Dopo l’eliminazione in semifinale delle azzurre della scherma sconfitte dall’Ucraina, è scoppiato il caso di Vadim Guttsait. Il membro ucraino della commissione arbitrale (che seleziona, valuta ed eventualmente premia i giudici delle gare) pizzicato da una telecamera mentre si rivolgeva mostrando il dito medio alla delegazione italiana che lo stava invitando a smetterla di provare a condizionare dalla tribuna i giudici. Il quale, dopo le proteste della delegazione azzurra, è stato in seguito escluso dal comitato della FIE (la Federazione Internazionale) a prendere parte ai Giochi. Un’azione (l’esclusione di Guttsait) per lo più scontata vista la violazione della norma comportamentale della quale si è macchiato il giudice ucraino. Ma dietro alla quale, c’è chi invece ha voluto vedere una sorta di contentino per la scherma italiana dopo quello che era avvenuto nel corso delle gare. Dove le azzurre (e in particolare Irene Vecchi dopo la semifinale di sciabola) hanno lamentato una cattiva direzione arbitrale che avrebbe negato loro alcune stoccate. In precedenza era successo anche ad Aldo Montano il quale, sconfitto dal russo Kovalev aveva lamentato alcuni errori arbitrali; in particolare un’interpretazione (penalizzante per lui) di un assalto in cui il direttore di gara gli avrebbe negato una stoccata. In quel frangente Montano, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, disse “che prima o poi l’errore arbitrale che ti aspetti arriva sempre”. E anche il tecnico Sirovich, dopo la sconfitta dello schermidore livornese, pur riconoscendo i meriti di “un avversario come Kovalev” disse che “le due stoccate invertite non mi vanno proprio giù e che tirare contro i russi è sempre più difficile”. Errori (gravi) che qualche giorno più tardi saranno lamentati anche dalle atlete azzurre della nazionale di scherma. Tra le quali Irene Vecchi che non esiterà ad esternare tutto il suo disappunto per la direzione arbitrale dichiarando che “per vincere dobbiamo arrivare a 55 non a 45”. Come a dire che in pedana c’è sempre un avversario in più da sconfiggere: l’arbitro. E lo stesso farà anche la sua compagna Rossella Gregorio la quale invece dirà che “nei confronti della sciabola dell’Est c’è sempre un occhio di riguardo”. Per questo che alla fine l’esclusione di Guttsait non cancella le ombre che effettivamente, un “blocco dell’Est” (invocato anche da Flavio Vanetti sul Corriere della Sera) possa veramente esistere. Dato che, ma questa per il momento è soltanto una coincidenza, l’attuale presidente della Federazione Internazionale di Scherma è il russo Alisher Usmanov. Senza una prova certa dunque, diventa difficile sostenere che ci sia o ci sia stato, come detto dallo stesso Sirovich, “un disegno contro l’Italia”. Anche se, e sono sempre parole del tecnico azzurro, “i sospetti quelli si, ci sono sempre. Sono anni che è così”

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