Sport e Molestie: una Storia di abusi sessuali, pedofilia e proposte indecenti

Sport e Molestie: una Storia di abusi sessuali, pedofilia e proposte indecenti

Negli ultimi tempi una vera e propria bomba è scoppiata nel mondo. Da Asia Argento in poi, come un effetto domino, il mondo ha “scoperto” le dinamiche becere di alcuni ambienti, le loro infami regole interne dove se le accetti sei dentro se ti opponi meglio cambiare lavoro. Tramutato nel concreto, dal punto di vista di una donna: se vieni molestata devi stare zitta, altrimenti addio sogni di carriera.

Nell’ipocrisia generale ed il finto stupore di chi da anni sapeva e non ha mai detto nulla facendo finta di cadere dalle nuvole, pian piano tantissime donne sono uscite allo scoperto denunciando i loro carnefici. Tra queste, va detto, alcune hanno visto un’opportunità per tornare alla ribalta dove un lungo periodo nel dimenticatoio facendo anche confusione tra avanche e molestie. Ma questo è un altro discorso.

Non solo Hollywood dunque ma anche lo sport ha vissuto e probabilmente sta ancora vivendo questo annoso problema legato ad abusi e molestie di tipo sessuale.

PENN STATE E L’ABUSO SU MINORI:

Era il 2011 quando Jerry Sandusky, assistente del coach della squadra di football americano a Penn State venne prima accusato e poi condannato per abuso su minori. Il numero delle vittime si è fermato a quota 45 e la pena per lui furono 60 anni di carcere. Il coach di Penn State, Joe Paterno, una leggenda, fu costretto a dimettersi perché accusato di aver coperto il collega .

NASSAR E LE GINNASTE:

125 ragazze molestate è invece il record di Larry Nassar, dottore sportivo della nazionale americana di ginnastica e di Michigan State, vero e proprio mostro senza limiti. Per lui la condanna a 25 anni di prigione.

HOPE SOLO E BLATTER:

Anche la campionessa e portiere della nazionale di calcio americana Hope Solo è uscita allo scoperto su una molestia subita nel corso della sua carriera ad opera dell’ex numero 1 della FIFA Blatter. Solo è conosciuta per una vita molto al di sopra delle righe, la sua denuncia riguardava una palpata al sedere subita dall’alto dirigente calcistico che ha smentito ovviamente l’accaduto.

P COME PREMIER, P COME PEDOFILIA:

Anche la Premier League non è stata immune alle molestie. Quattro ex giocatori decisero di parlare alla BBC in merito a quanto accadeva nei settori giovanili di alcune squadre inglesi quando muovevano i primi passi nel football. A finire sul banco degli imputati l’ex tecnico dei vivai di alcune delle maggiori compagini britanniche, Barry Bennell, già accusato di pedofilia e di altri 23 capi d’accusa collegati, e finito in carcere negli anni 90.

Ad aprire il vaso di Pandora ci pensò la prima volta, nel 1997, Ian Ackley, che dichiarò di essere stato molestato sessualmente almeno 100 volte dal tecnico ai tempi in cui allenava le giovanili del Crewe Alexandra, nel periodo in cui aveva un’età compresa tra i 10 e i 14 anni. A fare da eco alle parole di Ackley, altri giocatori che attraverso il Mirror e il Guardian hanno confermato le sue parole, dichiarando che anche loro sono state vittime della attenzioni sessuali del tecnico.

ANCHE MARADONA:

Anche il pibe de oro è finito nella cronaca per una presunta molestia nei confronti della giornalista russa Katerina Nadolskaya finita nuda nella stanza di albergo di Maradona per “un’intervista”. La cosa è passata molto in sordina, fosse successo ora il caso avrebbe avuto un risvolto mediatico di gran lunga superiore. Lei disse che Maradona l’ha molestata mentre il suo entourage le tirava delle banconote in faccia, il pibe de oro racconta invece che lei si spogliò di sua intenzione contro la sua voglia.



NAZIONALE SVEDESE E LA PASSIONE PER IL DICK-PIC:

Gunilla Axen, ex giocatrice di calcio della nazionale svedese ha confessato che dal 2003 al 2010 riceveva, insieme ad altre due sue colleghe, foto del pene di alcuni giocatori della nazionale maschile svedese. Non ha fatto i nomi dicendo che solo il fatto che questi “signori” possano sentire una cosa li impaurirà talmente tanto da non farlo mai più.

FAUSTO CUSANO E LA CASTRAZIONE CHIMICA:

Fausto Cusano, ex allenatore romano di una scuola calcio dell’Eur a Roma, è stato prima accusato e poi condannato per abusi su minori. Aveva narcotizzato alcune vittime prima di abusarne e installato delle microcamere negli spogliatoi. La polizia trovò infatti in casa sua tantissime cassette con materiale pedopornografico. In sede di processo riconobbe la sua malattia tanto da chiedere di venirne liberato mediante l’utilizzo della castrazione chimica così da farlo tornare ad una vita normale.

TAVECCHIO E LA DIRIGENTE SPORTIVA:

Appena dimessosi da Presidente Federale, Carlo Tavecchio ha ricevuto un’altra brutta notizia. Sembrerebbe infatti che una dirigente federale sia pronta a denunciarlo per molestie sessuali e avrebbe prove audio e video per denunciarlo. I legali dell’ex presidente sono già all’opera e vedremo come andrà a finire questa storia.

Tangenti, tangenti e ancora tangenti: così la FIFA decideva le elezioni mondiali

Tangenti, tangenti e ancora tangenti: così la FIFA decideva le elezioni mondiali

E’ iniziato a New York il processo per lo scandalo Fifa che ha visto coinvolti i vertici del massimo organo del calcio mondiale. Il primo testimone chiamato in causa è stato Alejandro Burzaco, amministratore delegato della Torneos una società che si occupa della distribuzione e dei contenuti dei più importanti canali sportivi in Argentina e in tutto il Sud America. La testimonianza di Burzaco è stata a dir poco esplosiva dato che non ha lesinato di fare nomi e cifre che riguardano lo stato della corruzione in Sud America della Fifa e non solo. Le parole di Alejandro Burzaco hanno avuto subito una conseguenza tragica, il suicidio poche ore dopo di Jorge Delhon, che si è gettato sotto un treno. Nella sua deposizione ha chiamato in causa il citato Jorge Delhon e Pablo Paladino, accusandoli di aver accettato cospicue mazzette in cambio dell’attribuzione dei diritti della partite di calcio. Delhon e Paladino all’epoca lavoravano “Football Para Todos”, programma governativo negli anni della presidenza di Cristina Kirchner, incaricato della ripartizione dei diritti in Argentina che proprio pochi mesi fa è stato chiuso, rimettendo nelle mani dei club i diritti tv. Un programma di tangenti che è durato per ben 10 anni, pagate da Burzaco per l’assegnazione dei diritti Tv dei maggiori tornei sudamericani.


Nonostante il dramma che si è già consumato a seguito della testimonianza di Burzaco, le parole iniziali dell’uomo d’affari argentino sono sembrate poca cosa rispetto a quello che poi ha raccontato davanti alla corte di New York circa la Fifa e sul giro di tangenti che si è messo in moto negli ultimi anni. Burzaco ha raccontato nel dettaglio di come Julio Grondona, presidente dell’Afa fino alla sua morte nel 2014, ricevette delle mazzette in cambio del suo voto in favore del Qatar come paese ospitante dei mondiali del 2022. Le affermazioni di Burzaco sono alcune delle prove più solide a sostegno dell’accusa secondo cui l’elezione che ha portato al Qatar i Mondiali siano state pesantemente truccate. Burzaco è poi entrato nel dettaglio raccontando nei minimi particolari i concitati momenti che hanno preceduto le elezioni per l’assegnazione dei Mondiali del 2022: in particolare Burzaco ha raccontato di come durante la votazione, Nicolás Leoz, l’allora presidente della Conmebol, aveva votato per il Giappone e la Corea del Sud e non per il Qatar come piani prestabiliti. Un voto che rischiava di far saltare tutto il piano. Durante una pausa, quindi, Ricardo Teixeira, importante dirigente Fifa, prese da una parte Leoz “convincendolo” con le maniere forti a votare per il Qatar. Leoz si fece convincere e aderì tranquillamente alla cospirazione che portò alla vittoria del Qatar. Dunque il processo per lo scandalo Fifa è solo all’inizio ma già ha regalato al Mondo un quadro a dir poco inquietante dello stato di salute morale e non solo del calcio sud americano.

Gianni Infantino, l’uomo delle 48 palline pronto per i nuovi Mondiali Fifa?

Gianni Infantino, l’uomo delle 48 palline pronto per i nuovi Mondiali Fifa?

Gianni Infantino, prima di diventare il numero uno del calcio mondiale conquistando la presidenza della FIFA grazie allo scandalo che pochi mesi prima aveva spazzato via prima Blatter e poi Platini, era noto come “l’uomo delle palline” perché da sempre maestro di cerimonie dell’UEFA, di cui era segretario generale dal 2009,  in occasione di qualsiasi tipo di sorteggio fosse necessario, fosse quello della fase finale di un Europeo o del primo turno preliminare di Europa League.

Ebbene Infantino dev’essere rimasto profondamente legato alle sue amate palline, visto che per averne tante ha recentemente lanciato la proposta di far disputare prossimamente la fase finale dei Mondiali da ben 48 squadre.

Già in campagna elettorale il dirigente italo-svizzero, nato sì  in Svizzera, a Briga nel 1970, ma da padre calabrese e mamma  della Valle Camonica, aveva parlato di un futuro allargamento dei partecipanti alle fasi finali della Coppa del Mondo a 40, si sa aggiungere posti alla tavola di un banchetto ricco procura sempre simpatie e di conseguenza voti, ora pare abbia alzato il tiro salendo a 48, c’è chi dice perché con 40 squadre diventava complicato far tornare i conti nell’elaborare la formula della manifestazione, e chi invece ipotizza una ulteriore ricerca di consenso.

A dir la verità l’idea non è proprio originale: ci aveva già pensato Luis Figo nel 2015 a lanciarla, cercando a sua volta consensi per una scalata alla poltrona ora occupata da Infantino, quando l’avversario era ancora il vecchio Blatter. Luis ne aveva sparate d’ogni: 40 squadre con otto gruppi di 5, oppure 48 con due campionati contemporanei in due diverse parti del mondo e riunione delle migliori in unica sede per le fasi finali!

La proposta Infantino non è tanto rivoluzionaria come quella dell’ex calciatore portoghese, ma a nostro avviso ugualmente poco sensata: le 48 squadre sarebbero divise in due fasce: le 16 teste di serie accederebbero direttamente a una fase a gironi identica all’attuale, le altre altre 32 dovrebbero giocare un playoff su partita secca con eventuali tempi supplementari e calci di rigore, direttamente nel paese che andrà ad ospitare la manifestazione, aggiungendo sedici partite “dentro o fuori” al format attuale. In realtà quindi i posti in più sarebbero fittizi, ben una qualificata su tre sarebbe fuori dal Mondiale la prima settimana, avrebbe fatto le convocazioni, portato i giocatori in ritiro, giocato le amichevoli di preparazione per fare i bagagli dopo una partita. Se ne parlerà a Zurigo il 13 e 14 ottobre durante il consiglio FIFA, e una decisione definitiva dovrebbe essere presa entro il 2017, la Coppa del Mondo del 2026 quella che sarebbe scelta per far partire la nuova formula.

Aggiungere 16 posti in questo modo, per tornare all’esempio del banchetto, suona un po’ come invitare degli amici al proprio matrimonio e allontanarne una parte dopo l’aperitivo. Non sapremmo dire quanto ciò potrebbe realmente far felici più paesi come ha detto Infantino nel presentare la proposta: “significa che continueremmo con la competizione attuale a 32 squadre, ma saranno 48 ad andare alla festa” le sue parole. Abbiamo il dubbio che potrebbero festeggiare i dirigenti di molte federazioni che ben difficilmente entrerebbero nelle 32, e che potrebbero dire di aver portato la loro nazione ai Mondiali e magari usufruire di qualche finanziamento in più, mentre tra i tifosi che se ne dovranno andare dopo il turno preliminare forse prevarrebbe la delusione.

Esiste un precedente di turno di qualificazione giocato pochi giorni prima dell’inizio dei Mondiali e nella nazione ospitante: risale a 82 anni fa, era il 24 maggio del 1934 quando le nazionali di Stati Uniti e Messico si incontrarono a Roma, allo Stadio Nazionale del P.N.F., per contendersi il posto disponibile alla fase finale riservato a Nord e Centro America: vinsero gli USA per 4-2. Tre giorni dopo, nello stesso stadio gli americani erano nuovamente in campo per la gara di primo turno contro l’Italia: persero 7-1 e si imbarcarono per tornare a casa.  Altri tempi ovviamente.

Per la Fifa il Razzismo è estinto? Chiusa la Task Force

Per la Fifa il Razzismo è estinto? Chiusa la Task Force

Sembrano ormai lontani i tempi in cui il maggior organo calcistico mondiale, la Fifa, veniva travolta dallo scandalo della corruzione nei piani alti della dirigenza. Al posto dell’eterno presidente Blatter è arrivato Gianni Infantino che da segretario della Uefa ha sostituito il colonnello svizzero sulla poltrona più prestigiosa del football. Una svolta che faceva auspicare finalmente un cambiamento all’interno dell’organo di potere, abbandonando i retaggi di un passato che ha avuto più ombre che luci.

Arriva, invece, oggi, la notizia che riporta all’attenzione l’operato della Fifa: a margine di una cerimonia che si è tenuta a Manchester per la presentazione di un premio sulla diversità, la Federazione Mondiale ha annunciato di aver smantellato la task force anti razzismo messa in piedi proprio da Blatter tre anni fa. I membri della commissione sono stati avvertiti attraverso lettera di ringraziamento che li sollevava dall’incarico, e chi si è visto s’è visto. Le motivazioni date a questa scelta sono riconducibili semplicemente al fatto che per la Fifa il loro lavoro in merito al razzismo è finito.

“Perplessità e preoccupazione” queste le prime reazioni da parte dell’osservatorio inglese “Kick Out” che nelle sue mansioni ha proprio il monitoraggio di atteggiamenti legati al razzismo. In particolare, in vista dei Mondiali del 2018 in Russia, paese, secondo l’organo di controllo, “noto per razzismo e abusi sulle minoranze“. Il tempismo nell’eliminare la task force ha il sapore della beffa: stasera infatti la partita tra il Rostov e il PSV si disputerà in uno stadio mezzo vuoto a causa dei cori offensivi dei tifosi russi in occasione del preliminare con l’Ajax. Oltre a Kick Out, contro questa decisione ha tuonato anche il Principe Al bin Al Hussein , candidato alla Presidenza Fifa e uscito sconfitto proprio contro Infantino. Per lui il percorso contro il razzismo è ancora lungo e ha trovato questa scelta vergognosa.

Dalla Federazione arrivano le prime difese che sottolineano come la commissione sia stata eliminata ma il suo programma è stato inglobato all’interno del piano generale elaborato da Infantino. Sempre a conforto è intervenuta anche la segretaria generale, la senegalese Fatma Samoura che ha commentato così: “Sono la prova vivente che sul razzismo applichiamo tolleranza zero“.
Staremo a vedere se la Fifa riuscirà a tirarsi fuori dall’ennesima bufera che l’ha travolta.

Beckenbauer, l’uomo tutto d’un pezzo ha comprato i voti per i Mondiali del 2006?

Beckenbauer, l’uomo tutto d’un pezzo ha comprato i voti per i Mondiali del 2006?

La notizia arriva tutt’altro che come un fulmine a ciel sereno, ma quando invischiato in certe vicende risulta coinvolto una legenda del calcio mondiale come Franz Beckenbauer, fa sempre un certo effetto. Operato ieri al cuore con un intervento non d’urgenza programmato da settimane, è accusato dalla magistratura svizzera di frode, riciclaggio di denaro, abuso di ufficio e appropriazione indebita in merito all’indagine aperta sulle tangenti versate per far assegnare i Campionati del Mondo del 2006 alla Germania dentro a quel grande calderone che è il FifaGate, esploso poco più di un anno fa. Un’accusa pesante, anzi pesantissima che macchia la figura di uno dei giocatori più importanti della storia del calcio.

L’ACCUSA- Dieci milioni di franchi svizzeri versati tra il 2002 ed il 2005, considerati più che sospetti dalla polizia elvetica. Nel mirino dei magistrati non c’è solo Beckenbauer ma anche altre quattro persone: Wolfgang Niersbach, ex presidente della Dfb e vicepresidente del comitato organizzatore nonché attuale membro della Fifa e del Comitato esecutivo Uefa; Helmut Sandrock, ex segretario generale della Dfb (Federazione Tedesca) ; Theo Zwanziger, vice-presidente del comitato organizzatore; Horst R. Schmidt, ex segretario generale della Dfb e Stefan Hans, direttore finanziario della Dfb e responsabile economico del comitato locale che organizzò il torneo. Quando ci furono le elezioni per l’assegnazione della Coppa del Mondo, nel Luglio del 2000, la Germania riuscì a spuntarla di appena un voto nei confronti del Sud Africa e poté quindi organizzare la manifestazione calcistica più importante. Una votazione che destò parecchi sospetti soprattutto se associata ad una serie di versamenti per un totale di dieci milioni di franchi. Come comunicato dal procuratore svizzero le indagini hanno avuto luogo in “stretto coordinamento e cooperazione” con le autorità competenti in Austria e Germania ed in questi giorni stanno iniziando i primi interrogatori degli indiziati. Per ora Beckenbauer non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito aspettando di organizzare una linea difensiva con i suoi legali e cercando di apparire il meno possibile in pubblico. Nel frattempo, lo scorso giovedì è stata perquisita la sua abitazione a Salisburgo, il giorno prima del ricovero per l’intervento a cui si è sottoposto ieri. Rimane comunque un colpo al cuore per tutti i tedeschi vedere implicato in questa maniera uno degli idoli calcistici di più di una generazione di appassionati. Campione del Mondo nel ‘74 da giocatore e nel ‘90 come Ct con la nationalmannschaft, Beckenbauer  è stato sempre considerato un intoccabile con un comportamento fuori e dentro il rettangolo verde da sempre impeccabile quanto esemplare. Eppure già da qualche tempo il capitano della Nazionale tedesca e del Bayern Monaco, piglia tutto negli anni settanta, stava dando segnali di “cedimento”.

ERRORE “Forse è stato un errore guidare l’organizzazione dei Mondiali in Germania”. Parole di Beckenbauer che, quasi un anno fa, stava per immaginare cosa potesse uscire fuori dalle indagini sull’assegnazione dei mondiali. Si perché già da tempo le voci su possibili tangenti erano fortissime e l’inchiesta che il Comitato Etico della Fifa aprì nel Marzo di quest’anno ne fu solo la conferma. Per un personaggio di spicco come Kaiser Franz già ex vicepresidente della Federcalcio tedesca  ed ex membro del Comitato esecutivo della Fifa, l’accusa di frode e riciclaggio di denaro per far assegnare i Mondiali alla Germania, rappresenta un colpo durissimo. Va detto che comunque già dai primi tempi in cui lo scandalo era esploso Beckenbauer ha sempre difeso la sua posizione anche quando uscì la notizia che lui stesso, firmò un documento riservato in cui si impegnava con l’ex vicepresidente della Fifa Jack Warnera diverse prestazioni” da parte tedesca, 4 giorni prima dell’assegnazione alla Germania dei Mondiali 2006 . Firmare un documento con un personaggio come Jack Warner, ex presidente della Fifa e coinvolto pesantemente nei mesi scorsi per il suo coinvolgimento nello scandalo corruzione della Federazione Internazionale a cui è seguita la sospensione da parte del Comitato etico dell’organo di autogoverno del calcio mondiale, getta più di un ombra sull’operato di Beckenbauer e del comitato organizzatore di Germania 2006 nel periodo precedente alle votazioni per l’assegnazione della Coppa del Mondo. Dubbi, voci, indizi sui quali ora sta lavorando la magistratura svizzera chiamata questa volta a fare chiarezza sull’ennesimo scandalo che coinvolge il mondo del calcio. Un caso che farà ancora più clamore perché  coinvolge una leggenda vivente  nel mondo del calcio, un uomo da sempre considerato da tutti tutto d’un pezzo, ammirato per quello che era riuscito a fare dentro e fuori dal rettangolo verde. Una delusione, l’ennesima, per chi ama questo sport.

Close