lotito, ma ne è rimasto incastrato: ormai in tanti lo considerano un clone. E se il suo principale “sponsor”, candidatosi alla Lega della Serie B, dovesse defilarsi, il suo destino è segnato.

Gigi Cagni, il figlio della “Leonessa”

Gigi Cagni, il figlio della “Leonessa”

È molto più del semplice ingaggio di un nuovo allenatore, l’arrivo di Gigi Cagni sulla panchina del Brescia. Perché l’uomo al quale una società e una città chiedono una salvezza resa incerta dalle sette sconfitte nelle ultime nove partite, è uno dei figli calcistici prediletti della Leonessa d’Italia.

Classe 1950, originario del centro storico della città, i tornei estivi notturni con la maglia verde della Voluntas Pace per iniziare, poi il settore giovanile del Brescia. Era il 1964, c’era già il centro-sinistra. In lui, spensieratezza, passione e grinta. Tanta grinta. Altrimenti non avrebbe alternato il campo alla fabbrica. Gigi l’operaio, finito il turno, diventava Gigi il terzino. Di marcatura, perché al tempo, se in Europa dominava il “calcio totale” del Grande Ajax, in Italia si giocava a uomo. E il terzino innanzitutto badava all’avversario.

Nel 1969 debuttò in prima squadra: otto partite in serie-A, poi altre 256 fra serie-B e coppa Italia. Dalla contestazione parigina agli “anni di piombo”. Anni duri, che Brescia ha purtroppo dovuto conoscere e per i quali aspetta ancora tutta la verità, anni dove il biancoazzurro, per Cagni, più che la sua pelle, colorò il suo sangue, rimasto tale anche quando dovette lasciare Brescia. Era il 1978. Lo considerarono finito per una discopatia al ginocchio. Ripartì dalla Sambenedettese, giocò fino a trentotto anni, poi cominciò ad allenare. Nel frattempo, cadeva il Muro di Berlino e il mondo iniziava a cambiare. Lui però, in trent’anni di panchine, è rimasto fedele all’esperienza da calciatore, adeguandola al cambiamento imposto dai tempi. Se a Piacenza – sei anni, due promozioni e una salvezza in serie-A – giocava ancora col libero, a Empolisalvezza, settimo posto e partecipazione all’Europa League – era già alla zona. Quella mista, dove il modulo è declinato dai giocatori a disposizione e dove governano principi a lui cari: determinazione, grinta e carattere. Quelli che latitano nel Brescia attuale, alle prese con un periodo tra i più delicati della sua storia: la retrocessione in B del 2011, la messa in vendita della società, l’amministrazione controllata, la nuova proprietà, la scomparsa di Corioni, la Lega Pro evitata grazie al ripescaggio per il fallimento del Parma (2015), la crisi del settore giovanile – oggi la “Primavera” è ultima in campionato, ieri sfornava gente come Pirlo, Diana, Bonera, Baronio, Bonazzoli, i gemelli Filippini, etc. – e ben dieci allenatori in sei stagioni.

L’ultimo, Brocchi, ha pagato probabilmente più le pressioni dell’ambiente, molto critico nei suoi confronti per la crisi di risultati, che solo la classifica: il Brescia è terzultimo con Cesena e Latina, ma a cinque punti dal dodicesimo posto e, con ancora due mesi di partite, nulla è compromesso. L’ex rossonero ha dovuto fronteggiare, per la prima volta nella sua carriera da tecnico, le contestazioni dei tifosi e la presenza quotidiana dei media, fattori assenti quando si allena in “Primavera”. Dalla sua, il “più cinque” sui play-out al termine dell’andata con un organico da salvezza – tanti giovani intorno a veterani come Arcari, Pinzi e Caracciolo (11 gol) – privato a gennaio della qualità di Morosini, passato al Genoa.

Un giocatore non fa una squadra, ma da quel momento il Brescia si è arenato e ora, per disincagliarsi, si aggrappa a un suo simbolo. Cagni al “San Filippo” in tuta e scarpini è ritorno alle origini, appartenenza, passione, romanticismo, il sussulto di un calcio che sembra scomparso, ma che vuole ancora esserci. Come lui, consapevole di essere davanti “la sfida più rischiosa della carriera”. Vuole rilanciarsi, dimostrare che i tecnici esperti possono allenare i giovani. Ha dalla sua le salvezze in corsa con Genoa (1999), Salernitana (2000) e Spezia (2013), sua ultima esperienza. Dove nell’ultima conferenza disse che i valori sarebbero ritornati d’attualità anche in un calcio troppo veloce a bruciare gli allenatori, trattati più come numeri che come persone, e che per questo avrebbe continuato fino a settant’anni.

Una previsione avverata dagli eventi degli ultimi giorni. Ora tocca a lui cogliere l’occasione e trasformare una squadra slegata e sfiduciata in un gruppo compatto e aggressivo. Avrà dodici giornate a disposizione. Due in più di quelle che valsero alla città l’appellativo di “Leonessa d’Italia”. E a questo Brescia servirà lo stesso spirito di chi resistette agli austriaci. Perché al “Rigamonti” è quanto mai necessaria l’ode alla vittoria di carducciana memoria. Altrimenti ci sarà spazio solo per il bicchiere dell’addio.

El Tigre Castillo, dall’arrivo al Genoa all’accusa di omicidio

El Tigre Castillo, dall’arrivo al Genoa all’accusa di omicidio

Quella che stiamo per raccontarti è una delle storie più incredibili del calcio moderno. E’ il ritratto di Jairo Castillo detto El Tigre, talento colombiano tormentato dal pallone e dai guai giudiziari.

Questa è la storia di un fenomeno mancato, di un centravanti dallo sguardo truce, accolto come un eroe a Genova in un grigio e caldo pomeriggio di ottobre, prima di un mandato di cattura per omicidio.

Sei pronto? Riavvogliamo il nastro fino al 2001.

E’ il 3 ottobre. Un po’ a sorpresa al centro Sportivo di Pegli, sede di allenamento del Genoa Calcio, spunta El Tigre Castillo. Il colombiano è il sogno di un’estate rovente che si concretizza. Sono quasi le 18.00, è martedì. Un ragazzone di colore, decisamente sovrappeso, scende da una macchina lussuosa e attorno a lui una città in tilt. Già, perchè il 24enne di Tumaco è uno dei calciatori più promettenti della Colombia.

I numeri sono dalla sua parte: trenta gol messi a segno con le maglie dell’America de Cali e del Velez Sarsfield. Per la Serie B italiana è un vero lusso, tanto che il bomber – già nel giro della sua nazionale – era ambitissimo. Almeno duemila persona attorno lui, lo scortano eroicamente verso gli spogliatoi.

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Duemila genoani impazziti per l’acquisto che può rilanciare le ambizioni del club più antico di Italia.

Castillo è spaesato, distrutto dalla stanchezza e tormentato da alcuni guai giudiziari che lo hanno tenuto lontano dal campo per parecchio tempo. E si vede. La mancata attività fisica salta subito all’occhio: sei chili di troppo, sguardo perso nel vuoto e la maglietta che tira soprattutto sulla pancia.

El Tigre vuole dimenticare i guai e sogna la Serie A col Genoa, di cui conosce pochissimo. Gli addetti ai lavori lo descrivono come un potenziale boom per il calcio europeo: “Ha un dribbling terrificante ed è velocissimo. Lo vedrete”.

Le fantasie dei tifosi volano ad alta quota, ma Castillo non gioca una partita da più di tre mesi. Il viaggio verso Genova è massacrante: diciotto ore, da Cali a Bogotà, poi a Madrid ed infine l’arrivo a Milano col trasferimento in macchina in Liguria.

La sua avventura al Genoa può cominciare. Sul web circolano i primi video con le gesta tecniche di Castillo in Sudamerica. Il ragazzo fa paura, ma di paura ne ha tanta.

Il suo arrivo tardivo a Genova è dovuto alle indagini su un incidente stradale in cui sono morte due persone e tre sono rimaste ferite. El Tigre è tra gli imputati. L’attaccante vive un momento di crisi, ma si allena con la sua nuova maglia.

I tifosi sono molto caldi nei suoi confronti e aspettano con ansia i suoi affondi terrificanti sotto la Nord. I chili, lentamente, vanno giù ma il rendimento in allenamento è molto deludente.

Castillo non riesce a calarsi nella nuova realtà genoana. Il volto è segnato, la barba comincia a farsi più lunga e il suo sguardo è spaventoso. L’unica cosa che brilla è il suo orecchino d’argento all’orecchio sinistro.

L’avventura non decolla e un giorno, la routine del colombiano viene spezzata da un incredibile avvenimento: il Tribunale penale di Cali gli nega la libertà provvisoria e emette un ordine di cattura per omicidio e lesioni.

El Tigre è imperturbabile, ma dentro è morto. In punta di piedi abbandona Genova, torna a casa per la partita più difficile.

Una partita che Jairo Castillo ha vinto, ma che ha lasciato il segno.

La sua carriera calcistica prosegue in Sudamerica, dove colleziona presenze e anche qualche gol senza riuscire più a raggiungere la doppia cifra e il tanto sognato successo.

Questa è la storia di El Tigre e di quell’incredibile pomeriggio genovese condito di misteri, entusiasmi e di intrecci drammatici.

 

 

National: Risultati, classifiche e dati di tutti i campionati

National: Risultati, classifiche e dati di tutti i campionati

Secondo appuntamento con lo snooker nazionale. Andiamo a vedere come procedono i campionati F.I.Bi.S. nelle sale di tutta Italia. Nei tornei di Serie A fa il suo esordio nel Lazio il primo Campione Italiano Pietro “Kapernator” Caperna, a Bolzano sempre leader Tiziano Guerra, in Sardegna guida la classifica Giovanni Nicolò; anche in Lombardia resta leader “The Screwdriver” Luoni. Ma andiamo con ordine, partiamo dalla serie A e seguiamo l’asse Nord-Sud.

TUTTA LA SERIE A

In Trentino, nella massima serie, match combattuti e giocati frame su frame, non scontati come potrebbero far pensare i risultati tondi. Hanno iniziato quasi tutti i loro match di ritorno: solo Paolo Secchiarolo deve ancora arrivare al giro di boa. Il leader della classifica parziale è sempre “The Captain” Tiziano Guerra, che ha vinto 33 frames su 42. Il Capitano resta in testa anche alla speciale classifica dei break, col suo 46 di serie. Siamo quasi al mezzo centone! Lo tallonano contendendosi il secondo posto Gunther Kalser e Stefano Catalano, a pari merito con 22 frame vinti ma una partita in più per Kalser.

Per quanto riguarda il Veneto, c’è molto equilibrio e il campionato è più combattuto rispetto allo scorso anno, con vari giocatori che possono ambire al titolo. Al comando il titolare della Nord-Est Snooker Academy Francesco Bertaiola è stato scavalcato dall’esperto giocatore di 8/15 Tiziano Falzi (36 frames vinti su 63), dominatore del campionato di B della scorsa stagione e avversario estremamente ostico, grazie alle sue giocate tattiche. C’è comunque da dire che Bertaiola è fermo a 34/49 quindi avrà modo di recuperare. “Mitra” Tonini ha vinto anche la 5a partita con un buon 5-2, ma nonostante i risultati molto netti alcuni frame vengono risolti alle ultime colorate. Fa un po’ fatica chi ha meno esperienza di gioco, come Marco Barbaran e Jonathan Lee, ma anche loro sono molto agguerriti: Lee ha recentemente sconfitto per 6-1 il talentuoso Giacomo Benini, dall’ottima impostazione tecnica e più avanti in classifica.

In Lombardia sempre leader Gianluigi Luoni, con uno score di 21/42. Tra i risultati spicca il netto 7-0 inflitto da Discolpa al campione uscente Sabetta; di esperienza decennale nei birilli con qualche assaggio di pool, Discolpa ha anche eguagliato il suo best break di 38 (il migliore della categoria) ed è scattato al 2° posto. Buoni risultati del bresciano D’Amico, vittorioso 4-3 con Lagoussis e Alessandro Panzeri. Interessante il match tra questi due giovani: Panzeri, in vantaggio 4-2 e indirizzato verso il 5-2 finale, si lascia sorprendere da Lagoussis che inchioda rosa e nera a distanza e strappa il 4-3.

Non cambia il leader nemmeno nel Lazio, anche se sono state giocate solo due partite da fine gennaio a oggi: Gianluca Manoli, intervistato la scorsa settimana dal nostro Davide Portinari, resta saldamente in testa con ben 26 frames conquistati su 28 grazie al 6-1 realizzato nella sua 4a partita. Ovviamente imbattuto anche il suo centone, difficilmente superabile come miglior serie. Fa il suo esordio in campionato Pietro “Kapernator” Caperna, primo Campione Italiano di disciplina, con un 6-1 su Simone Saravalle. Al secondo posto resta Paolo Giangualano, ma il distacco con Manoli è netto e sembra che per il secondo posto potranno competere in parecchi.

In Sardegna, invece, troviamo sempre Giovanni Nicolò in testa alla graduatoria. Nicolò ha vinto 34 dei 49 frames giocati, e gli restano ormai solo 3 partite per finire il suo campionato. Nell’ultimo match, vinto 5-2 con Michele Padroni, il terzo componente della squadra italiana agli Europei di Cipro ha migliorato il suo best break, siglando un 39 che gli dà il comando anche di questa classifica. Orru, Congiu e Caria (che ha anche battuto Nicolò per 4-3) sembrano essere i più accreditati per la lotta al secondo posto. C’è però Antonello Nicolò che ha giocato un solo match finora, quindi ha ancora tanti punti a disposizione.

TUTTA LA SERIE B

Campionati Regionali

La serie B in Trentino vede Marco Oppes scavalcare in testa alla classifica Heinrich Pichler, grazie alla vittoria per 3-2 su quest’ultimo e a due 5-0 consecutivi con Cazzaro e Zelger. Oppes ha anche messo a segno un ottimo 36 di break che lo lancia al comando della classifica delle migliori serie. Da segnalare una maratona di più di 5 ore tra Bosin e Polli, risolta alla nera di spareggio all’ultimo frame in favore di quest’ultimo. Spicca comunque una grande competitività, con vari giocatori in lizza  per i primi posti.

Nel vicino Veneto, la vetta della serie B è occupata sempre da Paolo Bidello, che però nelle ultime due partite è stato sconfitto per 3-2 da Coltri e per 4-1 da Lorenzo Tam. Lui e Roberto Simoni, che si sono recentemente affrontati in un combattuto scontro terminato 3-2 in favore di Tam, sono spinti da una grande passione che li porta a fare 150 km di strada da Udine per andare a giocare. Secondi a pari merito, con l’identico punteggio di 30/50, Bellia e Lucca.

La seconda categoria sarda, invece, vede Alessandro Struglia balzare al secondo posto dopo una striscia di 4 vittorie consecutive con 17 frames vinti su 30 giocati. Al comando rimane Satta, forte del suo 25/30, nonostante la sconfitta patita il 6 febbraio per 3-2 con Espa.

Campionati Provinciali

Alla Tirano Snooker Academy, in serie B, Federico Nanni (che vanta anche il miglior break di categoria a livello nazionale col suo 33) dopo l’ottima partenza con due 5-0 contro Matteo Egoti e Andrea Sabetta rimette tutto in gioco: nella terza partita si fa strappare due frames da Battaglia, nella quarta perde 4-1 con Gusmeroli. Passa quindi in testa il talentuoso ma ancora un po’ acerbo mancino Andrea Sabetta. Al 4° posto dà dei bei grattacapi a tutti l’istrionico e super difensivo Amos “Abramos” Rinaldi, grazie anche al suo temperamento e alla profonda conoscenza del regolamento e di ogni suo cavillo.

A Brescia in B continua il dominio di Innocente Clementi, che ha lasciato per strada solo 4 frames dei 25 giocati e in partita dà il meglio di sè. Di buon talento Marco Gualeni, che sta crescendo (ha messo a segno un break di 24) ma paga l’inesperienza di fronte a giocatori con esperienza pluriennale di gare e tornei nei birilli o nel pool, che rendono il livello di gioco molto buono.

A Milano la serie B è un po’ ferma ma sempre guidata dall’esperto egiziano El Fatairy, con ottime percentuali (27/35 il suo score). Tra gli ultimi risultati, riportiamo i due 5-0 di Gialinà su Bassini, in uno scontro tra neopromossi, e del giovane Luca “Maguire” Bertoli sull’esperto e tattico arbitro Eugenio Pallucca; tiratissimo il 3-2 con cui Egidio Panzeri supera lo spezzino Bucceri, dopo una battaglia con un po’ di “drama” sui colori nell’ultimo frame.

TUTTA LA SERIE SERIE C

Campionati Regionali

Per quanto riguarda i regionali categoria C, in Toscana è stato un mese ricco di fatti importanti. A Pisa il 7 febbraio è stato fatto registrare il break di 30 messo a segno da Paolo di Marco, primo e unico finora a toccare quota 30 a livello nazionale per la categoria C. Al momento Di Marco (che ha iniziato da zero all’incirca un anno fa) figura al terzo posto, ma ha già giocato 60 frames e non ha avuto grande continuità; sicuramente l’anno prossimo sarà tra i giocatori più temuti. Calzerano rischia di pagare cara la sconfitta per 2-1 con l’ultimo in graduatoria Bertolacci, il quale nonostante la posizione in classifica ha messo in difficoltà il capolista Davide Minuto. Quest’ultimo ha infatti dovuto sudare per strappare il 3-0, ma ha messo una seria ipoteca sul primo posto grazie alla vittoria per 2-1 con il terzo concorrente alla vetta, Luca Picchi: quest’ultimo è praticamente fuori dalla corsa al titolo, mentre Calzerano dovrà fare en-plein vincendo tutti i 21 frames che gli restano per scavalcare Minuto e portare a casa il regionale.

A Cagliari, le due donne Oriana Galazzo e Marina Frau hanno lasciato il primo e il secondo posto a Raffaele Lai, diciannovenne di buone prospettive, e Massimo Cordella, ma sono sempre avversarie agguerrite grazie al loro talento e occupano comunque la terza e la quarta piazza. Da segnalare anche un altro giovane di talento, il 17enne Nicola Frau, per ora 7° ma con poche partite all’attivo, Marcello Fanutza, che ha recentemente battuto 2-1 Lai, e Simone Etzi, secondo classificato lo scorso anno.

In Sicilia la serie C è sempre dominata dal non ancora diciottenne Claudio Costanzo, che sta facendo il cannibale e continua a non lasciare neanche un frame agli avversari; nel match con Leonardo Cordaro, “anima” del campionato, ha anche ritoccato il best break siglando un 24. Inseguono a pari punti Michele d’Antoni e Giovanni Battaglia con uno score di 8/12.

Campionati Provinciali

In categoria C, a Sondrio per la vetta è battaglia frame a frame tra Luca Biancotti e Marco Robustelli, che nonostante giochi da poco ha un buon talento e ha messo a segno un 23 e un 22 di serie.

Match sempre tirati, tanti dei quali decisi alla nera dell’ultimo frame con battaglie estenuanti e anche qualche fluke. Merita una menzione il quasi 60enne Sergio Cattaneo, che pur non avendo mai preso una stecca ha già raggiunto un buon livello (e la 4a posizione) grazie a una grande dedizione e a qualche ora di coaching.

Equilibrata e combattuta la serie C di Brescia, dove si è fatto strada Costanzo Bettoni, che con 15 frames su 18 e due vittorie nelle ultime due partite scavalca Davide Casati e Paolo Arisi, entrambi con una partita in più; match comunque dagli esiti mai scontati e molto divertenti.

All’Ambrosian Snooker di Trezzano in serie C è ancora tutto aperto: resta primo Iuculano, inseguito da un gruppo con molte partite all’attivo e un ottimo rapporto frame vinti/frame giocati; svariati players devono però ancora giocare parecchi frames. De Franceschi ha guadagnato un po’ di punti con i due ultimi 3-0 a Burlini e Riccardi e il 2-1 a Federico Bastianini. Il vulcanico Putzu è riuscito a imporsi 2-1 con il giovane promettente De Bona; nella partita con quest’ultimo il “Commendatore” Umberto Crosti, nonostante lo 0-3 finale, ha eguagliato il best break di 25 di De Franceschi.

Per chi volesse seguire in tempo reale risultati e classifiche, ecco i link alle tabelle:

Classifica, Sinottico partite, Highest Breaks, schede delle ultime cinque partite giocate.