Si apre una nuova era per il nostro movimento. Questa assegnazione certifica l’ingresso dell’Italia nell’élite mondiale. Abbiamo presentato un progetto solido”. Così Franco Chimenti, presidente di Coni Servizi e della Federazione Italiana Golf, in merito allo storico esordio della Ryder Cup, la gara tra Europa e Stati Uniti che si svolge ogni due anni – per la prima volta nel nostro paese, nel 2022 – al Marco Simone Golf & Country club di Guidonia Montecelio (Roma). Il circolo capitolino è di proprietà della famiglia Biagiotti, e la vittoria della candidatura italiana – oggi come non mai – assume proprio i volti, dolci e determinati, di Laura e Lavinia Biagiotti, rispettivamente presidente e vicepresidente del Club. “Da un paio d’anni di ci siamo aperti alle famiglie, alle donne perché abbiamo capito che il successo del golf passava da loro”, le parole di quest’ultima. Parole che non troverebbero d’accordo, purtroppo, i soci del Muirfield Golf club, in Scozia, che recentemente hanno votato per continuare a non concedere alle donne l’iscrizione al proprio club perché “il gioco sarebbe rallentato, considerando che sono più lente e chiacchierano molto. Inoltre chiederebbero di modificare il campo per renderlo un po’ più facile”.

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Ad ogni modo, la decisione della Commissione Ryder Cup Europe ha premiato la volontà dell’Italia – quella che si disputerà a Roma rappresenterà anche la terza edizione di sempre in Europa in cui la competizione viene disputata al di fuori del Regno Unito, dopo quelle al Valderrama Golf club nella provincia di Cadice, in Spagna (1997) e al Golf National di Saint Quentin en Yvelines di Parigi, nel 2018 – sorpassando le candidature di Austria (Vienna), Germania (Berlino, grande favorita) e della già citata Spagna (Barcellona). Non solo sport e passione, ad ogni modo. Per l’Italia e per Roma, infatti, l’organizzazione di un evento di prestigio come la Ryder Cup – considerata la più importante manifestazione internazionale di golf – avrà un impatto economico-sociale stimato tra 600 e 800 milioni di euro. E altri numeri da capogiro: 300mila spettatori provenienti da 96 diverse nazioni con 192 paesi collegati attraverso un network di 53 emittenti tv, per un totale di oltre 500 milioni di case raggiunte per ciascun giorno di gara.

In termini di indotto e di esposizione mediatica, dunque, la Ryder Cup rappresenta la più importante manifestazione golfistica internazionale (occorre ricordare che il golf sarà presente anche ai Giochi Olimpici di Rio 2016, dal 5 al 21 agosto) ed è il terzo evento sportivo al mondo dopo le Olimpiadi e i campionati mondiali di calcio. Senza dimenticare che la diffusione capillare del golf – è stato calcolato che ci sono 61 milioni di praticanti distribuiti in oltre 120 nazioni – rendono l’appuntamento davvero unico. Nel dettaglio, l’evento si svolge lungo sei giornate complessive, di cui tre di pratica e tre di gara, nel corso delle quali i migliori 12 golfisti europei e i top 12 americani si contendono il prestigioso trofeo. Il torneo non prevede montepremi: in palio c’è l’onore della vittoria. Dunque per l’Italia è iniziato il conto alla rovescia, con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che parla di “successo della nostra credibilità”. Sudore e impegno da garantire, dunque, come insegna (anche) l’ex giocatore di golf e commentatore sportivo Peter Alliss: “Un torneo va avanti per giorni, sottopone a una forte pressione mentale. Il golf richiede molto alla mente di uno sportivo e lo espone in prima persona. La responsabilità ricade interamente su di lui, e non c’è modo di nasconderlo né speranza di sottrarsi a questo peso”.

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