Il nuoto sincronizzato non è solo uno sport da piscina. L’eleganza dei movimenti che diventano tutto uno con l’acqua, la si può utilizzare anche in altri contesti. Un esempio emblematico è il lavoro con i delfini. Una delle principali caratteristiche richieste per diventare un addestratore di questi magnifici mammiferi è proprio l’aver praticato il nuoto sincronizzato.  In tale sport è fondamentale sapersi adattare all’altro, guardarlo attentamente per capirne il ritmo, cercando così di fonderlo con il proprio e creare una vera armonia. Ciò è la stessa cosa che deve avvenire per poter nuotare felicemente e fare dimostrazioni con i delfini, come fa Francesca Patrignani, staff di Zoomarine dal 2011.

Come ti sei avvicinata a questo mondo dei delfini?

“E’ iniziato un po’ tutto per caso. Avevo da poco lasciato il nuoto sincronizzato che praticavo a livello agonistico da più di dieci anni e avevo iniziato ad insegnare questa disciplina a livello amatoriale. Un giorno, mentre uscivo dalla struttura sportiva dove insegnavo, la Segreteria mi informò che Zoomarine cercava studenti e neolaureati da avvicinare al mondo dell’addestramento dei delfini ed uno dei requisiti era il nuoto sincronizzato. In Segreteria mi dissero di mandare il CV. Inizialmente non ero sicura, ma nuotare con i delfini era il mio sogno, così infine lo inviai e a distanza di alcune settimane mi chiamarono per fare un colloquio. Da quel giorno sono entrata a far parte dello Staff di Addestratori di Zoomarine.”

Che percorso di studi hai fatto, che corsi hai seguito?

“Quando ho iniziato a lavorare già frequentavo il secondo anno del Corso di Laurea in Scienze Motorie presso l’Università “Foro Italico” di Roma. Ho conseguito la Laurea triennale e ho deciso di completare gli studi con la Magistrale, che concluderò ad aprile 2016. Per diventare addestratore di mammiferi marini, non ci sono scuole specializzate o corsi universitari. S’impara quasi tutto “sul campo” dagli addestratori più esperti e dal team di biologi e veterinari che lavorano a stretto contatto con gli animali tutti i giorni. Inoltre, lavorando in strutture come Zoomarine, si ha la possibilità di seguire Corsi di Formazione, workshop, scambiare le proprie esperienze con quelle di altri colleghi provenienti da tutto il mondo e questo ti consente di crescere professionalmente. Come in tutte le cose, però, molto dipende dalla persona, dalla voglia di apprendere, di fare tesoro degli insegnamenti e di rubare con gli occhi”.

A livello emotivo, come ti senti quando nuoti con i delfini?

 “Ormai ci ho fatto l’abitudine. Ma ancora oggi, dopo cinque anni, ogni volta che li vedo è sempre una grande emozione. Li considero parte della mia famiglia. La maggior parte del tempo lo trascorro con loro, li vedo crescere giorno dopo giorno. Diciamo che sono un po’ come dei figli. Quando entro in vasca, la cosa che più mi emoziona è andare sott’acqua e sentire le loro vocalizzazioni. Rompono il silenzio dell’acqua con decine di suoni che compongono una melodia. Inoltre poterli accarezzare e toccare durante le procedure medico-veterinarie di routine, mi fa sentire molto fortunata e soprattutto appagata dal mio lavoro.”

Come ti ha aiutato il nuoto sincronizzato nel nuotare con tali animali?

Il nuoto sincronizzato è stato il mio punto di forza. Se oggi lavoro a Zoomarine lo devo soprattutto a questo sport, poiché è una delle abilità richieste durante le selezioni. Una parte della nostra dimostrazione è interamente dedicata al nuoto sincronizzato, dove il movimento che si crea tra gli animali e gli addestratori è una rappresentazione del sincronismo totale che dà vita a un momento emozionale molto forte. Insieme ai colleghi abbiamo rivisitato, con il supporto dei delfini, degli esercizi base del nuoto sincronizzato come la gamba di balletto, la spaccata, il passo di uscita e l’avvitamento.”

Cosa hai dovuto fare per conquistare la loro fiducia?

 “Per conquistare la fiducia dei delfini ho impiegato molto tempo. Per un mese non ho fatto altro che osservarli e loro osservavano me. Quando ho potuto toccarli per la prima volta è stata un’emozione fortissima, una sensazione che non dimenticherò mai. Poi ho iniziato a dar loro da mangiare e a “chiedere” semplici comportamenti. Era proprio in queste prime occasioni che i delfini si prendevano gioco di me e si approfittavano della mia inesperienza, non rispondendo ai miei segnali addestrativi o facendo finta di non capirli.”

Qual è l’esercizio che più ti piace fare con loro?

“È difficile dire quale sia il comportamento che più mi piace. Tutti i comportamenti sono belli e ogni comportamento è diverso e richiede un impegno differente. La parte senza dubbio più emozionante sono le carezze, perché in quel momento l’addestratore dimostra tutto l’affetto che prova per questi meravigliosi animali. È magnifico interagire con loro.  Ci schizziamo l’acqua, balliamo insieme unendo le mani alle pinne e spesso gli faccio il solletico!”

Ecco quindi che uno sport cosi poco conosciuto come il nuoto sincronizzato può diventare la base per vivere una esperienza sicuramente fuori dal comune. L’idea che un giorno ci si possa ritrovare in una vasca a cercarsi, a guardarsi e a sentirsi con un delfino, protetti dalla cristallinità dell’acqua, può forse far valere la pena di provare uno sport del genere.

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