Alex Schwazer ricasca nell’incubo doping, a solo un mese di distanza dalle Olimpiadi di Rio 2016. La notizia, riportata dalla Gazzetta dello Sport, riaccende i riflettori sull’atleta altoatesino fresco vincitore dei Campionati mondiali di Marcia che si sono svolti a Roma lo scorso maggio. I fatti raccontati dal quotidiano sportivo ci portano indietro di 6 mesi, quando a Vipiteno il marciatore era stato sottoposto ad un controllo a sorpresa effettuato dalla Iaaf, la federazione mondiale di atletica, mentre si trovava là per le vacanze di Capodanno.

All’epoca il test aveva dato esito negativo e nei mesi a seguire, sia per volontà dello stesso Schwazer, sia per la prassi degli organi competenti (Wada e Iaaf), erano stati fatti altri controlli sempre con lo stesso risultato. Adesso la doccia gelata e un giallo che deve essere ancora spiegato: infatti, a Maggio, il campione sangue/urine di Gennaio è stato sottoposto di nuovo a test, con controllo mirato sugli steroidi e l’esito ha riscontrato una quantità enorme di sostanze anabolizzanti con livelli di testosterone 11 volte superiori alla norma. Il tutto è stato comunicato alle 19 di ieri alla Federazione italiana di Atletica e all’atleta stesso.

Oggi pomeriggio è prevista a Trento una conferenza stampa dove l’atleta azzurro contesterà le accuse anche se, attraverso le sue parole, trapela la possibilità che questa batosta possa essere decisiva per la fine della sua carriera. Al riguardo è intervenuto il legale Gerhard Brandstätter che ha definito l’accaduto illogico e le accuse false e mostruose.

Per Schwazer, quindi, non è ancora finito il calvario che lo aveva, a ragione, portato alla squalifica prima delle Olimpiadi di Londra 2012, e l’affidamento al guru dell’antidoping Sandro Donati, riuscendo a conquistare grazie alla vittoria di Roma il pass olimpico che adesso, per le ragioni di cui sopra, potrebbe essere annullato. Si attendono nuovi sviluppi per una faccenda dai contorni poco chiari soprattutto per la dinamica con cui si è arrivati alla conclusione che il marciatore italiano continuasse a fare uso di sostanze proibite.

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