Se l’Inghilterra (da sempre) è considerata la patria del calcio, Londra è, nel tempo, diventata la capitale degli stadi. Dal 1877, anno di fondazione di Stamford Bridge (il primo stadio costruito nella capitale inglese) ad oggi, sono stati costruiti 16 impianti. Ognuno per una squadra diversa. Dalla massima seria, a quelle inferiori. E adesso, come racconta La Gazzetta dello Sport, per i prossimi anni e in un orizzonte temporale che arriva fino al 2020, verranno attivati progetti di ristrutturazione di 10 dei 16 impianti esistenti.

Da White Hart Lane (Tottenham) a Stamford Bridge (Chelsea), da Craven Cottage (Fulham) a Loftus Road (Qpr), per arrivare al “piccolo” Kingsmeadow (che ha una capienza di 4850 posti), tutti gli impianti storici di Londra subiranno una vera e propria operazione di restyling all’interno di un piano più ampio di riqualificazione territoriale che coinvolge le zone sia ad Est che ad Ovest del Tamigi. Tra gli stadi che saranno ristrutturati e ampliati ci sono anche lo storico impianto di Griffin Park (anno di costruzione 1904) casa del Brentford, il Selhurst Park (Crystal Palace) e poi ancora il The Valley del Charlton.

Senza dimenticare che lo stadio Olimpico, costruito in occasione delle Olimpiadi del 2012, diventerà ufficialmente la casa del West Ham in sostituzione di Upton Park, che è stata per anni il covo degli Hammers. La spesa totale sarà di 1 miliardo e 600 milioni di euro.

Tra i progetti più importanti, c’è sicuramente il nuovo stadio del Chelsea. Il quale, secondo i piani iniziali del suo proprietario Roman Abramovich, non avrebbe dovuto riguardare l’ampliamento di Stamford Bridge, bensì una costruzione nuova di zecca, in trasformazione della vecchia BPS (Battersea Power Station), la centrale elettrica chiusa nel 1983 divenuta celebre per un vecchio video dei Pink Floyd. A quanto pare, secondo quanto riporta sempre La Gazzetta, a mandare all’aria i piani di Abramovich sarebbe stata l’ostruzione della Chelsea Pitch Owner, l’organizzazione no-profit che possiede la proprietà fondiaria di Stamford Bridge e i diritti di denominazione del Chelsea. Così, alla fine, il Chelsea non si muoverà da Stamford Bridge.

Il progetto, che è stato affidato agli architetti svizzeri Herzog e De Meuron (gli stessi dell’Allianz Arena di Monaco o del “Nido d’Uccello” di Pechino) prevede che i lavori, salvo imprevisti politico-burocratici, inizino nel 2017 e finiscano nel 2020, con una spesa complessiva di circa 650 milioni di euro.  Per consentire al Chelsea di esordire nel nuovo Stamford per la stagione 2020-21.

Fino a quel momento, Terry e compagni dovranno trasferirsi altrove, quasi sicuramente a Wembley. Ad oggi, il problema più importante sembra riguardare la metropolitana che sorge proprio accanto allo stadio e che, secondo il progetto, dovrà prevedere un imponente piano di lavori finalizzato alla copertura dei binari.

Sempre la metro sembra il problema numero uno per la ristrutturazione di White Hart Lane, l’attuale casa del Tottenham. Dato che, essendo le fermate lontane dall’impianto, ogni volta che si gioca, la zona diventa un caos. In questo caso, però, i lavori sono già partiti e, se tutto va come dovrebbe andare, gli Spurs potranno giocare la loro prima partita dentro il nuovo stadio, già a partire dalla stagione 2018-19. Proprio come sarebbe dovuto essere, secondo i piani iniziali degli americani, anche per il nuovo stadio della Roma.

Qui il condizionale è d’obbligo visto che 3 anni dopo l’annuncio del progetto (dicembre 2012), e due presentazioni ufficiali (dicembre 2014 e giugno 2015) il “Nuovo stadio della Roma”, che dovrebbe sorgere a Tor di Valle, deve ancora ricevere l’autorizzazione per essere costruito.

Nel frattempo, l’Italia si “consola” con gli altri impianti di proprietà delle società che al momento militano nella massima serie: lo Juventus Stadium a Torino; il “Mapei” di Reggio Emilia dove gioca il Sassuolo; e il Nuovo Friuli “Dacia Arena”, casa dell’Udinese. In totale 3 impianti in tutto il Paese. Contro i 16 esistenti nella sola Londra.

Al momento, contro l’Inghilterra non c’è partita.

FOTO: www.thefootballmind.com

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