Jesus Christ Superstar di nuovo in Italia: torna a splendere la stella di Ted Neeley nel ruolo di Gesù con l’opera Rock più amata di tutti i tempi

Jesus Christ Superstar di nuovo in Italia: torna a splendere la stella di Ted Neeley nel ruolo di Gesù con l’opera Rock più amata di tutti i tempi

Dopo gli incredibili successi di pubblico e critica ottenuti a Amsterdam, Den Haag, Antwerpen, Groningen e poi di nuovo Amsterdam, a grande richiesta torna a risplendere in Italia la stella di Jesus Christ Superstar, il musical firmato da Massimo Romeo Piparo e prodotto dalla PeepArrow Entertainment, con l’interpretazione del grandissimo Ted Neeley nel ruolo di Gesù. Al sensazionale e applauditissimo tour invernale, iniziato a dicembre 2016, nelle principali città del nord Europa, seguirà infatti una lunga tournée durante la quale Jesus Christ Superstar toccherà numerose città italiane fino a primavera. L’atteso ritorno è previsto per l’11 febbraio a Trento, poi il musical viaggerà da nord a sud: Milano, Varese, Genova, Torino, Catania, Cosenza, Bari, per chiudere in bellezza ad aprile nella sua ‘casa’ romana, il Teatro Sistina.

La storia di un mito che travolge con la sua passione gli spettatori di tutte le età, un uomo-simbolo che fa della spiritualità la sua bandiera rivoluzionaria, un personaggio unico nella storia del teatro musicale: il celebre lavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice non subisce i segni del tempo, anzi a ogni rappresentazione rinnova il proprio mito contagiando con entusiasmo sempre maggiore le centinaia di migliaia di spettatori, oltre 300mila tra il 2014 e 2016, che in Europa e in Italia hanno scelto di andare a vederlo.

E se dopo ormai quasi 23 anni di successi (più di 1.600 rappresentazioni, 160 artisti che si sono alternati nel cast, oltre 1milione e 700mila spettatori, quattro diverse edizioni e ancora, 12 anni consecutivi in cartellone nei Teatri italiani dal 1994 al 2006) questo spettacolo continua ad emozionare gli spettatori di tutte le età, passando di generazione in generazione, il merito va tutto a un mix di fattori vincenti: innanzitutto il grande lavoro artistico e produttivo di Massimo Romeo Piparo e della sua squadra, che hanno saputo rendere al meglio sulla scena la forza trascinante di una storia universale, dai valori positivi e dai forti sentimenti, in cui la musica diviene protagonista. Emerge poi, in uno spettacolo in lingua originale e interpretato interamente dal vivo, l’indiscutibile eccellenza artistica del cast, primo fra tutti Ted Neeley, l’indimenticabile protagonista dello storico film di Norman Jewison del 1973 che ha dato una impronta mitica e indelebile al ruolo di Gesù. Senza contare l’imponente e spettacolare allestimento che rende onore all’Italia sui palcoscenici internazionali, dimostrando che il nostro Paese ha raggiunto ormai livelli competitivi in termini di qualità artistica e professionalità nel musical. Ne sono prova i sold out e le standing ovation a scena aperta che da anni accompagnano lo spettacolo, così come il prestigioso MusicalWorld Award, uno dei riconoscimenti internazionali più autorevoli nell’ambito del musical, che ha premiato il Jesus Christ Superstar prodotto dalla PeepArrow Entertainment di Massimo Romeo Piparo come migliore produzione internazionale in Olanda nel 2016.  Ancora una grande occasione quindi per il pubblico italiano, che avrà l’occasione di conoscere o rivedere una delle più entusiasmanti storie mai scritte, per emozionarsi in uno spettacolo che celebra il talento, i grandi sentimenti e la bellezza travolgente della musica rock. Accanto al mitico Ted Neeley nei panni di Gesù, torneranno l’Orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello, l’ensemble di 24 tra acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

Ma la storia di Jesus Christ Superstar continuerà anche dopo il tour in Italia. Per tutti i fan più appassionati l’appuntamento infatti sarà proprio in Olanda, al Rotterdam Ahoy, dove il 5, 6 e 7 maggio ci sarà il gran finale di questa produzione: una rappresentazione piena di sorprese e incredibilmente spettacolare, ispirata all’ allestimento dell’Arena di Verona del 2014 e che vedrà al fianco di Ted Neeley un cast davvero speciale.

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Tour italia 2017:

11 e 12 febbraio 2017 – TRENTO                        AUDITORIUM SANTA CHIARA

dal 15 al 26 febbraio – MILANO ASSAGO       TEATRO DELLA LUNA

8 marzo – VARESE                                                 TEATRO APOLLONIO

dal 10 al 12 marzo – GENOVA                            POLITEAMA GENOVESE

dal 14 al 15 marzo – CASSANO MAGNAGO    TEATRO AUDITORIO

dal 17 al 19 marzo – TORINO                              TEATRO COLOSSEO

dal 23 al 26 marzo – CATANIA                           TEATRO METROPOLITAN

dal 4 al 5 aprile – COSENZA                                TEATRO RENDANO

dall’ 8 al 9 aprile – BARI                                       TEATRO TEAM

dal 12 al 23 aprile – ROMA                                   TEATRO SISTINA

 

JESUS CHRIST SUPERSTAR

 di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice

regia di MASSIMO ROMEO PIPARO

 TED NEELEY  – Gesù

FEYSAL BONCIANI – Giuda

PARIDE ACACIA – Hannas

SIMONA DISTEFANO – Maddalena

EMILIANO GEPPETTI –  Pilato

ELIA LO TAURO – Simone

FRANCESCO MASTROIANNI – Caifa

SALVADOR AXEL TORRISI – Erode

MATTIA BRAGHERO –  Pietro

 Ensemble

Giovanni Abbracciavento, Giada Cervone, Federico Colonnelli, Francesco Consiglio, Lorenzo De Baggis, Mattia Di Napoli, Simone Giovannini, Daniel Guidi, Francesca Iannì, Benedetta Imperatore, Alessandro Lanzillotti, Rosella Lubrino, Nicole Marin, Marta Melchiorre, Lazaro Rojas Perez, Daniele Romano, Carlotta Stassi, SaraTelch, Carmela Visciano

Orchestra

Direzione Musicale EMANUELE FRIELLO

Emanuele Friello (Tastiera 1 e Direzione)

Angelo Racz (Direttore Associato/Tastiera 1), Federico Zylka (Tastiera 2), Andrea Inglese (Chitarra 1), Stefano Mandatori (Chitarra 2), Massimo Pino (Basso),

Stefano Falcone (Batteria), Andrea Di Pilla (Tromba), Vincenzo Parente (Corno francese)

Scene GIANCARLO MUSELLI elaborate da TERESA CARUSO Costumi CECILIA BETONA

Luci DANIELE CEPRANI Suono ALFONSO BARBIERO Coreografie ROBERTO CROCE

Cipro, diviso da un muro, unisce 37 nazioni per i Campionati EBSA 2017

Cipro, diviso da un muro, unisce 37 nazioni per i Campionati EBSA 2017

Cipro è una grande isola del Mare Nostrum, la terza per estensione, con insediamenti della civiltà che affondano in tempi quasi preistorici e tutt’ora eccellente meta turistica con ampio ventaglio di proposte per i suoi visitatori. Nel palinsesto delle attrazioni di questa primavera si è inserito anche il Campionato Europeo di Snooker con sede all’Hilton Hotel di Nicosia, la capitale. Numeri di tutto rispetto con 37 paesi partecipanti in tre competizioni organizzate a nominare il campione europeo under18 con 75 giovanissimi, under21 con 90 presenze ed il regolare con 115 fortissimi player.

Nella grande Venue dell’Hilton, oltre mille metri quadrati, hanno trovato posto 16 tavoli Star perfettamente equipaggiati e le tribune per il pubblico. Infine, a dirigere le centinaia di incontri, 34 arbitri internazionali che definire eroici sarebbe diminutivo per i turni massacranti ai quali sono sottoposti. In un office poco lontano è installato il quartier generale con il presidente Maxime Cassis, Simon Smith, PJ Nolan ed altri con funzioni di coordinamento generale. Si tratta di grandi manifestazioni sportive, legate al mondo dilettantistico ma non per questo molto inferiori al circuito che tanto ammiriamo in TV. Molti di questi giocatori infatti, vantano le realizzazione della massima serie 147, sia in allenamento che in competizione, pur svolgendo nella loro vita normali occupazioni lavorative. Lo snooker ha già compiuto 150 anni di età e le terre dove è diffuso da quell’epoca dettano ancora legge per vittorie e per qualità del gioco espresso.

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La nostra nazionale azzurra, in questa occasione, composta dal Campione Nazionale “Mitraglia” Tonini, dall’elegante centurione Manoli e dal navigato Nicolò, ha tagliato i nastri di partenza dei gironi di qualificazione con lo spirito giusto. Nessuna illusione, superbia zero, solo la consapevole certezza di vendere cara la pelle considerando attentamente le soluzioni tattiche con un gioco misurato ed ostico. Questo il profilo esposto per affrontare i gironi di qualificazione, ognuno con 5 partecipanti e solo 3 biglietti per accedere ai 64esimi, da lì in avanti ad eliminazione diretta. Scozia, Belgio, Islanda e Albania nel girone di Mitraglia non gli impediscono di battersi con furore trovando nel match chiave la giusta ispirazione per superare il veterano centurione islandese Egisson. Nel decider, dopo la una sudata rimonta dal pesante 3 a 1 che stava subendo, Tonini ingaggia un gioco di posizione dove si rivela molto efficace e maturo, piazzando nel momento giusto i colpi che gli procurano l’ampio margine del 59 a 29, la vittoria del match ed il passaggio di turno. Grande Mitraglia! Galles, Germania, Francia e Belgio contendono il girone di Nicolò che mette in campo una generale maturità biliardistica sempre utilissima in questi frangenti. Alcuni match scivolano inevitabilmente di mano a causa della soverchiante potenza di fuoco degli avversari. Molto bene sul piano tattico in quanto gli unici break di spicco che subisce sono due, 59 e 71 contro il gallese Pagett ed un 64 contro il giovane tedesco Frede. L’incontro importante per il girone e credo per l’esperienza snookeristica di Nicolò viene con il pluricampione campione transalpino Ochoiski. Partenza a razzo e subito 2 a 0 a nostro favore, terzo frame combattutissimo ma la spunta ancora, in gloriosa rimonta sulle ultime tre colorate, il coriaceo Nicolò. Dall’alto del 3 a 0 il paesaggio sembra sereno e l’occhio disteso sull’orizzonte ma ad un certo punto l’esperienza ventennale del francese in questa disciplina si fa sentire. Il cielo si riempie di nubi minacciose e contemplare il paesaggio non è più così spontaneo, inizia una scalata lenta ma inesorabile di Ochoiski per portarsi a pari quota. Ci riesce. Arrivando al decider la carica travolgente di chi rimonta spazza via le forze logorate di chi difende e con un perentorio 59 a 19 mette fine alle quasi cinque ore di aspra battaglia. Il 48enne Nicolò arricchisce la sua già ampia esperienza e porta a casa un risultato di assoluto rispetto contro il capitano francese, non possiamo che esserne fieri.

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Il gruppo Q schiera forze importanti: Irlanda, Malta, Bulgaria e Ungheria. Manoli, nostro centurione con grandi potenzialità offensive, è in questa gabbia di combattimento e qui resterà battendosi e soffrendo fino alla fine. Brian Cini, maltese allievo di Drago e White non accetta alcun dialogo e piazza pure due break di 54 e 76. Con l’Irlanda non va meglio e, nonostante Dowling costruisca ben tre break sopra i cinquanta Manoli riesce comunque nell’impresa di strappare un frame. Bulgaria e Ungheria sono avversari più abbordabili ma da non sottovalutare. Con l’ungherese Babecz l’incontro prosegue equilibrato perché il nostro azzurro non riesce completamente ad entrare in partita. I frame vengono vinti in alternanza ma la performance mentale di Manoli è disturbata anche da un pizzico di “vento contrario” che gli soffia contro. Qualche folata fortunosa spinge l’avversario ad aggiudicarsi punti non proprio meritati e fatalmente questo accade proprio al decider. L’ultimo incontro con il giovane bulgaro Chomovski è ancora scoppiettante. Manoli non sviluppa la sua solita travolgente capacità di costruire buoni break da layout diffcili, i frame si alternano ancora ma in questa occasione le buone forze non lo abbandonano e nell’ultimo settimo frame riesce a vedere con nitidezza l’obiettivo delle vittoria. Manoli si riappropria per una manciata di minuti del suo talento e supera di volata il promettente ragazzo dell’est. Stretta di mano e, forse proprio per quel vento contrario dell’altro match, la differenza tra frame vinti e persi non premia. Manoli resta vittima di un girone storto che avrebbe meritato di passare.

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La città di Nicosia, che ospita questi europei, è divisa da un muro che ricorda la ferita alla dignità umana che è stata Berlino per molti anni. Nel nord dell’isola, l’occupazione turca, sin dal 1974, ha illegalmente dichiarato la fondazione di una Repubblica di Cipro Nord, mai riconosciuta dalle Nazioni Unite. Tutto il paese è diviso dalla “linea verde” che passa anche dentro la capitale ma, nonostante questa insensata e oltraggiosa separazione, il popolo cipriota è affabile e cordiale, con il sorriso spontaneo e sempre pronto a fornire aiuto. Così, dopo aver eletto il nostro ristorante di fiducia proprio per queste positive disposizione umane, al termine dei gironi ci ritiriamo per cena in attesa dell’unica chiamata ancora utile alla nostra spedizione azzurra, Tonini – McCormack. Ancora l’Irlanda a sbarrarci la strada, ancora questa lunga e consolidata tradizione sportiva come un colosso da affrontare. Mitraglia consuma una cena leggera e poi si ritira per un pizzico di raccoglimento prima del match che gli consentirebbe di accedere al tabellone dei 64. Si tratta di un match di qualificazione costretto dall’esubero di 10 player dai gironi, un ulteriore ostacolo sul cammino. La partita inizia benissimo e Tonini si aggiudica i primi due frame quasi senza grandi difficoltà. Non ci saranno break registrati per tutto l’incontro ma le visite al tavolo da parte di McCormack si fanno molto più redditizie e nel giro di poco agguanta il pareggio. Mitraglia inizia ad incepparsi, siamo oltre le 23.30 e tutti i frame giocati dalla mattina iniziano a chiedere il conto delle energie. Gli ultimi due frame sono quasi a senso unico tranne qualche efficace difesa del nostro campione. Nel settimo frame,  abbarbicati dietro le transenne di quella grande hall dell’Hilton, abbiamo sperato per qualche minuto ma era solo un riflesso condizionato per contrastare la consapevolezza che l’avventura stava terminando. Bravi Tonini, Manoli e Nicolò, bravi perchè ottimi sportivi, disposti al confronto per accumulare esperienza, complimenti per questo episodio significativo che avete scritto nella storia dello snooker italiano. Grazie ancora per averci dato altre belle storie da raccontare, storie di sport pulito e senza polemiche. E senza polemiche si dorme meglio, scusate se è poco…

Michael e Valentina, storie di italiani alle Olimpiadi speciali

Michael e Valentina, storie di italiani alle Olimpiadi speciali

L’obiettivo?Capire il senso più puro dello sport, quello che si pratica insieme ad amici, non avversari. Quello che ti fa esultare qualunque sia il risultato”. Michael Carollo ha 22 anni, è affetto da sindrome di Down e sarà il portabandiera azzurro ai prossimi Special Olympics in Austria. Il giovane atleta è stato “adottato” da La Ruota Internazionale, organizzazione no profit che da anni si impegna in progetti sociali in Italia e a livelli internazionale. Insieme a lui ci sarà Valentina Pettinacci, 36 anni, con una disabilità intellettiva dall’infanzia.

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Michael sarà il più giovane a partecipare alle Olympics: 2.700 atleti, 107 nazioni rappresentate, 3.000 volontari, 1.100 coach, oltre 20.000 biglietti venduti. L’evento animerà l’Austria in 3 differenti location: Graz, Schaladming-Rohrmoos e Ramsau. La cerimonia d’apertura è prevista per sabato 18 marzo, alle ore 19 allo stadio Planai. Le gare, da domenica 19 fino al 23 marzo, si articoleranno in 9 discipline sportive invernali, tra cui pattinaggio artistico, sci alpino, sci nordico, floorball, corse con le racchette da neve e snowboard.

L’Italia si presenta con una delegazione di 48 atleti.

Tutto è nato grazie ad una serata di beneficenza promossa dall’ambasciatore d’Austria presso la sua residenza – racconta Anna Maria Pollak, responsabile di La Ruota InternazionaleCi siamo attivate nella raccolta fondi, abbiamo conosciuto tanti giovani atleti dell’Associazione Special Olympics e le loro famiglie”. Il progetto è stato presentato anche a Roma, in una conferenza stampa convocata nella Sala della Lupa di Montecitorio.

Michael si è avvicinato allo sci per seguire la passione di famiglia: parteciperà alle gare nello sci alpino. Valentina, invece, si esibirà nello sci di fondo. Entrambi si allenano oltre 5 ore a settimana, e “grazie allo sport – continua Pollak – si mettono alla prova tutti i giorni, superano i limiti imposti dai loro problemi”.

È la prima volta che l’associazione La Ruota Internazionale si impegna in progetti simili: l’obiettivo è continuare a seguire con entusiasmo per “riuscire nell’impresa di aiutare ancora una volta ragazzi speciali”. Valentina e Michael sono emozionati: il debutto si avvicina e l’ansia cresce. Ci sono storie, però, in cui si vince sempre, al di là del risultato.

 

Baseball: l’Italia esce con onore dalle World Classic

Baseball: l’Italia esce con onore dalle World Classic

Terminano le World Baseball Classic per l’Italia che esce sconfitta dallo spareggio con il Venezuela a chiusura del primo turno del Gruppo D.
Ottima prova per gli azzurri che meritavano ampiamente di passare il turno contro i sudamericani dato l’immediato vantaggio e gli 0 punti concessi al Venezuela per 5 riprese ma poi i colpi dei campioni venezuelani hanno avuto la meglio grazie al fuoricampo di Miguel Cabrera, uno dei migliori battitori del mondo che gioca con i Detroit Tigers ed ha vinto le World Series nel 2003 con i Marlins.

Alex Liddi, il primo italiano in MLB, ci ha provato fino all’ultimo dimezzando lo svantaggio al nono inning ma non riuscendo a compiere l’impresa.
Esce dunque l’Italia dal grupo de la muerte come lo avevano ribattezzato oltreoceano dato che le avversarie degli azzurri sono state tutte latine e tutte comprese tra la sesta e la dodicesima posizione del Ranking Mondiale. Venezuela, Messico e Porto Rico, tutte squadre ricche di giocatori della Major League Baseball, la più importante lega del mondo, con l’Italia hanno però regalato spettacolo e la squadra di coach Mazzieri ha dimostrato al mondo che il livello del baseball italiano è cresciuto esponenzialmente ed ora anche l’Italia può stare al tavolo dei grandi.

Dropping Odds: il metodo di scommettere che l’Italia vuole oscurare

Dropping Odds: il metodo di scommettere che l’Italia vuole oscurare

Il mercato sconta tutto. Se avete fatto studi economici, questa frase non dovrebbe esservi nuova perché è  il primo principio della Teoria del grande economista Charles Dow a proposito dell’analisi tecnica dei mercati. Ma cosa vuol dire che il mercato sconta tutto?  In breve nella grande divisione dei due tipi di analisi con cui si può analizzare un mercato, quella fondamentale che cerca i valori intrinsechi del mercato e quella tecnica che si basa su grafici e valori del passato che si riproporranno anche in futuro, quest’ultima non necessita di un’informazione continua sull’economia globale, poiché qualunque cosa dovesse succedere, ad esempio guerre e recessioni, l’effetto si noterebbe subito sul grafico analizzato. Questo comporta che, per assurdo, anche una persona con pochi rudimenti economici, ma in grado di analizzare un grafico, sarebbe in grado di predire il movimento di mercato. Cosa c’entra questo con le scommesse? Nelle scommesse è più o meno la stessa cosa. C’è chi fa analisi tecnica andando ad analizzare le statistiche, i goal fatti, quelli subiti ed i precedenti tra le due squadre e chi, invece, predilige l’analisi di stampo fondamentale quindi darà più importanza a stato di forma, stanchezza, squalifiche, infortuni e morale, tutte componenti non valutabili numericamente  tramite statistiche o grafici.

Fatto questo lungo preambolo proprio questo tipo di analisi, quella tecnica, è un strategia di scommesse vincente nel lungo periodo. Se è vero che il mercato sconta tutto, analizzando le quote dei bookmakers e il loro mutamento man mano che l’evento si avvicina è possibile fare un’analisi, un pronostico, molto accurato. Andando nel pratico: se in una partita di calcio una squadra è data favorita a quota 1.80 (55% di possibilità) ma poche ore prima della partita la sua quota scende a 1.65 (61% di possibilità) cosa vuol dire? Cosa è successo? E’ successo che il mercato sta scontando tutto e le cause possono essere varie: ingenti somme di denaro scommesse sulla squadra favorita, il recupero di un giocatore chiave, una defezione importante nell’altra squadra e tanto altro ancora. Vien da se quindi che avere uno strumento che ci permetta di sapere quali quote stiano cambiando, come e quanto stiano cambiando sia un aiuto importante per lo scommettitore.

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 Questi servizi ci sono, sono tanti, ma c’è un problema. Nel nostro paese alcuni di questi sono oscurati e, quelli che non lo sono, nel momento in cui si clicca sulla pagina “dropping odds”, pagina che fa vedere gli eventi che hanno subito una variazione notevole di quota (di solito sopra il 20%), esce fuori la scritta “Sfortunatamente stai accedendo da un paese dove la legge ci proibisce di offrire il servizio completo”. Perché lo stato proibisce l’utilizzo di tale strumento? Chi ha l’interesse a nascondere questo tipo di servizio? La risposta sembra in effetti abbastanza scontata. Una cosa è sicura: se esiste un metodo, un servizio, e qualcuno cerca di oscurarlo, proibirlo o nasconderlo, è molto probabile che quel metodo funzioni.

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