Accade spesso che nella vita si sia costretti ad andare via dal proprio Paese. Talvolta si fa ritorno a casa, talvolta invece si mettono le radici per iniziare una nuova vita, magari riuscendo comunque a mantenere e coltivare le proprie passioni. È il caso di Angelo Palmeri, giornalista freelance che a Tallinn ha fondato insieme ad altri ragazzi il Rumori Calcio, una società calcistica con una forte componente multiculturale, e per questo unica nel suo genere in Estonia.

Nato a Bari e laureato in Giurisprudenza, Angelo ha avuto il suo primo contatto con il Mar Baltico quando decise di completare la sua tesi in diritto internazionale ad Helsinki, in Finlandia. «Ero venuto qui a Tallinn in primavera in gita e mi aveva impressionato: pulita, ordinata, tranquilla e con una bellissima città vecchia». Una città molto diversa dai grandi centri urbani italiani. «Forse la cosa che ti stupisce subito e la tranquillità della gente: sugli autobus non esiste brusio, sono tutti silenziosi», spiega all’inizio della chiacchierata. In principio non aveva progettato di rimanere nella capitale estone, come invece poi ha fatto per questioni sentimentali. Ma la passione per il calcio era troppo grande per lasciarla in patria. Palmeri ne è sempre stato appassionato al punto da definirlo come una «vera droga». Tifoso dell’Inter da quando si innamorò di Karl-Heinz Rummenigge, spiega che «fino al 1991 il calcio era lo sport sovietico, e quindi gli estoni lo vedevano come lo sport dell’oppressore», ma spiega anche che questo stereotipo è stato abbattuto ed ogni anno c’è qualche lieve miglioramento dal punto di vista del seguito.

Dopo alcune esperienze nelle categorie inferiori, due anni fa ideò e decise di avviare il progetto del Rumori. «Grazie ad una sponsorizzazione, ho ottenuto una muta di magliette per un’iniziativa legata alla Best XI della Serie A locale che stavamo facendo su Rumori di Spogliatoio», un sito web in inglese da lui fondato e dedicato al calcio estone, il primo nel suo genere. Inizialmente fondò la squadra insieme ad altri ragazzi, coinvolgendo alcuni connazionali ed alcuni stranieri che si vedevano per giocare come passatempo.

Due anni fa, invece, optarono per istituire ufficialmente la società per iscriverla alla Rahvaliiga (″Lega della Gente″, letteralmente), un campionato amatoriale, spiega Palmeri, in cui «si gioca solo registrando la squadra e poi i giocatori il giorno della partita con alcune limitazioni sui tesserati in altri club del sistema». Se il nome è chiaramente ispirato al suo sito web sportivo, i colori «si ispirano alla bandiera di Tallinn mentre il leone è uno dei tre leoni dello scudo ufficiale estone». Inizialmente le maglie erano bianche con i riporti neri, ovvero le «maglie più economiche a disposizione del primo sponsor tecnico», cambiate due anni fa in occasione della fondazione ufficiale, insieme al logo della società. Originariamente disegnato da Gaia Zuffa, un’amica italiana, il ritocco definitivo è stato apportato da Barry Linton, un inglese che è stato anche in rosa in estate.

«Siamo multiculturali per antonomasia ma questo non vuol dire che il club sia chiuso ai locali», afferma orgogliosamente Palmeri, «in quanto abbiamo già cinque giocatori estoni». Uno spogliatoio, negli anni, composto da una solida presenza di italiani e francesi, anche di turchi e georgiani. Ma non solo. «Un nostro giocatore ivoriano è passato direttamente a giocare con una squadra locale di Esiliiga», ovvero il secondo livello del calcio estone, spiega Palmeri. Il modello a cui si è ispirato con i suoi soci è quello dei lettoni del Riga United, di matrice anglosassone, con il quale hanno disputato un’amichevole in ottobre, perdendo 2-0. Una caratteristica multiculturale che potrebbe essere messa a rischio in caso di futura scalata in Esiliiga.B, il terzo livello del campionato estone, a causa di una limitazione per i giocatori stranieri risalente a qualche anno fa. «Ma è presto per anche solo pensarci», ammette egli stesso, «magari per quel giorno sarà cambiata, anche se non credo».

Attualmente Palmeri ricopre il ruolo di allenatore grazie all’acquisizione della licenza base, con l’obiettivo di arrivare almeno fino alla UEFA B come ambizione personale. «Anche se in ottima forma, posso giocare comunque poche partite ed il ruolo di manager all’inglese mi stuzzica di più». Non esiste un presidente nel senso istituzionale, anche se comunque l’allenatore ne svolge le funzioni in maniera ufficiosa. Durante la stagione sarà affiancato dal trevigiano Samuele De Pizzol in panchina, già presente nel board della società, e dal bolognese Gabriele Haddad come team manager. «Io cerco di dare l’indirizzo delle attività del club ma amo consultarmi quando c’è il tempo e la necessità», tiene a sottolineare.

Alla richiesta di un aneddoto, l’allenatore fa riferimento ad un episodio precedente al progetto del Rumori. Durante la sua militanza in IV.Liiga, infatti, si allenò e giocò con l’allora ex commissario tecnico della nazionale estone, ovvero Tarmo Rüütli. «Ci conosciamo e salutiamo ancora», confessa Palmeri, ma non solo. «Strano quando nel 2011 la sua Estonia ha affrontato e purtroppo perso con l’Irlanda di Trapattoni», continua, «ci vedemmo prima della doppia sfida e gli dissi che il Trap è una vecchia volpe, e lui concordava».

Nonostante sia un campionato non professionistico, la Rahvaliiga permette comunque alle sue squadre di partecipare alla Eesti Karikas, ovvero alla Coppa d’Estonia. Nella prima partita ufficiale della sua storia, disputata nel giugno 2015, il Rumori si trovò di fronte i può quotati avversari del JK Poseidon nella città di Pärnu. Fino a venti minuti dalla fine i ragazzi di Tallinn erano ad un passo dal sogno, poiché in vantaggio 1-2 grazie alla doppietta dell’attaccante inglese Richard Barnwell, ex giocatore professionista tra le fila del Levadia. Il Rumori, tuttavia, si fermò ad un passo da sogno, perdendo 3-2. «Stanchezza fisica e mentale hanno preso il sopravvento», ammette l’allenatore. Dopo cinque mesi, a novembre, è arrivata così la decisione di iscrivere la società in IV.Liiga, l’ultimo livello della struttura calcistica ufficiale estone, che prenderà il via a metà aprile.

Quale l’obiettivo? «L’obiettivo per ora è farci conoscere come club e come squadra e diventare un punto di riferimento per la comunità straniera, non solo italiana, di Tallinn». «Sarebbe bello sapere che la gente ci conosce, ci viene a vedere e magari comincia a fare il tifo per noi», confessa Palmeri, annunciando anche che saranno preparate delle sciarpe per eventuali tifosi.

Per sostenere le spese di iscrizione e di affitto degli impianti è stata avviata una campagna di crowdfunding e sono stati siglati accordi di sponsorizzazione con gli italiani di Cialdissima, gli estoni di Imagine e gli svizzeri di Swiss Noli. «Se qualcuno ha interesse in Italia a fare affari qui e vuole farsi conoscere, noi siamo un’ottima base di lancio perché ci prendiamo cura dei nostri sponsor sui social network e sul sito», ci tiene a sottolineare il fondatore del Rumori. In chiusura, il suo desiderio: «Vorrei che il club crescesse e diventasse una realtà conosciuta e solida. Qualche risultato aiuterebbe sicuramente».

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