Serie A, si salvi chi può. Ma chi vuole? Attenzione al paracadute…

Serie A, si salvi chi può. Ma chi vuole? Attenzione al paracadute…

Ultimi 90′ infuocati. Una poltrona per la salvezza, l’altra per l’inferno. In ballo Empoli e Crotone. E tanti soldi. La Lega Calcio mette a disposizione 60 milioni. Classifica alla mano, ecco la distrubuzione dei “premi”.

25 milioni di euro per le squadre che sono da 3 anni consecutivi in Serie A  (Palermo)

15 milioni di euro per le squadre che sono da 2 anni in Serie A  (nessuna)

10 milioni di euro per le squadre che sono da 1 anno in Serie A (Crotone e Pescara)

Attenzione, però, alla quota residuale. Allo stato attuale, per le tre retrocesse, “escono” dalla cassa 45 milioni di euro. Il “residuo” ovvero è di 15 milioni. Cifra che spetterebbe al Palermo qualora non centrasse la promozione nei prossimi due anni.

Attenzione però, alla variabili. In primis, l’Empoli. I toscani, proprio come i siciliani, “resistono” in serie A da tre stagioni. Qualora retrocedessero, ecco il nuovo scenario

25 milioni di euro per squadre che sono da 3 anni in Serie A  (Palermo ed Empoli)

15 milioni di euro per squadre che sono da 2 anni in Serie A  (nessuna)

10 milioni di euro per squadre che sono da 1 anno in Serie A (Pescara)

Nessuna quota residuale. E non sarebbe un dramma.

In questo caso “paracadute” fa rima con “paradosso”.

Retrocedere in B, garantirebbe a Empoli e Palermo 25 milioni. Quanto basta per  allestire una squadra ultracompetitiva per la serie cadetta e tentare, la risalita.Tornare in A significa assicurarsi, per la stagione 2018/2019, il denaro dei proventi tv. Occhio alle cifre: nella stagione 2015/2016 l’Empoli ha incassato 29 milioni. Il Palermo 31. Soldi destinati a crescere fra due stagioni. E comunque, allo stato attuale, la Tv “paga” il doppio rispetto alla “quota residuale”. Un vero affare.

Non serve una laurea in economia: andare in B e ritrovare la massima serie, renderebbe, a toscani e siciliani, più di 60 milioni. Per la cronaca, domenica prossima, c’è Palermo- Empoli. Si salvi chi può. O si salva chi vuole?

Calcio Femminile: quando le ragazze ci insegnano a lottare

Calcio Femminile: quando le ragazze ci insegnano a lottare

Anche per il calcio femminile siamo quasi agli sgoccioli e già sono stati emanati i primi verdetti che vedono il Sassuolo salire in Serie A, il Chieti tornare in B e il Pescara guadagnare la salvezza nella serie cadetta. Di questo traguardo abbiamo parlato con una delle protagoniste: la centrocampista biancazzurra Melania Colantonio.

Melania, che sapore ha questa salvezza?

“La salvezza per me ha un sapore incredibile. Abbiamo lottato fino alla fine e ce l’abbiamo fatta. Svegliarsi questa mattina con il sapore della salvezza addosso è stato fantastico”.

La gara più difficile della stagione?

“La partita più difficile è stata quella con il Padova C.F. Venivo da un infortunio al piede e non ho potuto dare il mio contributo totalmente. Abbiamo perso 2-0 e creato numerose palle goal, troppe. Sono entrata nel secondo tempo, ho messo il cuore in tasca e pedalavo sulla fascia, ma non è bastato”.

Quali i punti di forza della squadra?

“I punti di forza della nostra squadra sono stati il gruppo unito, passionale, semplicemente fantastico. L’umiltà, il carattere, il fatto che non abbiamo mai mollato, il lavoro; allenarsi duramente per migliorarsi”.

Dove si può o si deve migliorare per il prossimo anno?

“Per il prossimo anno sicuramente avremo già dodici mesi di esperienza alle spalle nella serie B nazionale e ciò farà si che certi errori che abbiamo commesso non si ripeteranno. Cercheremo di impegnarci di più, continuando il lavoro che abbiamo fatto fino a qui”.

Perchè Melania ha scelto il calcio come sport?

“Ho scelto il calcio da quando ero una bambina. Avevo 6 anni, e il calcio mi ha sempre entusiasmata, emozionata. Quando ho un pallone tra i piedi il tempo passa in un secondo”.

Da grande Melania sarà…

“Da grande vorrei fare la calciatrice e portare sempre più in alto la maglia del Pescara che è la mia seconda pelle. In bocca al lupo a tutte noi”.

 

Flussi anomali sul risultato esatto di Cesena-Verona: i bookmakers chiudono le scommesse

Flussi anomali sul risultato esatto di Cesena-Verona: i bookmakers chiudono le scommesse

La Serie B arriva al verdetto finale con gli ultimi 90 minuti di fuoco. Dopo la storica promozione della Spal in Serie A oggi scopriremo chi seguirà gli emiliani nella massima serie.

Grande favorita per la promozione diretta è il Verona, di scena a Cesena, a cui basta un punto per l’aritmetica. Proprio questa partita è stata presa di mira dagli scommettitori con conseguente reazione dei bookmakers, ma andiamo con ordine: il pareggio per questa partita ha aperto a quota 1.99 ed è arrivato al momento della stesura a quota 1.45 (lo screenshot qui sotto è precedente).Un calo del 37% sintomo da una parte di una grande prevenzione dei bookmakers che non vogliono esporsi troppo al rischio e dall’altra di un gettito di denaro molto forte sul segno X. Quella dei flussi anomali  è ormai una stranezza a cui nelle partite di fine stagione siamo ormai abituati, ma  la cosa strana della sfida del Manuzzi, che alcuni allibratori hanno addirittura tolto dal palinsesto, è l’eliminazione della possibilità di scommettere sul risultato esatto. Come mai e perché viene negata questa possibilità?

 

cesena Hellas

 

Una fonte, che è voluta rimanere anonima, ci ha contattato dicendo che in Campania ci sono state tantissime giocate sul risultato esatto di 2-2 tra le due compagini. Qualora venisse confermata questa indiscrezione, ed il fatto che le quote siano state sospese è un indizio a favore della sua credibilità, ci troveremmo di fronte ad un caso molto analogo a Parma-Ancona 0-2, partita terminata sul tavolo degli inquirenti per flusso anomalo di scommesse ma soprattutto per la più che probabile interferenza del clan di Pozzuoli atto ad alterare la partita, salito alla ribalta per la famosa “colletta condominiale” che ha arricchito tutti i condomini che avevano scommesso sul risultato esatto.

Sperando ovviamente che questa partita non sia sotto le grinfie malavitose, ci auspichiamo il più naturale e corretto degli svolgimenti, ma i dati e gli indizi in nostro possesso ci indicano un forte pericolo, una concreta possibilità che possa non essere così.

 

Retrocesso ma con la migliore difesa: Gattuso e l’elogio del calcio all’italiana

Retrocesso ma con la migliore difesa: Gattuso e l’elogio del calcio all’italiana

Dopo la promozione dalla Lega Pro alla Serie B, il Pisa di Gattuso saluta la serie cadetta in anticipo ma con il record della miglior difesa. L’interrogativo allora è il seguente: l’ex campione del mondo è pronto per allenare in Serie A e addirittura una big? La risposta è più difficile di quanto si pensi.

35 punti in classifica in 41 partite, penultimo, già retrocesso. Dopo i fasti della scorsa stagione con una cavalcata stupenda terminata in modo trionfale ai danni del Foggia con la promozione in Serie B, l’annata del Pisa di Gattuso in questa stagione è stata storta come se non più della torre caratterizzante la cittadina toscana.

Tra tanti dati e statistiche negative ce n’è però uno positivo che si staglia al centro brillando di luce propria: il dato in questione è quello relativo ai goal subiti. Sono solo 33, con undici 0-0 e significa miglior difesa del torneo. La scuola di Coverciano da sempre ha un occhio di riguardo per la fase difensiva tant’è che il campionato di Serie A praticamente sempre viene vinto dalla miglior difesa (Juventus Docet).

Allora immaginiamolo ad allenare una squadra offensivamente più dotata del Pisa: intanto il goal non lo prende e poi con quelli forti avanti molto probabilmente lo fa.

Altra caratteristica in cui spicca il Ringhio nazionale è la leadership ed il carisma. La stessa che aveva da giocatore e gli ha permesso di vincere Scudetto, Champions e Mondiale. Un generale a cui nessuno può minimamente pensare di ribellarsi pena sanzioni disciplinari e forse corporali.

Quali sono gli allenatori più vincenti o comunque più sulla cresta dell’onda al momento? Conte? Mourinho? Simeone? Cosa hanno in comune? Difesa solida e carisma trasbordante in grado di tirar fuori il massimo e anche di più dai propri calciatori. Questo per dire che quella che può sembrare una provocazione, e non lo è, una forzatura, e stavolta effettivamente forse lo è, non cambia la sostanza, e cioè che Gattuso si sta facendo la giusta gavetta ma per caratteristiche, per il tipo di allenatore che sta diventando, ha ottime possibilità di arrivare in alto ed essere un vincente.

 

 

Crotone, Empoli e Genoa: chi rimane in Serie A?

Crotone, Empoli e Genoa: chi rimane in Serie A?

Il mese d’aprile ci ha ridato una speranza che pensavamo d’aver perduto: la lotta per non retrocedere in Serie B ha ancora un senso. I tifosi di Genoa ed Empoli non saranno d’accordo, ma l’exploit primaverile del Crotone di Nicola, capace di raccogliere undici punti nelle ultime cinque partite (migliore in A a pari merito con la Juventus), ha riaperto i giochi e rimesso in discussione un verdetto che sembrava già emesso. Ora, però, è arrivato il momento di fare un po’ di conti e dare una risposta a questa domanda: chi è la favorita per conquistare l’agognata salvezza? Lasciamo da parte per il momento l’imponderabile (un elemento che potrebbe risultare decisivo nel rush finale), analizziamo la classifica della massima serie a quattro giornate dalla fine e il calendario delle squadre coinvolte nella gara ad eliminazione più deludente degli ultimi anni.

Partiamo da un presupposto che abbiamo rimarcato più volte: Crotone, Empoli e Genoa hanno dimostrato di non meritare la categoria, e la salvezza di due delle tre certificherà ancora una volta la necessità di una riforma seria della A ed il ritorno alle diciotto squadre. Ha fatto ancora meno il Palermo (oltre al Pescara, già retrocesso), al quale servirebbe molto più di un miracolo. Per salvarsi, infatti, dovrebbe recuperare i 10 punti che lo separano dalla quartultima, vincere le ultime quattro partite (dopo aver ottenuto lo stesso numero di successi nelle 34 giornate precedenti) e sperare che Empoli e Crotone non facciano più punti. Impensabile, o quasi. La vera lotta riguarda quindi le tre citate in precedenza. Ora come ora retrocederebbero i calabresi terzultimi con 25 punti, quattro in meno dei toscani (29) e cinque dei genovesi (30), rientrati clamorosamente in corsa dopo un girone di ritorno surreale. Un mese fa avremmo affermato senza patemi che il Crotone sarebbe retrocesso, ma le ultime cinque partite ci hanno detto tanto sulla qualità del gioco espresso dai pitagorici, culminata finalmente nella conquista di un buon numero di punti. Il Crotone ha migliorato esponenzialmente il rendimento in trasferta (grazie al pari con il Torino e i successi con Chievo e Sampdoria, i primi lontani dallo Scida), raccogliendo inoltre una vittoria e un pareggio contro Inter e Milan. L’Empoli di Martusciello ha a sua volta migliorato il proprio rendimento dopo il doppio successo incredibile contro Fiorentina e Milan (entrambe in trasferta) ed il pareggio casalingo con il Pescara. Il Genoa è invece in crisi nera e ha raccolto la miseria di un punto nelle ultime sette gare, segnando due gol a dispetto dei diciotto subiti.

Gli uomini di Juric rischiano seriamente di retrocedere, ma la prospettiva è ancora piuttosto lontana. Per loro, come per gli empolesi. Ce lo dice il calendario delle tre contendenti: tutte affronteranno due partite in casa e due in trasferta, e la proiezione – molto ardita – potrebbe regalare sei punti a testa, senza spostare gli equilibri fin qui creatisi. Il Genoa affronterà al Ferraris un’Inter in corsa per il preliminare di Europa League (anche se ci si domanda se sia realmente un obiettivo) ed una Roma che lotta per l’accesso diretto alla prossima Champions League: le sconfitte non sono assicurate, ma ampiamente pronosticabili. Diverso il discorso per quanto riguarda la sfida del 14 maggio con il Palermo (probabilmente sarà già retrocesso) e del 21 maggio con il Torino, galleggiante a metà classifica senza un obiettivo preciso. Il Genoa, inoltre, è in vantaggio negli scontri diretti sia nei confronti del Crotone che dell’Empoli, in svantaggio anche contro i pitagorici. Il Crotone, invece, sfiderà il Pescara all’Adriatico, e il rendimento dell’ultimo mese presuppone tre punti semplici, messi in discussione solo dalla solita scheggia impazzita Zeman. Affronterà poi l’Udinese allo Scida – la cui situazione ricorda da vicino quella del Torino – volerà allo Stadium per tentare un’impresa quasi impossibile contro la Juventus e chiuderà il 28 maggio con la Lazio. Lo svantaggio nelle ultime due partite è evidente, ma le variabili in gioco sono troppe per avventurarci in ulteriori considerazioni. Sulla carta, il calendario dell’Empoli è più agevole. I toscani sfideranno Bologna, Cagliari e Palermo (già salve o retrocesse, ma i sardi sono piuttosto affidabili tra le mura amiche e vorranno vendicare il 2-0 dell’andata) e incontreranno lo scoglio più difficile alla penultima giornata per colpa dell’Atalanta dei miracoli, lanciatissima verso l’Europa.

Le previsioni possono valere tutto o niente, e la dea Eupalla è pronta a smentirci. La lotta per non retrocedere sembra già scritta nonostante sia apertissima, ma la storia della Serie A ci insegna che le ultime giornate regalano più di una sorpresa, pronosticare il percorso affrontato dalle tre ad aprile sarebbe stato impossibile per chiunque e tutto può succedere. I sei punti previsti dalle statistiche potrebbero trasformarsi in dodici, oppure in zero. Non ci resta che attendere, tifare per chi preferiamo ed esultare a prescindere da come andrà: lo scherzo d’Aprile ci ha restituito una battaglia viva e potremo divertirci. Fin quando non penseremo alla miseria di punti con i quali si conquisterà il pass per partecipare alla prossima Serie A.