“Gli sponsor necessitano di elementi validi e capaci di imporsi non solo sul campo. Ne vale l’immagine dell’azienda che rappresentano”.

 

 

L’Ajax,sin dai primi anni Ottanta, allestisce una foresteria studiata per i giovani Lancieri divisi fra studio e libri. Giocare con la maglia bianco-rossa significava garantirsi un futuro o come calciatore oppure come studente modello.

 

Calcio e istruzione. Un binomio non sempre vincente specialmente fino agli anni 80, quando era sufficiente conoscere qualche parola d’italiano per presentarsi a microfoni, taccuini e telecamere. L’avvento della digitalizzazione, seguita a quella della pay-tv, ha trasformato radicalmente la figura del calciatore, adesso in grado di sapersi esprimere e collocarsi in un ambito culturalmente più elevato, rispetto a qualche anno fa quando l’alfabetizzazione non era così diffusa come ai giorni d’oggi. Per certi versi è una fortuna. Anche perché, al netto di rare eccezioni, quasi tutti i calciatori sono in possesso perlomeno di un diploma di maturità. Merito anche delle società che si sono dotate di strutture adeguate per permettere ai giovani della Primavera di abbinare l’attività agonistica allo studio. Una scelta importata dall’Olanda, specificatamente dell’Ajax, che sin dai primi anni Ottanta allestisce una foresteria studiata per i giovani Lancieri divisi fra studio e libri. Giocare nella Ajax significava garantirsi un futuro o come calciatore oppure come studente modello.

 

STUDIARE SOGNANDO LA SERIE A

L’esempio è stato raccolto in Italia dalle big che reclutavano i migliori giovani da tutta Italia. Juventus, Inter, Milan, Roma e Lazio   abbinano sport e istruzione, attraverso dei corsi didattici all’interno dei centri sportivi oppure iscrivendo tutti i giovani in età scolare e liceale nei vari istituti, nel rispetto delle rispettive inclinazioni. E così, sognando un futuro in Serie A, si preparano anche a ciò che potrebbe essere, e probabilmente per molti di loro sarà, vita di tutti i giorni. Le squadre primavera dei più importanti Club italiani sono ricche di geometri e ragionieri, ma anche chi ha voluto intraprendere il liceo linguistico o pedagogico ha trovato il pieno appoggio delle varie società. Insomma il famoso pezzo di carta è considerato molto più che un salvagente. Anzi è spesso solo il primo passo verso il completamento di percorso universitario. In questo senso è curioso ma non stupisce che in molti si siano dedicati alle alle facoltà scientifiche.

 

MATTIA CALDARA: L’ULTIMO CASO

L’ultimo caso post diploma è quello di un giovanissimo che gioca nell’Atalanta ma è di proprietà della Juventus. Trattasi di Mattia Caldara, giovane promessa del calcio italiano nonché studente della Luiss Sporting Academy, programma studiato appositamente dal prestigioso Ateneo Romano per accompagnare nel percorso sportivo e formativo i migliori Talenti della generazione del Millennium. Per conciliare il pallone con i libri Mattia Caldara potrà infatti frequentare l’Università senza l’obbligo di presenza alle lezioni e con un tutor dedicato che lo aiuterà nella definizione di programmi di studio.

Mattia Caldara è un modello dentro e fuori dal campo” commenta Giovanni Lo Storto, Direttore Generale LUISS. “Un atleta di altissimo livello che investe sulla propria formazione è un punto di riferimento per i nostri ragazzi. Lo sport allena al sacrificio ed alla determinazione, ma anche al rispetto ad accettare le sconfitte con intelligenza ed umiltà. LUISS Sport Academy declina questi valori con l’opportunità della doppia carriera. Al campione nello sport si aggiunge il professionista preparato.”

Il difensore di proprietà della Juventus, in prestito all’Atalanta, classe 1994 e futuro della nostra Nazionale, in possesso di un diploma di ragioneria con votazione di 93/100, studierà nell’Università intitolata a Guido Carli attraverso la collaborazione tra la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali e Gr Sports Agency, la società fondata dal procuratore Giuseppe Riso che cura gli interessi e gestisce l’immagine del giocatore.

 

ROBERT LEWANDOWSKI E LA TESI SU SE STESSO

Robert Lewandowski, stella del Bayern Monaco e della nazionale polacca ha presentato con successo una tesi dal titolo “RL 9, la via verso la fama”. Una tesi basata sulla sua storia di sportivo per cui è stato premiato con il massimo dei voti. Non si è fatta attendere l’immancabile ironia sui social, con i fan del bomber polacco che oltre a congratularsi si sono esibiti in commenti come questo: Spero che ora possa trovare un lavoro bello e ben pagato”.

 

LA TOP 11 DEI “CALCIATORI DOTTORI”

I nomi più recenti sono quelli di Mertens, Chiellini, e all’estero Iniesta e De Jong. Altri nomi illustri? Fabregas  stella della Spagna campione di tutto laureatosi  in marketing. Nagatomo ha scelto la via delle Scienze Politiche. De Silvestri invece ha una grande passione per l’arte, parla tedesco e inglese e si è laureato in economia e management dello Sport così come Xabi Alonso che ha scelto però la specialistica in economia e commercio. Pecchia e Montella si sono dedicati ai libri con successi importanti l’attuale allenatore del Verona è un avvocato. Montella invece è laureato alla prestigiosa università della LUISS in Economia e marketing dello Sport. Perché economia e giurisprudenza? Beh a voler leggere fra le righe il motivo non è poi così difficile da rintracciare. La presenza di  sponsor che pressano e necessitavano di elementi validi e capaci di imporsi non solo sul campo, rappresentano un’ottima spinta motivazionale, oltre che economica.

 

Il lavoro di Calciatore, invidiato e ambito da tutti, nasconde in realtà insidie che possono comprometterne il regolare svolgimento. Un infortunio grave o il disattendere le aspettative di giovane talento sono situazioni reali, e neanche così improbabili, che portano lo sportivo a dover reinventarsi per poter andare avanti. L’istruzione rappresenta sempre più un Piano B affidabile e concreto sia per coloro che appendono gli scarpini al chiodo (non dimentichiamoci che la carriera è limitata entro un periodo che va dai 16 a 40 anni di età), sia per coloro che sono stati traditi dal quel mondo dorato che è il calcio.

 

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