Da Doping ad Antidolorifico: la Marijuana pronta ad entrare nello Sport?

Da Doping ad Antidolorifico: la Marijuana pronta ad entrare nello Sport?

La notizia ha dell’incredibile ma è vera. La National Football League vorrebbe alleggerire la sua posizione sulla marijuana come sostanza dopante e anzi avviare delle ricerche per vederla utilizzata, ovviamente sotto prescrizione medica, al posto degli antidolorifici tradizionali.

La NFL ha scritto alla associazione dei giocatori offrendo loro di lavorare in tandem per uno studio sull’utilizzo della marijuana come strumento antidolorifico per i giocatori. Un lettera che è un chiaro segnale di svolta ed un’indicazione della volontà della lega di operare in comunione con l’associazione verso l’utilizzo della marijuana attualmente proibita nello sport.

La NFL Player Association (NFLPA) sta conducendo i suoi studi privati sulla marijuana come antidolorifico e ancora deve rispondere sulla possibilità di collaborare con la lega per questi propositi. “Stiamo guardando avanti per lavorare con la NFLPA sui problemi che riguardano la salute e la sicurezza degli atleti”, ha detto Joe Lockhart, vice presidente esecutivo alla comunicazione della NFL.

La lettera di collaborazione da parte della Lega arriva dopo le dichiarazioni di De Maurice Smith, direttore esecutivo dell’associazione dei giocatori, che aveva anticipato la volontà di utilizzare la marijuana come antidolorifico e soprattutto di cambiare il regolamento antidoping alleggerendo la squalifica per chi fosse stato “beccato” positivo alla marijuana.

Un primo passo in questo senso venne fatto già nel  2014 quando lega e associazione giocatori furono in accordo sul  modificare la dose minima di THC nelle urine o nel sangue per risultare positivi al controllo antidoping. Si passò da 15 nanogrammi di THC per millilitro di sangue o urine, la soglia più bassa nello sport professionistico, a 35 nanogrammi per millilitro.

Vedendolo così sembrerebbe un passo in avanti di uno degli sport più popolari del pianeta verso la legalizzazione della marijuana almeno per scopi terapeutici, ma la realtà molto probabilmente è un’altra: la lega vuole utilizzare quest’esca, modificando la disciplina antidoping, per avere un asso nella manica in più al momento della nuova contrattazione con l’associazione dei giocatori nel 2020. Un semplice e banale  “Do ut Des”.

The Lord of the Rings: i 10 motivi per cui Tom Brady è il miglior Quarterback di sempre

The Lord of the Rings: i 10 motivi per cui Tom Brady è il miglior Quarterback di sempre

Compie oggi 40 anni un’icona del Football Americano, Tom Brady, 5 volte campione NFL con i suoi New England Patriots, la franchigia più vincente degli ultimi 20 anni, in uno sport che difficilmente consente alle squadre di aprire un ciclo, cosa che invece riesce benissimo ai bostoniani. Una storia quella di Brady che dura ormai da 17 anni e che nasce un po’ a sorpresa visti i presupposti iniziali.

Contrariamente alle opinioni degli esperti che lo davano per scelto al secondo massimo terzo giro, venne selezionato con la scelta numero #199 al sesto giro nel draft del 2000. Quando ormai pensava che non sarebbe stato scelto e che avrebbe venduto polizze assicurative per il resto della sua vita.  Da lì in poi, sempre con la stessa maglia, quella dei New England Patriots, con il sacrificio ed il duro lavoro Tom Brady è diventato uno dei se non il più grande quarterback nella storia della NFL. Eccovi i 10  motivi a supporto di questa tesi:

1 – IL RECORD IN POST SEASON

Detiene il record in post-season di 25-9. Nove vittorie in più del secondo in classifica, altra stella della NFL, Joe Montana.

2-  RECORD DI TOUCHDOWN NEI PLAYOFFS E NEL SUPERBOWL

Suo anche il record di  touchdown nei playoffs (63) e nei SuperBowl (15)

3 – MVP

E’ stato nominato per quattro volte MPV del SuperBowl e per altre due volte MVP della NFL

4 – IL RAPPORTO CON BELICHICK

Il suo sodalizio con l’head coach dei Patriots è il più prolifico della storia. Belichick e Brady insieme hanno il miglior record di tutti i tempi con 184 vittorie, 52 sconfitte, 7 SuperBowl conquistati e 5 vinti.

5 – IMPAVIDO DI NATURA

I Quarterback spesso vengono giudicati da come giocano nei momenti delicati e decisivi della partita, ovvero come riescono a gestire la pressione. Questi momenti sono da sempre i suoi preferiti dove riesce a brillare di più.

6 – PADRONE DELLA DIVISIONE

Da quarterback titolare ha condotto i Patriots alla vittoria della AFC East per ben 14 volte. Unico ad esserci riuscito.

7 – INSAZIABILE

Sebbene si sia costruito la sua carriera con grandi prestazioni quando la palla scotta nei playoffs, anche in regular season non ha mai lesinato impegno. E’ stato infatti selezionato per ben 12 volte a giocare il Pro Bowl.

8 – MR. SUPERBOWL

Tom Brady è stato per ben 7 volte campione AFC, portando i Patriots a 7 SuperBowl con un record, di 5-2.

9 – SIGNORE DEGLI ANELLI

Avendo vinto 5 SuperBowl, è al primo posto in classifica per anelli conquistati. Con la vittoria contro Atlanta all’ultimo Super Bowl, ha riempito tutta la mano ed è diventato, superando Joe Montana e Terry Bradshow fermi a quattro, nel modo più indiscusso il Signore degli anelli.

10 – GISELE

Oltre a tutte le statistiche e ai traguardi raggiunti, anche fuori dal rettangolo verde Brady batte la concorrenza e fa touchdown dal punto di vista sentimentale. E’ sposato dal 2009 con la top model brasiliana Gisele Bundchen.

 

 

SuperBowl, Money Talks? Not always: il miracolo Falcons e Patriots

SuperBowl, Money Talks? Not always: il miracolo Falcons e Patriots

Si scrive sport ma si legge business. Se gli appassionati di sport italiani stanno affrontando in modo  forzato e riluttante questa metamorfosi da quasi due decenni ormai, negli States da sempre i due termini sono andati di pari passo. Più soldi spendi più possibilità hai di vincere il trofeo e, siccome la matematica non è un’opinione, spesso, o meglio quasi sempre, queste possibilità diventano realtà concreta.

Ogni tanto accade però che anche il business si debba piegare di fronte alla magia dello sport, che oltre a numeri e soldi è fatto anche di uomini, lavoro e sacrifici. Se nella scorsa stagione c’è stato il miracolo Leicester che ha vinto la Premier League, quest’anno nell’evento sportivo più seguito del mondo, il SuperBowl, si affronteranno le due “cenerentole” Atlanta Falcons e New England Patriots. La stranezza sta nel fatto che entrambe le franchigie finaliste non sono quelle che hanno speso più soldi in questa stagione.

Nella classifica del Salary Cap (monte ingaggi) della stagione 2016/2017, condotta dai Jacksonville Jaguars con 190.472.335 mln di dollari, i Falcons ed i Patriots occupano rispettivamente la diciassettesima e la quattordicesima posizione con 157.903.341 e 159.782.461 mln di dollari. A fronte di questi dati, qualunque franchigia dovesse vincere la contesa darebbe una spallata allo sport business, un momento di gioia, di meritocrazia, un ultimo respiro prima di chiudere gli occhi e risvegliarci il giorno dopo di nuovo nella normalità, quella in cui “chi più spende, vince”.

SuperBowl: una sfida che costa più di alcuni piccoli Stati

SuperBowl: una sfida che costa più di alcuni piccoli Stati

Un Superbowl da record, che si supera anno dopo anno, di consueto, ma in questa stagione c’è stato un calo sorprendente. Il giro d’affari in questa domenica sarà di oltre 14 miliardi di dollari: come quello di Moldavia e Guinea messi insieme, più di Albania, Mongolia, Islanda, Senegal. Un dato impressionante per il 51° SuperBowl dalla stima stilata dalla National Retail Federation, la federazione del commercio al dettaglio e sono previsti circa 190 milioni di persone davanti ai teleschermi. Le cifre nonostante tutte sono in calo, lo scorso anno fu toccato l’apice con 15 miliardi e mezzo di dollari ed il calo non accadeva dal 2010.

Grande attesa a Houston che non ospitava l’attesa più attesa dell’anno dal 2004 e solo per domenica e solo nella città texana sono previste oltre 140mila persone che arriveranno in città, la metà sarà stipata all’interno dell’NRG Stadium, uno stadio da record che ha venduto il proprio nome per la cifra più alta del mondo: 300 milioni per 32 anni.

Gli spot, al solito molto costosi, avranno un valore da 5 milioni per ogni clip da 30 secondi, circa 3 per quelle da 15 secondi. La partita costerà agli sponsor 380 milioni di dollari.

Welcome in USA.

SuperBowl ed il problema scommesse: 5 miliardi di dollari piazzati ma solo 132 milioni in modo legale

SuperBowl ed il problema scommesse: 5 miliardi di dollari piazzati ma solo 132 milioni in modo legale

Secondo quanto riferito da uno studio della American Gaming Association, circa 4.7 miliardi di dollari verranno scommessi dagli americani sul cinquantunesimo SuperBowl NFL tra Atlanta Falcons e New England Patriots.

Un importante incremento delle puntate, pari all’11%, rispetto allo scorso anno per la sfida tra Denver Broncos e Carolina Panthers.

Il Nevada è l’unico stato, per effetto del Professional and Amateur Sports Protection Act vigente dal primo gennaio 1993, a poter offrire ed accettare scommesse sportive.

Il che inevitabilmente porta ad una grandissima fetta di mercato nero fatto di allibratori e scommesse illegali atti a  rendere le scommesse fruibili in tutto il paese. Di questo avviso è infatti Il CEO della American Gaming Association Geoff Freeman che nei giorni scorsi ha affermato:”Con il venticinquesimo anniversario di questa legge fallimentare, è tempo per Washington di aprire gli occhi e ampliare Il mercato delle scommesse sportive. Questo immobilismo alimenta ogni giorno la nascita e la crescita di mercati neri ed illegali per quanto riguarda le scommesse. Un mercato regolato produrrebbe tasse per lo stato, creerebbe tanti posti di lavoro e contribuirebbe in modo fondamentale al mantenimento dell’integrità degli sport che amiamo”.

Sempre dallo stesso studio emerge quindi un dato allarmante e molto pericoloso: di questi 4.7 miliardi di dollari scommessi sul SuperBowl solo 132 milioni (3%) saranno piazzati in modo legale e autorizzato, i restanti 4.5 miliardi circa (97%), nonostante il divieto, verranno scommessi tramite allibratori, siti esteri o offshore.

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