Il Video Assistant Referee, conosciuto come il VAR, è una specie di moviola in campo che sta facendo discutere e non poco giocatori, allenatori e tifosi.

La notizia degli ultimi giorni è quella che la SNAI ha aperto le scommesse proprio sull’utilizzo o meno del VAR. La quota dell’utilizzo del VAR è 1.40, quella del mancato utilizzo a quota 2.6.

L’idea di aprire anche questo mercato “divertente” porterà sicuramente tantissimi soldi nelle tasche dello Stato ma quello a cui nessuno ha pensato è il business collaterale, illegale e  nascosto che la creazione di uno strumento del genere potrebbe generare.

Negli ultimi anni sono stati tanti gli scandali del calcio italiano legati a partite truccate soprattutto da organizzazioni criminali. Se prima bisognava mettere d’accordo diversi giocatori, (difensori, portieri e attaccanti soprattutto) ora il gioco della malavita organizzata potrebbe farsi molto più facile. Questo perché basterebbe corrompere o anche solamente minacciare un arbitro per far si che lui nell’arco dei novanta minuti faccia almeno una volta con le dita il segno del televisore per regalare i soldi a chi di dovere.

Il VAR è sperimentale ma dovesse un domani diventare definitivo e aperto a tutti i campionati, a quel punto il gioco del crimine sarebbe davvero troppo facile anche perché un errore grossolano ed evidente come un autogoal volontario, un portiere immobile, un liscio doloso è una cosa, l’arbitro che chiede aiuto per prendere la giusta decisione resta solo un arbitro che chiede aiuto per prendere una giusta decisione.

Questo senza contare poi che se un arbitro, magari giovane, arriva ad arbitrare una gara con il VAR, potrebbe farsi ammaliare dai soldi facili e scommettere in prima persona o farlo fare da qualche amico e parente. E’ vietato, certo, ma insomma: l’occasione fa l’uomo ladro.

Da una parte la liberalizzazione totale del mondo delle scommesse con infiniti mercati, dall’altra il bisogno di una serie presa di coscienza della società che ci circonda ed in cui siamo immersi. Bisogna infatti entrare nell’ottica che ogni azione, anche col fine più nobile o più lecito, potrebbe lasciare sempre spazio ad alterazioni o distorsioni da parte di alcuni per tornaconti personali ed illegali.

 

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