«Il calcio è uno sport fantastico». Realtà, ma anche frase ricorrente, abito per tutte le stagioni, e slogan di primo impatto quando accade che il poco noto Eder regali il primo Europeo nella storia del Portogallo sconfiggendo i padroni di casa con una rasoiata da fuori area. A pochi giorni di distanza dall’imprevisto epilogo di Euro2016, c’è già un’altra notizia a fare scalpore nelle prime fasi dei giorni di qualificazione per le competizioni europee. Quelle prime fasi che, almeno in Italia, non passano in sordina, di più. Le dirette tv si conteranno sulle dita di due, forse una mano, e a parteciparvi ci sono squadre che difficilmente raggiungeranno la fase a gironi. Questa volta, nel secondo girone di qualificazione di Champions’ League c’era il navigato Celtic. Squadra tradizionalmente apprezzata per la sua lunga storia, rappresentativa della Glasgow cattolica, regina incontrastata del calcio scozzese che solo ora ritrova l’eterna rivale Rangers (di matrice protestante) rinata dopo il fallimento. Filiera di tanti giocatori di talento, Campione d’Europa 1967 trascinata dall’idolo del tempo Jock Stein, il Celtic è una squadra conosciuta in tutta Europa.

Al secondo turno preliminare di Champions, i biancoverdi hanno subito forse la peggiore sconfitta della loro vita: hanno perso contro il Lincoln Red Imps, squadra di Gibilterra. È finita 1-0: una vera e propria umiliazione per Brendan Rodgers (ma non sarà un allenatore sopravvalutato?) e i suoi uomini, che sono usciti sconfitti in un match che non li vedeva favoriti, ma si presentava già con dei disvalori in campo sufficienti per far pensare alla più semplice e consueta delle vittorie estive in cui una squadra esperta costretta ad un precoce turno preliminare supera a mani basse una delle tante cenerentole pronte a fare la comparsa per sentire l’inno della Champions e poter dire «ci abbiamo provato». Il Lincoln Red Imps ha raggiunto il secondo turno superando il Flora Tallinn, e già questa era una notizia, ma che la squadra dei part-timers, come li ha definiti la BBC in questo articolo di tributo, potesse sconfiggere una delle squadre più note del panorama europeo, era qualcosa fuori da qualsiasi scommessa disponibile dai bookmakers. Invece è accaduto, proprio perché «il calcio è uno sport fantastico». I part-timers, perché è proprio questo quello sono, giocatori a mezzo servizio che non svolgono il ruolo di calciatori da professionisti hanno sconfitto il Celtic nella gara d’andata. Tutto tranquillo per gli scozzesi. C’è un ritorno in casa propria, che spesso non lascia scampo a quello che diventa un sogno ad occhi aperti, sfiorato anche dalle squadre di San Marino, ultimamente. Infatti, più che nell’economia del cammino europeo, a fare scalpore è proprio il risultato in sé, in virtù di quel divario atletico che si commenta da sé, nonostante l’attuale rosa del Celtic – che comunque si presentava alla manifestazione col titolo di Campione della Scottish Premiership – non sia certo una delle migliori messe in campo. Il Victoria Stadium, che può ospitare non più di 5.000 spettatori, è diventato in una sera il teatro del calcio made in Gibraltar, che ha già potuto rodarsi con il suo primo girone di qualificazione agli Europei, chiuso con zero punti ovviamente, ma con almeno un gol segnato; il primo, storico gol per la Nazionale di Gibilterra in un girone di qualificazioni internazionali. Il marcatore di quella importante occasione, in un match che si concluse 6-1 per gli avversari che, guarda caso, erano proprio la Scozia, si chiamava Lee Casciaro. Professione: poliziotto. Era il 29 marzo 2015, e circa un anno e mezzo dopo, la Scozia, da avversario cui Gibilterra fece il solletico, è diventata la vittima mietuta, colpita ancora da Casciaro, autore del gol-vittoria superando il portiere Craig Gordon. Una vittoria che nasce dalla working-class, che in questa prima battuta non ha lasciato scampo ad un Celtic arrivato all’impegno europeo (probabilmente) troppo rilassato. Non solo poliziotti, ma anche pompieri, taxisti, un portuale, un ufficiale burocratico di Sua Maestà, un manovale, per una squadra che vince il primo – in termini di tempo – premio incredibile notizia post-Europeo.

C’era bisogno di qualcosa di particolare per riprendere dimestichezza con il calcio di tutto l’anno, dopo la manifestazione quadriennale che di sorprese ne ha già regalate diverse. Adesso c’è il ritorno, e poche probabilità di passare per il Lincoln Red Imps. Ma – per concludere con una frase comune come quella con cui abbiamo iniziato –«sognare non costa nulla», e Gibilterra ha una settimana per farlo, prima di presentarsi al Celtic Park.

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