FIFA: I MONDIALI “COMPRATI” E IL RAPPORTO GARCIA MAI PUBBLICATO

FIFA: I MONDIALI “COMPRATI” E IL RAPPORTO GARCIA MAI PUBBLICATO

“La tangente è stata un invitato immancabile nella grande abbuffata della FIFA”. Se questa frase contenuta nel libro “Una Fifa del diavolo” scritto da Gaia Piccardi e Guido De Carolis, fosse confermata da fatti e dalle sentenze allora vorrebbe dire che anche il mondo delle tangenti è così piccolo tanto quanto lo è quello della politica. Se il potere è uguale dappertutto, lo sono (purtroppo) anche le tangenti.  E che la realtà della FIFA, non sarebbe così lontana da quella dell’Italia del 1992. Quando il Belpaese all’improvviso scoprì (con le inchieste di Mani Pulite) di essere diventata la Tangentopoli d’Europa. Nella quale ogni giorno si scopriva che la democrazia cedeva il passo al malaffare e la corruzione regnava sovrana.

Ventiquattro anni dopo, la più importante organizzazione al mondo per quanto riguarda il gioco del calcio, cioè la FIFA, scopre all’improvviso di essere diventata come l’Italia del 1992. Una Tangentopoli appunto, del calcio, ma su scala planetaria. Dove la partita che si gioca è nelle stanze del potere e l’oggetto del contendere non è la coppa del Mondo ma l’assegnazione del Mondiale.

Le “mazzette” si passano come fossero palloni e vince che offre la “mazzetta” più alta. E’ questo il quadro che esce dalle pagine del libro scritto dai due giornalisti di Corriere della Sera. Che raccontano di una FIFA che nel tempo si sarebbe trasformata in una tavola imbandita per una “grande abbuffata”, appunto, nella quale la tangente sarebbe rimasta per anni l’“invitato immancabile”. E’ così che sarebbe successo per Sudafrica 2010 e adesso a quanto pare, anche per i mondiali di Russia e quelli del Qatar. Che devono ancora disputarsi ma che sono già stati assegnati. E sui quali adombra il sospetto che entrambi siano stati comprati. Da chi e a quale prezzo non è dato sapere e saranno le inchieste, da questo punto di vista, a dirci se i sospetti riusciranno a tramutarsi in prove.

Intanto però, come raccontano la Piccardi e De Carolis nel loro libro, ci sarebbe il rapporto “che scotta” stilato da Michael J. Garcia, l’investigatore messicano assoldato da Blatter per fare pulizia all’interno della FIFA. E che per l’ex numero uno del calcio mondiale si  sarebbe rivelato come il più clamoroso degli autogol. Dato che il suo potere dentro la FIFA avrebbe cominciato a sgretolarsi proprio in seguito alle indagini di Garcia (uno che infatti avrebbe la fama di non guardare in faccia a nessuno). Il quale, all’interno del suo rapporto, avrebbe raccolto così prove e testimonianze contro quel “sistema di tangenti” che sarebbe in atto, “da anni”, dentro la FIFA e “radicato soprattutto in Africa e nelle Americhe”. Che avrebbe consentito alla Russia e al Qatar di ottenere l’aggiudicazione dei Mondiali del 2018 e 2022.

Il rapporto, che non è mai stato reso pubblico, è stato consegnato al presidente del Comitato etico della FIFA John Eckert, il quale ha voluto sintetizzarlo dichiarando nel novembre del 2014 che “la Russia e il Qatar hanno commesso irregolarità ma in ambito molto ristretto”. Senza tuttavia spiegare quale sia questo “ambito molto ristretto”. Una sintesi, quella di Eckert, che Garcia non avrebbe apprezzato a tal punto di arrivare a denunciare alcune distorsioni (operate dal Presidente del Comitato Etico) rispetto al contenuto originale del suo rapporto. La questione Eckert-Garcia finirà anche dinanzi allo stesso Comitato etico della FIFA che alla fine deciderà, con una sentenza salomonica, di “assolvere” sia il giudice che l’investigatore. Il quale, però, soltanto un mese dopo la pubblicazione della sintesi del giudice, deciderà di lasciare (non senza polemiche) l’incarico alla FIFA.

“La decisione di Eckert dimostra che il mio lavoro è finito” dirà Garcia. Del suo lavoro alla FIFA, rimane il suo rapporto contro la corruzione. Il cui contenuto però, non è ancora mai stato pubblicato. Ancora oggi, sono in molti a domandarsi il perché.

La FIFA chiede i danni a se stessa

La FIFA chiede i danni a se stessa

Alla vigilia della prima riunione del Comitato Esecutivo Fifa dalla elezione del nuovo Presidente Gianni Infantino, la Federazione calcistica mondiale è intenzionata a chiedere un risarcimento ai dirigenti che, per il loro comportamento, hanno arrecato un danno non solo monetario ma, soprattutto, relativo alla reputazione e al Brand del movimento calcio.

Queste le parole del subentrante al colonnello Blatter, travolto, con molte figure di spicco del calcio mondiale nello scandalo che ha portato alla luce pratiche criminali come tangenti e strategie di corruzione, nonché percentuali spropositate. Infantino sottolinea come i soldi sottratti al mondo del calcio hanno impedito la messa in opera di progetti volti a valorizzare e promuovere lo sport nel mondo ed aiutare lo sviluppo dei settori giovanili e l’acquisto del materiale necessario.

Continua evidenziando come quel denaro indebitamente dirottato verso i 41 imputati come Blazer, Webb e Warner, non doveva essere destinato ad interessi personali e verranno controllati anche gli stipendi, i benefit e i bonus che questi dirigenti hanno ottenuto nel loro periodo in carica alle Federazioni continentali tra cui Concacaf e Conmebol.

L’obiettivo è riprendersi quelle somme, milioni di euro, per destinarli di nuovo ai loro scopi originali e verrà fatto di tutto affinché possano essere risarciti, a prescindere dal tempo necessario. C’è da capire se in questa maxi operazione risarcitoria saranno coinvolti anche Blatter  e il Presidente della UEFA, molto vicino ad Infantino, Michel Platini.

Calcio e Corruzione : così i tifosi perdono la passione

Calcio e Corruzione : così i tifosi perdono la passione

La corruzione nel calcio sta mietendo vittime non solo all’interno del sistema ma soprattutto tra chi del calcio ne fa una passione: i tifosi. E’ questo il risultato di un approfondito report da parte della Trasparency International.

L’organizzazione non governativa che analizza i fenomeni di corruzione nel mondo ha infatti pubblicato un documento di 400 pagine interamente dedicato allo sport (Global Corruption Report : Sport) attraverso il quale si è studiato l’impatto della corruzione, sottoforma di match fixing e accordi sottobanco nei quadri dirigenziali, con particolare attenzione al calcio.

Una parte di questa indagine ha riguardato l’impatto che queste pratiche hanno sulla partecipazione dei tifosi, clienti finali della macchina calcio. Attraverso la Trasparency International – Forza Football Poll è stato preso un campione di 25 mila tifosi sparsi in 28 paesi, rivelando dati che chiariscono come qualcosa tra supporters e Football si stia rompendo.

Tra gli intervistati, il 69% evidenzia la sfiducia nei confronti della Fifa (il picco massimo in Cile con l’88%, minimo in Thailandia con il 31%). In Europa, “i più fiduciosi”, si fa per dire, siamo noi italiani con il 60% e la percentuale sale andando in Francia (63%), Germania (72%), Spagna e Inghilterra (76%) fino ad arrivare all’Irlanda e al Portogallo con l’80%.

L’analisi poi sottolinea anche un altro dato importante: la metà dei tifosi crede che la Fifa non potrà mai ritornare ad un grado di fiducia  pre FIFAGATE e, malgrado le imminenti elezioni, il 60% non vede nei candidati alla Presidenza l’inizio di un nuovo corso.

La visione più allarmante, però, riguarda il grado di attaccamento al calcio da parte dei tifosi: il reiterarsi di comportamenti loschi ed illegali ha influito pesantemente non solo sulla reputazione degli organi dirigenziali ma sulla passione con cui i tifosi vivono questa situazione. Il 43%, infatti,  si ritiene condizionato negativamente da quanto successo finora e scettico sulla possibilità che si possa avere un cambio di rotta.

Se anche il tifoso, ultimo baluardo in un calcio fatto oramai solo di numeri e bilanci, si sta disamorando, forse è davvero arrivato il momento di trovare soluzioni responsabili che possano riavvicinarci a quello che un tempo era considerato lo sport più bello del mondo.

Canovi: Ecco chi distrugge il calcio

Canovi: Ecco chi distrugge il calcio

La Redazione di IO GIOCO PULITO ha intervistato l’agente FIFA, Avvocato Dario Canovi , per approfondire i temi legati ai diritti tv, calciomercato e le vicende riguardanti Blatter, Platini e il Fifa Gate, in seguito all’udienza del Comitato Etico della Federazione calcistica mondiale.

 

 

 

 

 

FOTO: www.forzaroma.info

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FIFA GATE: Andrew Jennings, l’uomo che ha “incastrato” Blatter

FIFA GATE: Andrew Jennings, l’uomo che ha “incastrato” Blatter

“Signor Blatter, lei ha mai preso un tangente?”. Siamo nel 2002. Blatter è stato appena rieletto per il secondo mandato alla Presidenza della FIFA. Il giornalista di turno non è uno a caso, ma Andrew Jennings, scozzese, 71 anni, professione reporter d’inchiesta free lance. Il ruolo del personaggio in questione ricopre una posizione chiave nella maxi indagine condotta dall’FBI.

E’ lo stesso Jennings ad affermarlo il giorno dopo l’ondata di arresti che ha portato il fermo di 7 dirigenti ai vertici del calcio mondiale, nel giugno scorso: attraverso il suo profilo Twitter dichiara di aver consegnato documenti necessari all’FBI per dare inizio all’inchiesta sulla FIFA. Ed è lo stesso organo statunitense a darne conferma attraverso il quotidiano Washington Post.

Andrew Jennings non è un reporter improvvisato: possiamo affermare che abbia dedicato gran parte della sua vita professionale ad indagare e far emergere tutte le ambiguità che hanno sempre contraddistinto la Federazione calcistica mondiale e, in particolare, il modus operandi del suo numero 1 più famoso, per l’appunto, Joseph Blatter.

A testimonianza di tutto ciò, i suoi report su BBC Panorama, datati 2002 e 2006, dove Jennings aveva portato alla luce un giro di tangenti per l’aggiudicazione della competizione mondiale. Tangenti destinate, guarda caso, al colonnello svizzero. Ma il mastino scozzese non si è limitato a questo: dal 2002, conduce un’inchiesta sulle operazioni della ditta di forniture di materiale di abbigliamento ISL, International Sports and Leisure, facendo emergere che l’azienda, tra il 1992 e il 2000 avrebbe pagato oltre 36 milioni di euro a Joao Havelange, al tempo numero 1 della FIFA, e a Ricardo Teixeira, Presidente della Lega Sudamericana di calcio, al fine di ottenere la fornitura di materiale sportivo a FIFA, CIO e IAAF.

Ora che Blatter sta lentamente uscendo di scena dal panorama calcistico mondiale, Jennings individua nel presidente ad interim fino alle nuove elezioni, Domenico Scala, italo svizzero, “l’ennesimo bugiardo”, riassumendo il tutto con l’epiteto “pupazzo pagato da Blatter”. Non a caso, Jennings sta lavorando su un film che avrà come protagonista proprio Scala, accusato, dal reporter scozzese, di non aver adempiuto al ruolo, quando occupava la poltrona di Presidente dell’Audit and Compliance Committee, l’organo di revisione e vigilanza interno alla FIFA, non condannando  e non portando alla luce l’operato della Federcalcio mondiale.

Infatti, il nome di Scala compare, anche, in uno dei suoi libri intitolato con una parola derivata dal lessico italiano, che è già tutto un programma: Omertà- Sepp Blatter’s Fifa organised crime family, del 2014.

In merito alle parole di Jack Warner, già indagato per la tangente di 10 milioni a lui consegnata per il voto della Concacaf nell’aggiudicazione dei mondiali in Sudafrica del 2010, il quale additava l’FBI e le autorità statunitensi di portare avanti l’indagine FIFA al fine di sostituirsi alla stessa al comando delle Federcalcio internazionale, Andrew Jennings risponde alla sua maniera, concisa ma molto chiara : “E’ una stronzata”.

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