Il caso Twente non finisce più. Dopo che, circa 20 giorni fa, il club di Enschede ha vinto il ricorso davanti alla Commissione della KNVB (La Federcalcio olandese) che di fatto ne ha cancellato la retrocessione in Jupiler League, è arrivata la risposta del De Graafschap. La squadra biancoblu, automaticamente retrocessa in seconda divisione dopo la vittoria del ricorso del Twente, ha presentato un’istanza davanti al tribunale di Utrecht (per intenderci il nostro Tar del Lazio) chiedendo di essere ammessa in Eredivisie come diciannovesima squadra. Una richiesta pesante e inaspettata che getta nel caos il calcio olandese, pesantemente provato da un’estate che sembra davvero interminabile sotto l’aspetto giudiziario.

NESSUNA RESA-Pretendiamo di essere ammessi in prima divisione perché da parte del nostro club non c’è mai stata nessuna frode e nessun bilancio in rosso”, queste le parole che l’avvocato del De Graafschap, Danny Mills, ha pronunciato poco prima di entrare nel tribunale di Utrecht. Il legale dei biancoblu ha proseguito anche citando il caso di Calciopoli del 2006 in Italia: “La decisione da parte della KNVB di accogliere il ricorso del Twente è incomprensibile. Non è possibile che una squadra che l’anno prima bara, l’anno successivo può tranquillamente giocare nella stessa divisione. Ricordiamoci il caso della Juventus del 2006 che fu retrocessa in Serie B”. A nulla sono serviti i diversi colloqui che il De Graafschap ha avuto con la Federcalcio olandese nei giorni antecedenti e successivi al ricorso del Twente. Una Federazione dalla quale il De Graafschap non si è sentito mai realmente tutelato.

RICORSO AL VELENO- Le cose non sono affatto migliorate una volta iniziata l’udienza al tribunale di Utrecht, perché i legali del De Graafschap hanno scagliato delle vere e proprie bordate contro la KNVB: “ I veri salvatori del Twente non sono i nuovi dirigenti, bensì la Federcalcio stessa. Nessuno ha detto che all’interno del Comitato per i ricorsi due dei quattro membri hanno un chiaro legame con la città di Enschede. Addirittura una di questi segue e interagisce con il profilo Twitter del Twente. In questo modo la KNVB per completamente di credibilità e di conseguenza tutto il calcio olandese. Chiediamo quindi di essere ammessi come diciannovesima squadra in Eredivise. E’ uno scandalo che la Federazione non  ci ammetta d’ufficio in Prima Divisione”. Parole al veleno che aumentano, se mai ce ne fosse stato bisogno, le polemiche attorno a questa situazione che sta diventando sempre più incandescente e dannosa per il calcio olandese.

LA RISPOSTA- Non è tardata ad arrivare la risposta della Federcalcio Olandese che tramite uno dei propri avvocati, Harro Knijff, ha liquidato le accuse del De Graafschap: “I due consiglieri (di cui non sono stati fatti i nomi) hanno studiato a Enschede, rispettivamente 25 e 30 anni fa e non hanno alcun legame con il Twente. Le accuse del De Graafschap infangano il nome della KNVB, i cui membri sono scelti regolarmente dall’Assemblea dei club professionistici”. Il legale della Federcalcio ha anche poi confermato che al più presto verranno stilati i calendari della Eredivisie senza tener conto del ricorso del De Graafschap. Il Tribunale si pronuncerà sul ricorso solo il 15 Luglio. Una data importante e che potrebbe fare da spartiacque nella storia recente del calcio olandese, sempre più in confusione e travolto da una serie di polemiche e veleni che hanno pochi precedenti nella storia del calcio Oranje. Una querelle, quella relativa allo scandalo Twente-Doyen Sports, che conferma come tutto il mondo è paese  e che bene o male, con le dovute proporzioni, ogni  nazione deve fare i conti con la propria Calciopoli.

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