Qui Rio De Janerio. Si attende la Nigeria. Dove sono questi ragazzi? Per adesso, fermi. Precisamente all’Aeroporto di Atlanta, in attesa dell’imbarco per il volo che li porterà in Brasile. La nazionale di calcio olimpica è ferma al gate. Pare che l’aereo sia troppo piccolo ma il problema è un altro. Qualcuno non ha pagato il  biglietto. Il sogno a cinque cerchi rischia di fermarsi ad Atlanta. L’aereo, un charter privato, resterà piantato in pista sino a che non giungeranno i bonifici. Nell’attesa, i giovani calciatori si cimentano in una nuova disciplina: staffetta di bagaglio a mano.

La Federcalcio locale urla allo scandalo e si dichiara estranea alla vicenda. Il pagamento, si spiega attraverso una nota, spetterebbe al Ministero dello Sport Nigeriano, responsabile della prenotazione dei biglietti e dei voli che devono trasportare gli atleti africani a Rio de Janeiro.

Dalla capitale si difendono: è solo un  di “mix up logistico”. Molto più semplicemente, un ritardo nei pagamenti. Il bonifico doveva essere versato sul conto della compagnia aerea entro martedì, ma del denaro, sino a poche ore fa, nessuna traccia. Nè tracciabilità. Quanto basta ai dipendenti della compagnia aerea per incrociare le braccia e lasciare a terra Sadiq e compagni.

Situazione imbarazzante. Urge una soluzione. E si troverà. La Nigeria scende in campo già domani contro il Giappone a Manaus ed è inimmaginabile che si sospenda una gara olimpica nel giorno della cerimonia d’apertura dei primi giochi sudamericani. Tutto lascia prevedere che, in un modo o nell’altro, i soldi confluiscano nelle casse della società aerea e che le aquile saranno a destinazione. Come? Non si sa. L’unica certezza è che arriveranno: per quanta strada  ancora c’è da fare, arriverai alla destinazione finale. Purchè, qualcuno ci metta i soldi. Share the money.

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