La notizia è arrivata in diretta qualche giorno fa su “Fantastico”, programma di Rete Globo fra i più popolari in Brasile. I quattro risultavano già iscritti negli elenchi del Ciant, l’ente della Polizia federale che opera a Rio e collabora con le intelligence di tutto il mondo. Per il momento i nomi e le nazionalità dei sospetti sono secretati: confermati invece, i loro legami con il terrorismo internazionale. È proprio il Centro integrato antiterrorismo ad occuparsi delle richieste di accredito fatte da atleti, giornalisti e personalità politiche per Rio 2016. Se, durante le procedure di accredito vengono riscontrate anomalie, partono i controlli e le domande vengono respinte.

I quattro sospetti però sono solo la punta dell’iceberg: la lista del Ciant che raccoglie i nomi dei possibili terroristi in arrivo per le Olimpiadi risulterebbe molto più lunga. Fino a ora sono state negate oltre 11.000 richieste di accredito su 460mila fatte, tra cui quelle di 40 stranieri – i cui Paesi di origine hanno sollevato dubbi – e 61 brasiliani nei confronti delle quali era stato emesso un mandato di arresto per crimini o condanne varie.

La febbre per Rio 2016 sale e con lei le misure di sicurezza nella capitale brasiliana. Dopo i recenti fatti di Nizza il governo ha rafforzato i controlli e distribuito sul territorio un numero altissimo di soldati e poliziotti. Uno spettacolo quasi surreale a Rio, abituata a veder passeggiare fra le sue strade solo turisti e abitanti del posto, che ora accettano benevolmente qualche disagio in più a fronte di una sicurezza maggiore. Prevista anche una collaborazione internazionale sulla sicurezza di Rio 2016, con la presenza di membri dei servizi di intelligence di quasi tutti i 106 Paesi che vedono i loro atleti gareggiare ai Giochi. La scorsa settimana, un professore franco-algerino condannato nel 2009 per sospetti legami con il terrorismo è stato espulso dal paese, ed è di pochi giorni fa la decisione di introdurre anche per i voli nazionali una serie di misure di sicurezza previste, fino a oggi, solo per i voli da e per l’estero. Tanto più adesso che l’Isis sta diffondendo attraverso social network un manuale per compiere stragi in 17 modi diversi, incitando i Lupi solitari ad agire, colpendo gli infedeli. Come se non bastasse, Site, il gruppo che controlla la minaccia terroristica su internet ha reso noto l’esistenza della prima cellula in America Latina fedele al Califfato, Ansar al-Khilafah Brazil. E nel pomeriggio di ieri sono stati arrestati almeno 10 uomini tutti brasiliani nella zona di San Paolo e Paranà. Il gruppo sarebbe stato istruito attraverso Internet e pronto a sferrare un attacco durante i Giochi.

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