Potrebbe essere lo Shrewsbury Town FC, club della contea di Shropshire che milita nella League One, il primo club dei campionati professionisti inglesi a sperimentare i rail seats nel proprio stadio, la società ha infatti presentato la richiesta formale alle autorità competenti per provvedere alla realizzazione di un settore da circa 500 posti che andranno a sostituire un’area di 230 seggiolini nella South Stand del New Meadow. In vista quindi un nuovo case study per osservare da vicino questa soluzione proposta a gran voce da diverse tifoserie per affrontare uno degli aspetti più dibattuti e controversi degli ultimi anni tra i tifosi britannici.

La notizia giunge in questi giorni in cui il tema delle Safe Standing Areas è di nuovo balzato all’attenzione dei tifosi UK, complice la fine dei campionati, ma sopratutto grazie al recente sondaggio inviato dalla Premier League ai venti club della massima divisione inglese in cui si richiedeva una posizione ufficiale sull’argomento e l’eventuale disponibilità per dei progetti pilota nei propri impianti.

Nel corso della stagione appena conclusa la lega inglese, su impulso di oltre la metà dei club rappresentati e nel riconoscimento della presenza di diverse sensibilità sul tema, ha ricevuto il mandato formale dall’assemblea di approfondire tutti gli aspetti tecnici, legati ai tifosi, alla sicurezza e legislativi. (Quella dei Rail Seat è una delle varianti di seggiolini richiudibili diffusi in Europa, e in particolare in Germania, di cui si parlava qui).

La raccolta di informazioni e il confronto con gli esperti sembrano essere giunti al termine e questa estate potrebbe segnare un importante punto di partenza per un percorso di modifica delle attuali regole. Sono diversi i club che, più o meno ufficialmente, si sono detti disposti a dare la disponibilità per ospitare aree sperimentali, Swansea, Manchester United, West Bromwich Albion e Arsenal sono solo alcuni tra i club che hanno dato concreto appoggio alla proposta.

Una presa di posizione forte della massima divisione infatti, che si andrebbe ad aggiungere al parere positivo della Football League da tempo a favore di un cambiamento delle leggi che disciplinano questo aspetto degli stadi, sarebbe decisiva per esercitare la giusta pressione sulla politica. Nonostante le recenti elezioni, il partito di Governo che sarà chiamato a valutare le modifiche è lo stesso che negli ultimi anni ha rispedito al mittente ogni richiesta in tal senso, ma ormai l’evidenza e il coro unanime del calcio inglese non potranno passare inascoltati, anche grazie alle ultime rivelazioni sull’inchiesta della tragedia di Hillsborough, da cui derivarono (erroneamente) le attuali regole stringenti del Football Spectators Act 1989, che hanno escluso dalle cause del disastro la presenza del settore senza seggiolini. Evidenziando piuttosto responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico.

I tempi per vedere un settore con posti in piedi nella PL restano vaghi però, l’iter eventuale richiederà tempo e probabilmente non se ne vedranno prima del 2018/19. Qualcuno degli stadi di nuova costruzione, Chelsea e Tottenham su tutti che hanno ufficialmente espresso interesse negli anni passati, sicuramente le incorporerà.

Anche se fatto da una piccola realtà resta questo un passo importante dopo l’impegno ufficiale assunto dalla lega nel corso della stagione, e anche alla luce del positivo riscontro che l’esperienza del Celtic FC ha fornito nel primo anno di apertura agli spalti in piedi nella Lisbon Lions Stand, premiata con il riconoscimento Fan Experience 2016/17 nel corso dell’ultima edizione degli TheStadiumBusiness Awards.

La proposta è partita grazie ad una consultazione tra il club e la base del tifosi, attraverso gli incontri periodici previsti dallo Shrewsbury Town Supporters’ Parliament (una delle vie diffuse in UK per realizzare un dialogo costante e strutturato con i supporters, se ne parlava qui) a cui ha preso parte anche la Football Supporters Federation che da anni promuove la campagna Safe Standing. Riguarderà un intervento tra le 50.000 e le 75.000 sterline che saranno finanziate con una campagna di crowdfunding realizzata con il supporto della piattaforma specializzata Tifosy. L’obbiettivo è di entrare nella fase operativa per la prossima stagione 2017/18, i tempi non sono però ancora definiti e molto dipenderà dagli sviluppi della raccolta fondi ancora in fase di organizzazione.

L’idea non è nuova, già qualche anno fa il Manchester United Supporters Trust aveva lanciato una proposta similare al proprio club, rimase una provocazione in quanto al tempo mancavo un buon rapporto con il board, ora con il cambio delle relazioni degli ultimi mesi è un discorso che si potrebbe riaprire.

Nei campionati della Football League i club non sono soggetti agli obblighi di stadi con solo posti a sedere a differenza i quelli della Premier e della Championship, fattore che ha consentito ai piccoli club di non incorrere in restrizioni per la presenza delle caratteristiche Terrace libere da barriere, presenti in molti impianti di vecchia data. E che lascia margine di intervento nei nuovi progetti per la soluzione dei seggiolini richiudibili.

Il presidente dello Shrewsbury Town Supporters’ Parliament, Roger Groves, a commento della richiesta formale presentata: ”C’è una chiara richiesta da parte dei nostri fan per una zona in cui assistere ai match in piedi in sicurezza. In centinaia ogni partita cambiano posto e seguono la partita in piedi, cosa che non è del tutto sicura. I rail seats danno una risposta in questo senso”.

 ”Per quanto selvaggiamente si celebra un gol evitano che si possa cadere o di essere schiacciati e crediamo anche che possano migliorare sensibilmente l’atmosfera complessiva dello stadio. Dall’altra parte per tutti quei tifosi che preferiscono sedersi, significherà anche che non si ritroveranno più davanti persone che gli ostacolano la visione del campo”.

In questo senso l’esperienza di confronto tra board e la base dei supporters dello Shrewsbury Town è molto rappresentativa dell’approccio corretto di confronto aperto e partecipato che ha caratterizzato la maggioranza delle consultazioni con i club che hanno mostrato interesse per il tema. In molti casi il tifo organizzato e le associazioni di tifosi hanno svolto un ruolo decisivo nell’attivare questi processi di confronto, raccogliendo informazioni e pareri dalle diverse anime della tifoseria e svolgendo un ruolo di raccordo con il club.

In attesa della decisione finale, prima della Shropshire Council’s safety advisory group per poi passare all’autorità nazionale Sports Ground Safety Authority, incaricata della valutazioni relative alla sicurezza negli impianti inglesi, i promotori dell’iniziativa guardano con entusiasmo alla possibilità di essere ‘pionieri’ nel calcio inglese professionistico di questa piccola ‘rivoluzione’.

 

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