Anche gli Stati Uniti cedono al Gioco D’Azzardo: la Legalizzazione (totale) del Betting è dietro l’angolo

Anche gli Stati Uniti cedono al Gioco D’Azzardo: la Legalizzazione (totale) del Betting è dietro l’angolo

A due giorni dal Super Bowl, dove il gettito di denaro proveniente dalla scommesse è stimato in circa 4,8 miliardi di dollari delle quali il 97% piazzate in modo illegale rispetto alla legge americana, negli Stati Uniti si sta discutendo la possibilità di legalizzare il gambling visto il grandissimo guadagno per le casse dello Stato ma non solo.

Negli States le scommesse solo legali in pochissimi posti, i più importanti: Atlantic City, Las Vegas ed i casinò all’interno delle riserve indiane. Ergo tutto il resto del giocato è piazzato attraverso allibratori che reggono il famoso picchetto.


PASPA ED IL RISCHIO INCONSTITUZIONALE

La legge americana che regola e vieta nella maggior parte dei casi il gambling è quella federale del 1992 che prende il nome di Professional and Amateur Sports Protection Act che ora è al vaglio della Corte Suprema che ne deciderà la costituzionalità. Dovesse venir considerata anticostituzionale aprirebbe un varco per la legislazione autonoma di ogni singolo stato per legalizzare il gambling.

IL BLACK FRIDAY ED IL GIRO DI VITE

Il 15 aprile 2011 il Dipartimento di Giustizia Americano fece chiudere la più grande poker room d’America e del mondo, Full Tilt Poker, poiché i suoi proprietari, tra cui il famoso matematico e pokerista Chris “Jesus” Ferguson vennero accusati di aver sottratto soldi dai conti gioco dei pokeristi e di frode bancaria e riciclaggio. Venne coinvolta anche PokerStars.com ma che con un accordo con il Dipartimento di Giustizia riuscì a riottenere il dominio e tornare in affari restituendo ovviamente i soldi sottratti ai giocatori. Questo scandalo fece si che un ferreo giro di vite venne adottato nei confronti del gambling online.

Il GRANDE BUSINESS E LA PROPOSTA NBA

La nave Mayflower partita da Plymouth nel 1620 e sbarcata in America ci ricorda che gli Americani non sono altro che inglesi ed irlandesi, entrambi popoli molto dediti al gioco d’azzardo. Uno sguardo al di qua dell’oceano ed è subito evidente quanto sia grande il business delle scommesse e quanti soldi abbiano i bookmakers tanto da sponsorizzare tantissime squadre ed addirittura dare il nome alle competizioni.  Ecco che allora, la NBA, tramite il suo commissioner Adam Silver, sentito l’odore di cambiamento ha cercato di prendere la palla al balzo. Legalizzare le scommesse sulle partite NBA ma alla lega l’1% di tutte le scommesse piazzate. Ufficialmente questi soldi, che sono stati stimanti in 2 miliardi di dollari a stagione, sarebbero secondo Silver la franchigia dovuta alla NBA per il fatto di accollarsi i rischi che portano le scommesse e per investire in tecnologie all’avanguardia per contrastare il fenomeno di puntate anomale e del match fixing.

In realtà però la NBA queste tecnologie dedite al controllo già le ha e sembra difficile che i bookmakers possano accettare una richiesta del genere. Anche perché dovesse essere accettata anche le altre leghe, NFL, NHL, MLB e MLS, si farebbero sotto chiedendo le stesse condizioni. Più probabile, invece, l’adozione del modello europeo con sponsorizzazioni e pubblicità da parte dei bookmakers sui cartelloni e sulle divise da gioco. Vedremo chi la spunterà.

LA FINE PER GLI INDIANI?

Il quarto giovedì di Novembre ogni anno gli americani celebrano il giorno del ringraziamento che storicamente è il giorno in cui gli indiani di America offrirono il tacchino ai pellegrini e gli insegnarono a coltivare e ad allevare in terreni e condizioni meteorologiche completamente diverse da quelle in cui erano abituati. Gli americani ringraziarono sterminandoli prima e rilegandoli nelle riserve poi. Uno dei core business di queste riserve è proprio il gioco d’azzardo. Essendo i casinò indiani spesso vicino alle grandi città, sono tantissimi gli scommettitori americani che portano soldi nelle loro casse. Venisse legalizzato il gioco d’azzardo in America sarebbe un bruttissimo ed inevitabile colpo per questi casinò e quindi per la sopravvivenza delle riserve e tribù indiane. Dal tacchino fino alle scommesse, un altro giorno del ringraziamento in arrivo?

 

Super Bowl LII: Tutto quello che c’è da sapere dell’Evento più ricco del Mondo

Super Bowl LII: Tutto quello che c’è da sapere dell’Evento più ricco del Mondo

Nella notte tra domenica e lunedì si terrà allo U.S. Bank Stadium di Minneapolis, Minnesota  il 52º SuperBowl NFL tra i Philadelphia Eagles ed i New England Patriots. Questa partita è il rematch del SuperBowl del 2004 vinto dai Patriots. Quest’ultimi sono la seconda squadra nella storia della lega, dopo i Seattle Seahawks, ad apparire in due SuperBowl consecutivi ma, in caso di vittoria, sarebbero i primi a fare il back to back rompendo un nuovo record. Terza apparizione per gli Eagles che però hanno perso entrambe le finali disputate in precedenza.



NON SEMPRE IL PIU’ RICCO VINCE:

Gli Eagles sono quarti in questa speciale classifica riferita al monte ingaggi con 151 mln di dollari, mentre i Patriots sono dodicesimi con 131 mln e nella finale di Conference hanno battuto i primi di questa speciale classifica i Jacksonville Jaguars con monte ingaggi pari a 168 mln.

I PREMI PARTITA:

I salari nella NFL coprono solo la regular season ecco perché i giocatori della squadra vincitrice riceveranno 112,000 $ come premio mentre quelli sconfitti “solo” 56,000 $. I giocatori di entrambe le squadre comunque si sono già messi in tasca 79,000$ a testa per le vittorie nelle gare precedenti dei play-offs ed il conseguente raggiungimento del SuperBowl.

I PREZZI DEI BIGLIETTI E DEGLI SPOT COMMERCIALI:

Il prezzo più basso per assistere all’evento sportivo più importante al mondo, forse quest’anno col Mondiale di calcio non sarà proprio così, va dai 950$ fino a 5000$ dei posti più prestigiosi per una media ponderata di 2550 $. SuperBowl vuol dire anche pubblicità con i maggiori brand che lanciano le loro nuove linee comunicative in concomitanza con questo evento visto da più di 100 mln di americani. Il costo per 30 secondi di spot è di 5 mln di dollari, esattamente cinque volte lo stipendio base di Nick Foles quarterback degli Eagles e di Tom Brady quarterback dei Patriots per l’anno 2017.

SCOMMESSE ILLEGALI E BIZZARRE:

Il SuperBowl oltre ad essere uno degli eventi sportivi più seguiti è anche uno dei più scommessi. Il gettito di denaro atteso derivante dalle scommesse è pari a 4,8 miliardi di dollari. Il problema è che, fino a nuova e forse imminente regolarizzazione  in materia, in America le scommesse sono legali solo a Las Vegas, Atlantic City, e nei casinò appartenenti alle riserve delle comunità indiane. Proibite quelle online. E’ stato stimato quindi che il 97% delle scommesse saranno illegali piazzate tramite allibratori o online su siti esteri cambiando l’Ip di provenienza.

Alle scommesse classiche si affiancano anche altre molto bizzarre. Esempio quante volte verrà pronunciata la parola singola “dilly” (non dilly dilly) all’interno della pubblicità della birra Bud. L’under e over è fissato a quota 12,5.

Altra scommessa bizzarra è quante volte Peyton Manning apparirà nei commercials e la linea è fissata ad under ed over 2,5.

INNO E HALF TIME SHOW:

Come sempre il SuperBowl è vetrina di lusso per artisti affermati. L’Inno verrà cantato dalla cantante rocker/pop Pink mentre lo spettacolo all’intervallo sarà interpretato da Justin Timberlake che non verrà pagato come di consueto per gli artisti che si esibiscono nell’intervallo del SuperBowl.

IL RECORD DELLE ALETTE DI POLLO:

SuperBowl vuol dire anche tanto tanto cibo. 1,35 miliardi di alette verranno consumate durante il SuperBowl. Se queste alette fossero messe a terra coprirebbero la distanza tra i due stadi di casa delle contendenti al titolo per 250 volte. 1,35 miliardi di alette di pollo sono sufficienti per piazzarne 625 in ogni posto di tutti e 32 gli stadi NFL.

 

 

Dal Doping alla Legalizzazione: la Marijuana pronta ad entrare nello Sport?

Dal Doping alla Legalizzazione: la Marijuana pronta ad entrare nello Sport?

Con la California che ha ufficializzato la legalizzazione per uso ricreativo della Marijuana, la pianta più famosa del mondo potrebbe trasformarsi da doping in antidolorifico. E nello sport ci stanno già pensando da tempo.

Pochi mesi fa era giunta la notizia che nessuno si poteva aspettare. La National Football League vorrebbe alleggerire la sua posizione sulla marijuana come sostanza dopante e anzi avviare delle ricerche per vederla utilizzata, ovviamente sotto prescrizione medica, al posto degli antidolorifici tradizionali.



La NFL ha scritto alla associazione dei giocatori offrendo loro di lavorare in tandem per uno studio sull’utilizzo della marijuana come strumento antidolorifico per i giocatori. Un lettera che è un chiaro segnale di svolta ed un’indicazione della volontà della lega di operare in comunione con l’associazione verso l’utilizzo della marijuana attualmente proibita nello sport.

La NFL Player Association (NFLPA) sta conducendo i suoi studi privati sulla marijuana come antidolorifico e ancora deve rispondere sulla possibilità di collaborare con la lega per questi propositi. “Stiamo guardando avanti per lavorare con la NFLPA sui problemi che riguardano la salute e la sicurezza degli atleti”, ha detto Joe Lockhart, vice presidente esecutivo alla comunicazione della NFL.

La lettera di collaborazione da parte della Lega arriva dopo le dichiarazioni di De Maurice Smith, direttore esecutivo dell’associazione dei giocatori, che aveva anticipato la volontà di utilizzare la marijuana come antidolorifico e soprattutto di cambiare il regolamento antidoping alleggerendo la squalifica per chi fosse stato “beccato” positivo alla marijuana.

Un primo passo in questo senso venne fatto già nel  2014 quando lega e associazione giocatori furono in accordo sul  modificare la dose minima di THC nelle urine o nel sangue per risultare positivi al controllo antidoping. Si passò da 15 nanogrammi di THC per millilitro di sangue o urine, la soglia più bassa nello sport professionistico, a 35 nanogrammi per millilitro.

Vedendolo così sembrerebbe un passo in avanti di uno degli sport più popolari del pianeta verso la legalizzazione della marijuana almeno per scopi terapeutici, ma la realtà molto probabilmente è un’altra: la lega vuole utilizzare quest’esca, modificando la disciplina antidoping, per avere un asso nella manica in più al momento della nuova contrattazione con l’associazione dei giocatori nel 2020. Un semplice e banale  “Do ut Des”.

The Lord of the Rings: i 10 motivi per cui Tom Brady è il miglior Quarterback di sempre

The Lord of the Rings: i 10 motivi per cui Tom Brady è il miglior Quarterback di sempre

Compie oggi 40 anni un’icona del Football Americano, Tom Brady, 5 volte campione NFL con i suoi New England Patriots, la franchigia più vincente degli ultimi 20 anni, in uno sport che difficilmente consente alle squadre di aprire un ciclo, cosa che invece riesce benissimo ai bostoniani. Una storia quella di Brady che dura ormai da 17 anni e che nasce un po’ a sorpresa visti i presupposti iniziali.

Contrariamente alle opinioni degli esperti che lo davano per scelto al secondo massimo terzo giro, venne selezionato con la scelta numero #199 al sesto giro nel draft del 2000. Quando ormai pensava che non sarebbe stato scelto e che avrebbe venduto polizze assicurative per il resto della sua vita.  Da lì in poi, sempre con la stessa maglia, quella dei New England Patriots, con il sacrificio ed il duro lavoro Tom Brady è diventato uno dei se non il più grande quarterback nella storia della NFL. Eccovi i 10  motivi a supporto di questa tesi:

1 – IL RECORD IN POST SEASON

Detiene il record in post-season di 25-9. Nove vittorie in più del secondo in classifica, altra stella della NFL, Joe Montana.

2-  RECORD DI TOUCHDOWN NEI PLAYOFFS E NEL SUPERBOWL

Suo anche il record di  touchdown nei playoffs (63) e nei SuperBowl (15)

3 – MVP

E’ stato nominato per quattro volte MPV del SuperBowl e per altre due volte MVP della NFL

4 – IL RAPPORTO CON BELICHICK

Il suo sodalizio con l’head coach dei Patriots è il più prolifico della storia. Belichick e Brady insieme hanno il miglior record di tutti i tempi con 184 vittorie, 52 sconfitte, 7 SuperBowl conquistati e 5 vinti.

5 – IMPAVIDO DI NATURA

I Quarterback spesso vengono giudicati da come giocano nei momenti delicati e decisivi della partita, ovvero come riescono a gestire la pressione. Questi momenti sono da sempre i suoi preferiti dove riesce a brillare di più.

6 – PADRONE DELLA DIVISIONE

Da quarterback titolare ha condotto i Patriots alla vittoria della AFC East per ben 14 volte. Unico ad esserci riuscito.

7 – INSAZIABILE

Sebbene si sia costruito la sua carriera con grandi prestazioni quando la palla scotta nei playoffs, anche in regular season non ha mai lesinato impegno. E’ stato infatti selezionato per ben 12 volte a giocare il Pro Bowl.

8 – MR. SUPERBOWL

Tom Brady è stato per ben 7 volte campione AFC, portando i Patriots a 7 SuperBowl con un record, di 5-2.

9 – SIGNORE DEGLI ANELLI

Avendo vinto 5 SuperBowl, è al primo posto in classifica per anelli conquistati. Con la vittoria contro Atlanta all’ultimo Super Bowl, ha riempito tutta la mano ed è diventato, superando Joe Montana e Terry Bradshow fermi a quattro, nel modo più indiscusso il Signore degli anelli.

10 – GISELE

Oltre a tutte le statistiche e ai traguardi raggiunti, anche fuori dal rettangolo verde Brady batte la concorrenza e fa touchdown dal punto di vista sentimentale. E’ sposato dal 2009 con la top model brasiliana Gisele Bundchen.

 

 

SuperBowl, Money Talks? Not always: il miracolo Falcons e Patriots

SuperBowl, Money Talks? Not always: il miracolo Falcons e Patriots

Si scrive sport ma si legge business. Se gli appassionati di sport italiani stanno affrontando in modo  forzato e riluttante questa metamorfosi da quasi due decenni ormai, negli States da sempre i due termini sono andati di pari passo. Più soldi spendi più possibilità hai di vincere il trofeo e, siccome la matematica non è un’opinione, spesso, o meglio quasi sempre, queste possibilità diventano realtà concreta.

Ogni tanto accade però che anche il business si debba piegare di fronte alla magia dello sport, che oltre a numeri e soldi è fatto anche di uomini, lavoro e sacrifici. Se nella scorsa stagione c’è stato il miracolo Leicester che ha vinto la Premier League, quest’anno nell’evento sportivo più seguito del mondo, il SuperBowl, si affronteranno le due “cenerentole” Atlanta Falcons e New England Patriots. La stranezza sta nel fatto che entrambe le franchigie finaliste non sono quelle che hanno speso più soldi in questa stagione.

Nella classifica del Salary Cap (monte ingaggi) della stagione 2016/2017, condotta dai Jacksonville Jaguars con 190.472.335 mln di dollari, i Falcons ed i Patriots occupano rispettivamente la diciassettesima e la quattordicesima posizione con 157.903.341 e 159.782.461 mln di dollari. A fronte di questi dati, qualunque franchigia dovesse vincere la contesa darebbe una spallata allo sport business, un momento di gioia, di meritocrazia, un ultimo respiro prima di chiudere gli occhi e risvegliarci il giorno dopo di nuovo nella normalità, quella in cui “chi più spende, vince”.

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