Dopo più di un anno e mezzo forse sarà possibile superare la scelta che ha portato all’installazione di barriere all’interno delle due curve dello Stadio Olimpico. E’ questo l’esito di una riunione svoltasi nella mattinata di martedì e che ha visto seduti allo stesso tavolo il ministro dello Sport Luca Lotti, il ministro dell’Interno Marco Minniti, il Presidente della Lazio Claudio Lotito, l’AD della Roma Umberto Gandini e il DG Mauro Baldissoni. Al termine del vertice il titolare del Viminale Minniti ha dato mandato al Capo della Polizia Franco Gabrielli di “costruire un percorso che consenta, in tempi ragionevoli, il superamento di tale sistema divisorio, al fine di poter fruire, in condizioni di sicurezza, delle manifestazioni sportive in forma più ampia e serena“, così come riportato dalla nota del Ministero dell’Interno. La volontà di andare oltre il sistema delle barriere non è un argomento estraneo alle forze di Polizia. Qualche giorno fa il sindacato “Italia Celere” in una nota ufficiale aveva chiesto la rimozione delle barriere ritenute inutili allo scopo di ridurre la litigiosità all’interno dell’impianto sportivo. Abbiamo approfondito la questione con Andrea Cecchini, Segretario Generale Nazionale di Italia Celere.

Sembra che ci stiamo avvicinando alla rimozione delle barriere dalle curve dell’Olimpico.

Già, le dico la verità io credo sia una scelta fondata su motivi politici e non tecnici. Del resto anche quella di installare le barriere fu una scelta politica.

Mi spiega meglio? Non c’erano ragioni oggettive per installare le barriere?

Allora, nel 2015 il Prefetto e il Questore ci presentarono le barriere come una necessità per la gestione ordinata delle curve nord e sud. In realtà lo scopo era quello di spezzettare i gruppi del tifo organizzato per evitare che commettessero atti violenti.

Erano frequenti questi episodi?

No, noi le problematiche le abbiamo sempre avute con le tifoserie straniere, penso a quelle inglesi, serbe e russe, e non con quelle di Roma e Lazio. Sono anni che non facciamo interventi all’interno delle curve.

Questo dovrebbe dimostrare che, forse, si sarebbe potuto fare a meno delle barriere.

Esatto. In questo anno e mezzo, al livello di conflittualità con i tifosi, non è successo nulla. O meglio, nulla di diverso rispetto a quello che succedeva anche prima che venissero installate le barriere. Quindi non ci sono ragioni oggettive che spingono all’eliminazione delle barriere, pensi che i tifosi di Roma e Lazio hanno disertato lo stadio a lungo. Lo ripeto è una scelta politica e non tecnica.

Motivata da cosa? E poi perché proprio lo stadio Olimpico?

La ragione non la conosco ma negli ultimi anni io vedo una sempre maggior intransigenza nei confronti dei tifosi e una, diciamo, accondiscendenza crescente nei confronti dei manifestanti di piazza. Io ho partecipato a numerose manifestazioni poi sfociate in violenze, penso al G8 di Genova del 2001 o agli scontri di piazza del popolo nel 2010. Ecco in quei contesti ogni singolo gesto dei poliziotti viene passato al setaccio, alla moviola, mentre non c’è lo stesso atteggiamento nei confronti delle molotov che ci piovono addosso. Perché con i tifosi si usa la mannaia, parlo a livello sistemico, e con i manifestanti si è così accondiscendenti?

Forse perché i tifosi sono più controllabili, nel senso che si ritrovano in un luogo fisico, lo stadio, più o meno sempre le stesse persone che possono essere “educate” ad  comportamenti più appropriati. Questo in piazza è impossibile.

Tessera del tifoso e barriere non hanno la finalità di educare. Lo Stato ha gli strumenti per arginare il problema della violenza legato al mondo del calcio, e di certo non sono le barriere né le tessere del tifoso gli strumenti. Pensi all’Inghilterra c’erano gli hooligans ed oggi non esistono nemmeno le barriere che separano le curve dal campo. Applicando la legge e potenziando le forze dell’ordine avremmo un calcio aperto e sicuramente più gioioso e festoso. Diciamo che ora hanno un’occasione di dimostrare che quella delle barriere è stata una scelta infelice e ingiustificata che ha leso una specifica categoria di persone. Una scelta che riteniamo gravissima. Tra l’altro si è vista solo a Roma mentre anche altre tifoserie hanno causato scontri e danni, penso a partite calde come il derby di Torino, Napoli vs Roma, Fiorentina vs Juventus, Napoli vs Foggia, Pescara vs Lazio, Napoli vs Lazio solo per citarne alcune.

Volendo essere positivi, mi dice se secondo lei sono riscontrabili aspetti positivi pur nell’esperienza non entusiasmante delle barriere in curva?

Un risultato? Non sono stati messi striscioni che coprivano tutta la curva. Un altro risultato? Sono aumentati i cori dei tifosi contro Polizia e Carabinieri perché ci vedono come i responsabili della repressione mentre noi, invece, vorremmo solo che venisse rispettata la legalità in un paese democratico e aperto come il nostro, che non ha bisogno di barriere. L’apertura delle barriere deve essere sinonimo di cambiamento da parte dello Stato e dei tifosi che sono ora chiamati a dimostrare che quello di installare le barriere era un errore.

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