A tre giorni dall’inizio ufficiale delle Olimpiadi di Rio, la delegazione italiana deve fare i conti con il caso di positività al doping di una nostra atleta. Viktoria Orsi Toth è stata infatti rimandata in Italia per disposizione del TNA che l’ha sospesa dopo il riscontro da parte della NADO Italia su un campione prelevato alla pallavolista il 19 luglio scorso. Dalle analisi è stato rilevata la presenza di Clostebol Metabolita, uno steroide anabolizzante, che ha fatto scattare la sospensione e il ritorno in patria.

Per la giocatrice di origini ungheresi che dal 2010, dopo anni nella pallavolo, si è cimentata nel beach volley, sfuma la possibilità di partecipare alla manifestazione brasiliana nella quale, in coppia con la Menegatti, avrebbe potuto ambire ad un posto sul podio, visti i risultati recenti nel World Tour, con una storica medaglia d’oro nella tappa di Sochi. In un primo momento il Coni aveva negato, attraverso comunicato, l’esistenza di un caso di doping all’interno della delegazione azzurra, salvo poi ammettere l’evidenza. Si attende ora il nome della sostituta che dovrebbe essere Rebecca Perry.

Per il Presidente della FIPAV, Carlo Magri, si è trattato di una leggerezza da parte di una ragazza di 25 anni che ha assunto il farmaco sotto forma di pomata senza chiedere parere ai medici federali. Il Clostebol viene usato anche per lenire le abrasioni e velocizzare il processo di cicatrizzazione.

Il caso della Toth si va dunque ad aggiungere ad altre positività riscontrate ad atleti in procinto di partire per Rio come il canottiere Niccolò Mornati, la velista Roberta Caputo, Jamel Chatbi per le 3000 siepi e il canottiere Vincenzo Abbagnale ( i due per non aver rispettato le norme whereabouts circa la reperibilità degli stessi) e infine a Leone Barbaro anche lui canottiere, trovato positivo alla stessa sostanza della Toth. Senza dimenticare lo spinosa caso di Alex Schwazer.
In mattinata si attendono le controanalisi sulla giocatrice italo ungherese presso il Laboratorio dell’Acqua Cetosa.

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