Luigi De Siervo: il calcio in mano. Liberalizzato. L’amministratore delegato di Infront, l’Advisor scelto dalla Lega Calcio per trarre il massimo profitto dalla cessione dei diritti televisivi per il triennio 2018-2021 ha svolto nel migliore dei modi il suo compito. L’acquisizione di Mediapro è la sua più grande vittoria. Voleva vendere il prodotto a 1,5 miliardi di euro. Sembrava impossibile, ma ce l’ha fatta.

Una vittoria che non è piaciuta

Luigi Di Siervo ha lavorato bene anche per il calcio italiano. Ha strappato una cifra necessaria per restare competitivi anche in ambito europeo. Dalla prossima stagione l’Italia avrà quattro squadre impegnate in Champions, e la Lega non poteva permettersi di indietreggiare sul piano dei ricavi rispetto agli altri campionati. Incassare di meno avrebbe significato non aver alcuna possibilità di competere. Ecco perché da un punto di vista di sviluppo del nostro calcio, il lavoro di Infront è stato ineccepibile. E adesso, largo alla diversificazione delle strategie finalizzata a spremere più denaro possibile alle piattaforme interessate al calcio. Un’ipotesi che non è piaciuta per niente a Sky e Mediaset che dovranno trattare con Mediapro per l’acquisizione dei diritti tv considerando che il colosso spagnolo ha intenzione di aprire anche ad altri mercati, quali internet e telefonia mobile.


 

Mercato in evoluzione, ma alla fine tutto potrebbe tornare come prima

Sky ha rinunciato ai mondiali di calcio dopo l’eliminazione degli azzurri e Mediaset è uscita a pezzi dall’operazione Champions che si è rivelata un bagno di sangue dal punto di vista degli incassi. Adesso entrambe devono muoversi con circospezione anche perché la Lega potrebbe dotarsi di un canale autonomo. L’ipotesi è residuale: Mediapro ha acquistato i diritti per rivenderli, non certo per mettersi in proprio. Gli spagnoli contratteranno con chiunque sia in grado di trasmettere immagini ma, al netto della liberalizzazione, in un mercato come quello italiano è difficile immaginare che i diritti TV prendano strade diverse da Cologno Monzese e Rogoredo. Per la trasmissione sul web, invece, tutto è aperto. Con risvolti che potrebbero essere clamorosi. Basti pensare a colossi come Netflix, Amazon o Facebook che potrebbero scendere in campo.

Paradossalmente Mediaset sorride. È riuscita a far saltare il bando di giugno e oggi si ritrova a trattare con gli spagnoli una scelta opportunistica. In parole povere: a Cologno Monzese interessano 4-5 squadre. Inter, Milan, Juventus  e una, al massimo due, fra Napoli, Roma e Lazio. Il resto non è considerato appetibile. Produrre calcio “minore” non è premiante in termini di ritorno pubblicitario rispetto all’investimento. E SKY? Rogoredo rimarrà senza il pallone dopo aver acquisito Basket, tennis, F1 e Moto GP? Probabilmente pagherà di più un errore: aver sottovalutato gli spagnoli, ma la sensazione è che anche l’emittente di Rogoredo sarà ancora protagonista. Del resto, ha costruito la propria fortuna regalando “tutto il calcio” agli italiani. E difficilmente si tirerà indietro. Anche a costi più salati del previsto.

Close