La rinascita di Kyle Lafferty che si stava “giocando” la carriera

La rinascita di Kyle Lafferty che si stava “giocando” la carriera

“C’è stato un periodo, nel corso della mia esperienza con i Rangers, in cui non avevo niente di meglio da fare che scommettere, fisicamente oppure online.”

A rilasciare tali, sconcertanti, dichiarazioni è stato il bomber nordirlandese Kyle Lafferty, visto anche dalle nostre parti con la maglia del Palermo.

Una storia particolare la sua.

A soli diciotto anni, il gigante di Enniskillen debutta con la maglia del Burnley, seconda serie inglese.

Da lì in poi, la sua carriera è in completa ascesa e a ventuno anni arriva a vestire la maglia della squadra protestante di Glasgow, quei Rangers a cui prima si accennava.

Quattro stagioni di ottimo livello prima della dolorosa separazione: Lafferty trasloca in direzione Svizzera, precisamente al Sion. Il soggiorno elvetico, però, dura una sola annata e per il buon Kyle si aprono poi le porte del Belpaese: è il Palermo appena retrocesso in Serie B a puntare forte su di lui per l’immediato riscatto.

I gol arrivano (alla fine saranno undici in totale) ma Lafferty, ancora una volta, cambia immediatamente casacca.

“Pensa troppo alle donne e Iachini non riesce a fargli mettere la testa a posto”, dirà Zamparini di lui. Forse, però, i problemi sono anche altri, proprio quelli emersi pubblicamente circa un anno fa: i demoni legati al vizio del betting, che vi avevamo raccontato.

“Non potevo puntare sul calcio, mi era vietato. Scommettevo persino sui cavalli e sui cani, anche se non sapevo nulla al riguardo. Sono finito anche a giocare alle roulette online, perdendo somme molto grandi senza mai preoccuparmi. L’aiuto dei compagni di squadra è stato fondamentale, sia prima che adesso. La scommessa calcistica ai tempi del Norwich? Era sbagliato e lo sapevo, ma ho ceduto. La FA però mi ha dato una grossa mano, mettendomi in contatto con una clinica in cui svolgevo sedute bisettimanali con uno psicologo.”

Queste sono altre, significative, parole estratte da una recente intervista a cuore aperto alla BBC dell’ex attaccante palermitano, il quale, comunque, sembra finalmente aver vinto la sua battaglia più importante.

Oggi Lafferty è tornato a giocare e segnare con grande regolarità (6 gol in 10 partite) nel massimo campionato scozzese, con la maglia degli Hearts of Midlothian.

A trent’anni appena compiuti, chissà che quella di Kyle Lafferty non sia una meravigliosa storia in grado di stupirci ancora.

Good luck!

Ludopatia dilagante: non solo giovani e maschi, a “giocarsi” la vita anche donne e anziani

Ludopatia dilagante: non solo giovani e maschi, a “giocarsi” la vita anche donne e anziani

Nonostante lo Stato continui a girarsi dall’altra parte a fronte di un giro di interessi miliardario, la ludopatia in Italia è un fenomeno sempre più crescente che non colpisce più solo gli uomini adulti ma anche i giovanissimi e le donne.

Con lo scopo di attirare denaro, i giochi a premi oggi sono numerosissimi e diversi così da attrarre persone e generi diversi. Ad ognuno il suo gioco insomma.

Fare una stima dei dati della ludopatia non è facile: molti non sanno di essere ludopatici, altri non si rivolgono alle strutture pubbliche bensì a specialisti privati, altri ancora o sanno di avere un problema ma restano in silenzio. A questo va aggiunto il fatto che lo Stato che intasca tanti soldi dal gioco d’azzardo ha tutto l’interesse a mantenere sopito il problema ludopatia, quindi i criteri ufficiali per essere considerati ludopatici sono molto ristretti e prevedono solo le situazioni gravissime.

La cronaca più recente ci consegna la storia di una signora di Treviso, vedova settantottenne, che ha sperperato nel giro di un anno duecentomila euro tra gratta&vinci, lotto e slot machine. Un esempio fulgido di ludopatia che colpisce anche gli anziani e soprattutto le donne, sempre poco considerate quando si parla di ludopatia.

A peggiorare la situazione il fatto che la signora, quando non se la sentiva di camminare, veniva portata alla ricevitoria dai proprietari che la andavano a prendere in auto. Una buona azione o opportunismo dettato dal business? Il dubbio rimane, ma non siamo così sicuri che dalle stesse persone la signora avrebbe ricevuto lo stesso aiuto per attraversare la strada o per andare a fare la spesa.

 

Video Slot: il gioco dove non ci guadagna nessuno (neanche la macchinetta)

Video Slot: il gioco dove non ci guadagna nessuno (neanche la macchinetta)

Da diversi anni, oramai, non è più necessario muoversi da casa per tentare la fortuna. Dal momento in cui AAMS ha legalizzato il gioco online si sono moltiplicati i concessionari e la consequente offerta di gioco online. La categoria di gioco più amata della rete è sicuramente quella delle video slot.

Ogni slot online prima di essere messa in rete deve essere “certificata”, ovvero, deve superare dei controlli da parte di società terze che ne verificano l’algoritmo e ne valutano la conformità con le norme italiane.

Garantita la regolarità, ogni slot, poi, è una storia a sé, ma si può affermare senza particolari problemi che, in media, le slot online sono tarate per ridare indietro in pagamenti circa il 95/96% di quello che viene incassato. In gergo, si chiama RPT (return to player, ritorno al giocatore), ed in genere varia dal 97% al 93% a secondo della slot o anche a secondo dell’operatore, perché a volte l’RPT può essere modificato (entro certi limiti di legge) dall’operatore stesso.

Ma andiamo a vedere dall’interno come è strutturata una slot online (ne ho selezionata una a caso per voi):

Nome Slot RTP Teorico RTP

Gioco Base

RTP

Bonus

Frequenza di vincita nel gioco base Frequenza dei giochi bonus
Irish Eyes 2 95.04% 74.944% 20.1% 1 in 2.47 1 in 125

 

Il gioco proposto in una slot è diviso in due parti: il gioco base e quello bonus. Ovviamente anche il “Ritorno al giocatore” e’ diviso in due parti, perché una parte dei soldi incassati verrà riconsegnata durante il gioco base, un’altra parte durante i giochi bonus.

Questa è una divisione fondamentale, ricordatevela quando giocate. Perchè questo e’ il motivo per il quale, a meno che non si ha la fortuna di lanciare un gioco bonus (per esempio i giri gratis) si ha l’impressione di perdere i soldi  un po’ più velocemente di quello che è la RTP totale. Ora sappiamo il perché, la macchina sta accumulando risorse per pagare durante i giochi bonus (dove spesso si vincono somme più grandi rispetto al gioco base).

In questa slot specifica, si vincerà nel gioco base (in media) una volta ogni 2.5 giri/spin, e si lancerà un gioco bonus una volta ogni 125 Spin/giri. Ogni slot, più o meno, è strutturata in maniera simile.

Dopo aver parlato di Lotto e di Gratta e Vinci, ora abbiamo maggiori informazioni anche sulle Slot online. Il quadro che stiamo dipingendo, per chiarire come sono strutturati i giochi d’azzardo, è a buon punto oramai. Siamo quasi pronti a giocare responsabilmente e scegliere il nostro gioco preferito…

11 Miliardi che non esistono ma che salvano spesso i bilanci dello Stato. La Ludopatia esiste davvero?

11 Miliardi che non esistono ma che salvano spesso i bilanci dello Stato. La Ludopatia esiste davvero?

La Fondazione Bruno Visentini dell’Università Luiss di Roma ha presentato il “Rapporto 2017” sulla percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia con  un’analisi a livello territoriale, di genere, per classi di età e sociale del gioco fisico ed on-line in Italia, su un campione di 1.600 intervistati. Il risultato è che il 44% degli italiani maggiorenni ha scommesso almeno una volta nell’ultimo anno, ma solo lo 0.9% è da considerarsi un “gambler” problematico a forte rischio ludopatia. Gratta e Vinci, Lotterie e SuperEnalotto i giochi più amati.

La Fondazione sostiene che “la stragrande maggioranza dei cittadini ha un rapporto sereno con il gioco”. Il gioco preferito dagli Italiani continua a essere quello del Gratta&Vinci seguito dalla Lotteria Italia per le donne e dal Superenalotto per gli uomini, ma la percentuale maggiore di giocate è invece concentrata per quasi il 50% nelle Newslot e Videolottery.

Che lo stato italiano abbia molto più interesse ad incentivare il gioco piuttosto che frenarlo non è certo un mistero. L’industria de gioco, infatti, è una delle più floride in Italia, pari allo 0.6% del PIL nostrano e porta nelle casse dello stato italiano circa 11 miliardi di euro in gettito fiscale. Ergo, nonostante le campagne politche “politically correct” atte a limitare il gioco d’azzardo da parte di quasi tutti i partiti per prendere dei voti in più, difficilmente queste troveranno mai una vera e propria attuazione poiché vorrebbe dire far perdere il posto di lavoro a decide di migliaia di persone impiegate nel settore e soprattutto un grandissimo introito economico.

Si possono perdere 600.000 euro in due ore? Chiedetelo a Wayne Rooney

Si possono perdere 600.000 euro in due ore? Chiedetelo a Wayne Rooney

Lo scorso 16 marzo, per festeggiare la vittoria contro il Rostov in Europa League Wayne Rooney ha deciso di fare una capatina al 235 Casino di Manchester per “due puntatine” al BlackJack e alla roulette. Come riporta il Sun, tabloid inglese sempre attento a Gossip, bevendo una birra dietro l’altra l’asso del Manchester United si è fatto sfuggire un po’ troppo la mano.

Secondo un testimone oculare l’attaccante inglese si è presentato verso mezzanotte da solo all’interno dell’edificio. Qui il bomber avrebbe cominciato a puntare pesantemente sul rosso alla roulette, ma anche al blackjack, facendo la spola tra un tavolo e l’altro e ingurgitando birre a ripetizione. “Ma non era ubriaco”, precisa la fonte.

Rooney, che al 235 Casino ha il suo conto di gioco privato ed è ovviamente è un cliente VIP, avrebbe “continuato a cercare di recuperare le perdite. La gente lo guardava e sembravano scioccati da ciò che stava succedendo. Alla fine lui sembrava proprio amareggiato”.

Facendo due calcoli: Rooney guadagna circa 17 mln di euro all’anno (sponsor esclusi), quindi 1.4 mln di euro al mese. In due ore ha praticamente dilapidato poco meno di metà mensilità, 5000 euro al minuto, 83 euro al secondo. Incredibile.

Ovviamente la capatina disastrosa di Rooney al casinò non è rimasta impunita. Una volta che l’attaccante dello United ha fatto ritorno a casa, La moglie Coleen,  in gita coi figli Kai, Klay e Kit, si sarebbe letteralmente infuriata. Lo stesso Rooney aveva raccontato nella sua autobiografia ufficiale di quanto Coleen si fosse arrabbiata quando l’attaccante perse 50.000 sterline ancora agli inizi della sua carriera. Immaginatevi la scenata una volta scoperto la perdita di  un importo dieci volte superiore.

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