E’ proprio il caso di dire che per Claudio Lotito i guai non finiscono mai. Dopo la telenovela Bielsa conclusasi nel peggior modo possibile, dopo l’imponente manifestazione dei tifosi che sono voluti scendere in piazza per contestare ancora la sua presidenza, e dopo il magrissimo numero di abbonati collezionato sinora (11 secondo il Corriere dello Sport) l’ultima tegola per il presidente di Lazio e Salernitana nonché consigliere federale, arriva da Napoli nell’ambito dell’operazione “Fuorigioco”. Avviata dalla procura partenopea per indagare su un giro di false fatturazioni destinate alla creazione di fondi neri. La notizia, uscita il 15 di luglio su alcuni organi di informazioni tra i quali anche La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera, rivela che i pm Piscicelli, Capuano, De Simone e Ranieri hanno allora richiesto il rinvio a giudizio di 44 persone appartenenti al mondo del pallone. Tra questi, ci sono anche i nomi eccellenti quali appunto Lotito, il presidente del Genoa Preziosi, quello del Palermo Zamparini, l’ad del Milan Adriano Galliani, il patron della Fiorentina Andrea Della Valle e  per la serie chi non muore si rivede anche l’agente Alessandro Moggi, figlio di Luciano ex dg della Juventus, radiato dal calcio in seguito all’inchiesta di Calciopoli. La creme de la creme (si fa per dire) del mondo del calcio vecchio ma anche quello nuovo. Alla quale si aggiunge anche l’ex laziale Hernan Crespo ex allenatore del Modena. Adesso la palla passa al Gup che il prossimo 7 novembre dovrà decidere le sorti dei 44, stabilendo chi tra questi dovrà subire il processo e chi invece dovrà essere prosciolto.

L’ipotesi dei magistrati napoletani è che nell’ambito delle operazioni di compravendita dei calciatori, i procuratori abbiano provveduto ad emettere fatture (false) alle società calcistiche simulando le opere di intermediazione e alimentando così la creazione di “denaro nero”.  Lotito, anche se il suo avvocato Gian Michele Gentile ha sempre respinto al mittente qualsiasi genere di accuse, rischia così  di subire (ma potrebbe anche essere prosciolto) un altro processo. L’ennesimo, verrebbe di aggiungere, pensando a tutti gli altri procedimenti che lo hanno visto coinvolto da quando (nel 2004) è entrato a far parte del mondo del calcio. Una sfilza di accuse e processi che iniziano con la vicenda di Calciopoli che lo ha visto coinvolto per illeciti commessi nel campionato 2004-05. Con la procura di Napoli che anche in quel caso fu in prima fila per cercare di metterlo al fresco. Se nel processo sportivo l’inibizione definitiva sarà di 4 mesi dopo l’iniziale condanna della Commissione Federale,  (la Lazio invece, verrà prima retrocessa in serie B poi riammessa in serie A ma con penalizzazione di 7 punti), nel processo penale il Tribunale di Napoli nel 2011, lo condannerà alla pena di un anno e tre mesi che nel marzo 2012 la Corte d’Appello innalzerà a un anno e mezzo. Fino a quando nel 2013 interverrà la prescrizione a salvare definitivamente la fedina penale (e anche qualcos’altro) al presidente biancoceleste. Nel frattempo, nel 2009, sarà arrivata anche la condanna in primo grado del Tribunale di Milano a 2 anni di reclusione per i reati di ostacolo alla vigilanza (della Consob) e aggiotaggio. E se nel 2014 il reato di aggiotaggio si prescriverà, per l’altro reato, di omessa alienazione delle partecipazioni, la quinta sezione penale della Cassazione, stabilirà invece che l’entità della pena dovrà essere riformulata dalla Corte d’Appello di Milano. Nel giugno 2015 altri guai arriveranno. Sempre dalla Procura di Napoli, arriverà infatti l’inchiesta (con tanto di perquisizione) per tentata estorsione (dopo la denuncia iniziale del dirigente dell’Ischia Pino Iodice) che coinvolgerà anche il presidente federale Tavecchio. E nell’ottobre dello stesso anno, nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto Infront e alcuni dirigenti di società di calcio, arriverà pure dalla procura di Milano un’altra accusa  sempre per il reato di ostacolo alla vigilanza, ma questa volta della Covisoc (l’organismo che controlla i bilanci delle società di calcio). Adesso, questa nuovo coinvolgimento nell’inchiesta “Fuorigioco”. Anche per per Lotito (e ci mancherebbe) deve valere la presunzione di innocenza. La domanda semmai, è però un’altra: uno con questo bagaglio giudiziario, può essere nominato consigliere federale?

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