Nella mattinata di venerdì il Corriere dello Sport apriva una mini discussione in un ambito decisamente ampio che porta al mondiale in Russia della prossima estate. L’Italia, la Nazionale e i 25 uomini convocabili da Giampiero Ventura qualora si raggiungesse il traguardo della qualificazione: i calciatori italiani vanno impiegati con un occhio di riguardo nell’anno che porta al mondiale?

“Salviamo i giovani italiani” titola il quotidiano sportivo nazionale, che pone l’accento su quanto Ventura abbia bisogno di certezze ora più che mai: “Bernardeschi e Rugani faticano ad andare in campo, Pellegrini trova poco spazio, Gagliardini a sprazzi” si legge. Detto fatto, nella giornata che si è appena conclusa gli addetti ai lavori, i tifosi e proprio mister Ventura hanno potuto osservare da vicino quasi tutti gli uomini chiamati in causa. Qualcuno per tutta la partita come Rugani, altri per pochi minuti come Bernardeschi, chi autore di una prestazione sopra le righe e chi invece meno incisivo.

Se Bernardeschi è riuscito a ricevere un cartellino giallo a meno di un minuto dal suo ingresso in campo, Pellegrini non ha fatto sentire la mancanza di Kevin Strootman a centrocampo regalando una prestazione di altissimo livello nella bagnata vittoria contro il Verona; bravo ad attaccare la profondità, a smarcarsi alle spalle dei centrocampisti, ad allungare la squadra facendolo sempre con i tempi giusti.

PROBLEMI DA FANTACALCIO – Non è costretto a soffrire solamente Giampiero Ventura per la folta concorrenza a cui devono fare fronte i gioielli azzurri nelle squadre di appartenenza, a farne le spese sono anche i giocatori di fantacalcio. Vecino ‘farà le scarpe’ a Gagliardini? Questo è stato il dilemma per molti aspiranti allenatori. un dubbio avvalorato dai fatti e dalle scelte di Spalletti, che nelle ultime due partite ha dato spazio all’ex centrocampista dell’Atalanta. 5,5 il voto ricevuto proprio da Gagliardini contro il Crotone, troppo poco per un giocatore che aspira al mondiale.

E Federico Chiesa? Figlio d’arte ma corridore d’altri tempi, nella nuova versione di ‘trascinatore’ potrebbe rivelarsi una certezza per l’Italia che verrà. Proprio come ai tempi di Candreva e Giaccherini. Fermo per infortunio Andrea Conti, sarà probabilmente Davide Calabria l’esterno da osservare attentamente, non potendo fare lo stesso con l’altrettanto giovane Locatelli, chiuso a centrocampo dal nuovo ciclo rossonero.

PREDICATORI NEL DESERTO – Se non posso trovare spazio a casa, vado a crearmelo altrove. Tradotto: Danilo Cataldi. Si tratta di un fenomeno piuttosto diffuso e apprezzato da molti allenatori, che vedono nel cambio di squadra – da una grande a una di livello inferiore – un desiderio di rinascita con la certezza di trovare spazio e continuità. Cataldi e D’Alessandro a Benevento, Bertolacci e Lapadula dal Milan in casa rossoblù o l’ultima zampata di Borriello e la nuova avventura sarda per Pavoletti.

E poi ci sono i nuovi nostri, che potrebbero prendersi la scena sfruttando le occasioni concesse a intermittenza ai rivali più grandi e già affermati: Murgia, Sensi, Barella e Scuffet, giusto per citarne alcuni nella lista interminabile di candidati per un posto nella nazionale del futuro. Un futuro che presto diventerà presente, sempre senza perdere di vista una qualificazione non ancora raggiunta. Detto questo, è giusto pensare avanti, guardare oltre, per non farsi trovare impreparati. Anche se i posti sono pochi e molti già assegnati da tempo, anche se i momenti per vederli in campo non saranno molti. Pochi ma buoni, un po’ come i Gagliardini e i Bernardeschi del nostro campionato. Poi se in casa Genoa Pietro Pellegri, classe 2001, continua a fare quello che sta facendo allora, come ha detto Seedorf, “l’Italia avrà un’altra speranza per il futuro”.

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